L’ANIMA DI UN UOMO (ma quanti film hanno nel titolo la parola anima o la parola cuore, solo quest’anno: il posto dell’anima, l’anima gemella, aprimi il cuore, il cuore altrove ecc.) è un’altra delusione di questo finale di stagione, e un’altra per il povero Wenders che non azzecca un film da quindici anni (forse Buena Vista Social club). Senza un’idea, senza capacità di raccordo tra i momenti di ascolto della diverse registrazioni originali dei pezzi, appesantito dalle cover fatte dagli amici del regista, non aggiunge nulla di più a una compilation dei pezzi presentati. O forse è sufficiente la metafora della sonda che si perde nell’infinito del cielo stellato sopra di noi? Patinata in modo indecoroso la scelta delle immagini, rimane un film che non tocca l’anima ma soprattutto senza un’anima. Ma perchché un grande regista, se deve sputtanarsi, non lo fa in modo totale dirigendo un buo Mission Impossble 3 con riflessioni sulla piccoleza dell’anima umana di fornte alle meraviglie dell’universo e dell’atre?. manu

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One Comment

  1. anonimo
    Posted 30 giugno 2003 at 15:37 | Permalink | Rispondi

    come ebbi già a scrivere in altro post, concordo sfortunatamente con Manu. Oltre ad allucinanti caduti stilistiche nel buonsentimentalismo da mulino bianco, ciò che più stupisce del secondo atto è la distanza dalla storia italiana presa da Giordana e dagli sceneggiatori. Se nel primo atto la Storia era come un essenziale punto di partenza, una base su cui appoggiarsi, attraversa la quale poi raccontare la storia di Nicola e Matteo, in questo secondo atto (dalla metà in poi), ci si concentra solo sul melodramma. Non che questo poi sia la causa della nostra delusione, ma siamo a livelli bassi bassi, quasi mucciniani, nel trattamento delle varie storie; non un conflitto, non uno scontro… niente di credibile. Tutto troppo semplice, indolore e abbellito per esigenze lacrimose (per una bella lista delle scene indimenticabili in questo senso leggete l’altro mio post). Dalla scomparsa di Matteo in avanti, il film perde tutta la sua credibilità sentimentale e si trasforma in un vero prodotto televisivo (nella sua accezione negativa). Limite che il primo atto mi sembra che superasse allegramente. Enorme delusione. Rimane da scoprire il perchè di tale caduta di stile.
    fedeMC

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