La rassegna stampa del sabato

Nuove commissioni, vecchi problemi. Michele Anselmi sul “Secolo XIX” (via Dagospia) dà un’occhiata alle liste dei componenti delle Commissioni che operano all’interno della Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (riprendere fiato). Queste commissioni hanno un importante ruolo nel decidere l’erogazione dei fondi ministeriali per il cinema, quei soldi – insomma – che vanno ai film ritenuti meritevoli di sostegno statale. Il problema è che le nomine, avanzate dall’ex ministro Galan e ratificate dal nuovo Ornaghi, sembrano premiare “mogli celebri, tutte di area Pdl” e “altri, pescati perlopiù tra amici e conoscenti, quasi una succursale della trasmissione Cinematografo di Gigi Marzullo”. Se non fosse impegnato in cose più importanti, l’attuale esecutivo potrebbe pensare di rimettere mano al decreto Urbani e in particolare al cosiddetto reference system.

Art houses e cinema digitale. Negli Stati Uniti la proiezione digitale è una realtà in via di consolidamento e i film in pellicola, quanto meno nel mercato mainstream, sembrano avere gli anni, se non i mesi contati. Per i cinema che fanno parte di grandi catene di esercizio o per quelli legati – direttamente o indirettamente – all’attività delle grosse conglomerate la conversione è tutto sommato attuabile. Che fine faranno invece le art house, le sale che proiettano film europei, d’arte o d’archivio? Si tratta per lo più di cinema gestiti senza fini di lucro, spesso legati alla vita di specifiche comunità locali. Se lo chiede David Bordwell e si dà varie risposte, nessuna delle quali però prende in cosiderazione l’ipotesi di tornare indietro. Con un’avvertenza fondamentale: quei cinema proiettano tendenzialmente film come Drive e Black Swan, non retrospettive su Fredi Murer.

Intanto in Europa… C’è evidentemente chi prova di tenere insieme cose apparentemente inconciliabili, come i festival e le pratiche di consumo digitale. Apprendo da Sushiettibili, ahimé troppo tardi, dell’esistenza del “My French Film Festival”, che “a dispetto dell’indifendibile titolo da breviario DIY” (Folquet) ha proposto per venti giorni una cosa interessante: la visione gratuita via streaming di 10 lungometraggi, la possibilità di caricare commenti sui film e di accedere alle interviste agli autori. Per sapere poi com’erano effettivamente questi film basta seguire il tag apposito su Sushiettibili.

Intanto su secondavisione… Forse vi sarete accorti che la lista degli archivi, qui a destra, si è allungata a dismisura. Questo perché grazie all’instancabile lavoro di Francesco, all’assistenza del nostro amato webmaster Valido e all’aiuto degli amici di WordPress è stato possibile integrare i post del vecchio secondavisione.splinder.com (defunto il 31 gennaio) su questa piattaforma. Ora al vecchio indirizzo c’è una specie di motore di ricerca, sic transit gloria mundi. Se però, cari lettori e care lettrici, volete segnalarci link a vecchi post che non funzionano più a causa di questo cambio ve ne saremo davvero grati.

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One Comment

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 4 febbraio 2012 at 15:32 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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