La rassegna stampa del sabato

Cinema nazionale? Alan O’Leary, di cui abbiamo già parlato altre volte, prosegue il disorso sul cinepanettone e anticipa sul suo blog alcuni contenuti di un capitolo che sta scrivendo per un manuale sulla storia del cinema italiano curato da Peter Bondanella. Riassumo la proposta: il cinepanettone è al cuore del cinema nazionale, non perché rappresenta l’identità italiana, ma perché – attraverso i discorsi sociali che lo circondano – contribuisce a costruirla. Curioso che si ripeschi, sia pure in funzione strategica, un’idea apparentemente out-of-date come quella di cinema nazionale.

Fellini politico. Tra un po’ esce un libro che non vedo l’ora di leggere: Viaggio al termine dell’Italia. Fellini politico di Andrea Minuz (sì, la stessa persona di cui abbiamo parlato qua). Uno lì per lì potrebbe pensare: Fellini, ancora? A rifletterci bene, però, al di là dei discorsi, Federico di qui e di là, l’onirismo, la fantasia, la Romagna e Sandrocchia, quanti sono i lavori veramente interessanti e analitici che vi ricordate su uno che, comunque la si pensi, è tra i più influenti registi del cinema mondiale? (Grazie a Manuel per la segnalazione).

Il pane nel cervello. In Italia c’è chi si è domandato come mai un film costato 250 milioni di dollari venga lanciato senza il supporto di alcuna campagna stampa. Sul Guardian Peter Bradshaw dà una risposta indiretta, e involtontariamente fulciana: John Carter, ultima produzione Disney, fa l’effetto di una enorme pagnotta lievitata e cotta dentro la nostra scatola cranica.

Neorealismo, again and again. Bomba de Il giornale, che recensisce un volume di Giovanni Sedita: l’implosione del neorealismo italiano – fine anni Quaranta, inizio Cinquanta – sarebbe frutto dell’attività sabotatrice di Giulio Andreotti, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Spettacolo, in combutta con le gerarchie vaticane. A parte  il refuso sul titolo di un film di una qualche importanza (Ladri di bicicletta, sic) e altri strafalcioni, a parte il totale silenzio sul vero capolavoro (senza ironia) di Andreotti cioè le leggi 448 e 958 del 1949, a parte che questi argomenti sono gli stessi usati dai più vetero- tra i difensori del “cinema della realtà” (il tardo Giuseppe De Santis, per dirne uno), a parte che non si capisce dove sia negli anni Cinquanta quella produzione «costruttiva sotto il profilo cristiano» che avrebbe dovuto soppiantare il neorealismo secondo il piano del diabolicus tandem Andreotti-Montini… A parte tutto questo, ecco, la prossima volta che qualcuno mi dice che  gli intellettuali italiani di sinistra sono ossessionati dal neorealismo la/lo invito di cuore a leggere un paio di editoriali di Sallusti + questo (di cui ho copia a casa).

Citizen Kane, again and again. Un riassunto brutale di questo lunghissimo post di Kristin Thompson potrebbe essere: non è vero che How Green Was My Valley di John Ford è un film sopravvalutato, e comunque non è vero che ha rubato l’Oscar a Quarto potere. In mezzo però alcune cose parecchio interessanti sulle sfortune critiche del cinema middlebrow e sul canone dei film “insegnabili”.

Critica il critico. Se giovedì 15 siete liberi, siete a Bologna e ne avete voglia potete partecipare a Critica il critico, quindi parlare male insieme a me di Inception di Christopher Nolan, uno di quei film che funzionano perché fanno sentire chi li vede più intelligente (un po’ come i rebus della Pagina della Sfinge). Se invece il film vi è piaciuto potete parlarne bene con Sergio Rotino, sempre al Piccolo Teatro del Baraccano, ore 20.

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One Comment

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 10 marzo 2012 at 10:32 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

One Trackback

  1. [...] non sono d’accordo che ’cinema nazionale’ sia ”un’idea apparentemente out-of-date“, anzi mi pare una definizione ancora utilissima e utilizzata, ma magari sono di parte visto [...]

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