La rassegna stampa del sabato

Questo repubblica.it non lo farebbe mai. The Beaver è il film di Jodie Foster in cui un uomo di mezza età molto in crisi (Mel Gibson) riacquista il gusto di vivere grazie all’aiuto di un castoro di peluche. Il Guardian ha deciso di ascoltare un parere qualificato su questa controversa pellicola.

Almost/always. Lo stesso recensore di The Beaver, Xan Brooks, torna decisamente più serio per parlare di The Tree of Life di Terrence Malick. “Almost ridiculous, always sublime” è il giudizio sintetico. Il terrore, nemmeno a dirlo, è quello che gli avverbi si invertano, come ammoniva un profetico Valido ormai 5 anni fa.

Non è nemmeno finito Cannes. E già partono le anticipazioni su Venezia: Nick Vivarelli, l’inviato di Variety in Italia, fornisce una prima lista dei film che potrebbero partecipare alla sessantottesima edizione del festival. Edizione che Vivarelli definisce “especially strong”: Sokurov, Amelio, Johnnie To, Spielberg, Polanski, Brillante Mendoza… Al terzo capoverso però si cela una minaccia: una specie di remake di Il disprezzo, diretto da Garrel e interpretato da Monica Bellucci.

In ogni caso non è una buona notizia. Il primo a dare risalto alla cosa è stato Alessandro Gilioli : pare che Sky sia in procinto di chiudere il canale italiano di Current TV. Nonostante i risultati d’ascolto siano positivi, dicono dalla rete tematica. Da Sky invece fanno sapere che le richieste economiche di Current erano eccessive, soprattutto se paragonate agli ascolti – insolitamente forniti in dettaglio. Nella prossima lettera a Babbo Natale: i dati precisi sugli ascolti dei canali satellitari.

Autopromozione, ma non troppo. Martedì 24 e mercoledì 25 ci sarà a Bologna, precisamente nel Dipartimento di Musica e Spettacolo, la terza edizione di Media Mutations, un convegno di due giorni curato da Veronica Innocenti e dedicato al tema degli ecosistemi narrativi. In pratica si proverà a capire cosa succede nel momento in cui gli oggetti che passano attraverso i media tradizionali e digitali (racconti, contenuti, figure) escono dai loro confini e occupano uno spazio simile a quello della vita quotidiana. Sembra astruso, ma non lo è e, se viene come l’anno scorso, sarà molto divertente.

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