Visto che addirittuta ce lo chiedono nei commenti di altri post, parliamo di Ken Park. Allora, personalmente non l’ho trovato un brutto film, anche se a dire il vero mi sono piuttosto annoiato. Per quanto mi riguarda, del tanto declamato scandalo sessuale non vi è traccia (non vorrei scandalizzare nessuno, ma di pippe ne so un pò e almeno un porno nella vita l’ho visto), quindi di questo mi sembra inutile parlare. Non penso che Clark tenti di sconvolgerci mostrandoci una fellatio o una maturbazione. Ovviamente ogni tanto si accusa le scene di sesso come un pò forzate o troppo lunghe, ma non mi sembra niente di così eccessivo o scandaloso. Il limite del film mi sembra sia rintracciabile semmai nell’esasperazione che Korine ha messo nella caratterizzazione delle figure familiari. Lo squallore di queste figure è riportato in toni decisamente eccessivi è la conseguenza è un passaggio da disgusto a involontario senso del grottesco. Un padre fanatico religioso lo si può fare in mille modi. Risulta forse eccessivo farmelo vedere che mangia in ginocchio o mentre legge la bibbia come un invasato. Dopo che hai fatto vedere che è tutto il giorno che il padre di Claude beve, non penso sia necessario mostrarmelo barcollante mentre beve una lattina di birra in un sorso e contemporaneamente piscia. Ci sono già arrivato a capire che il soggetto in questione ha un problema con l’alcool. I nonni di Tate è un pò inutile farmeli vedere che si danno i bacini e che si dicono parole dolci dopo una partita di tennis. Giuro, avevo già capito che erano una coppia di mezzi rincoglioniti lobotomizzati da un finto benessere. L’effetto è alla fine opposto a quello voluto. Da personaggi comuni, rintracciabili in ogni dove, sicuramente sovrapponibili a personaggi relamente esistenti (che non dubito Korine e Clark abbiano relamente conosciuto) si passa a una caricatura fin troppo programmaticamente squallida e forzata. In questo modo l’intento polemico del film scompare e il rischio è quello di pensare a una provocazione forzata e fatta solo per un pubblico facilmente (o fintamante) scandalizzabile. peccato…

FEDEmc

 

Torno a commentare qua dopo un po’ che non lo facevo. Dunque. Mai le parole del ragioniere furono più appropriate. "Ken Park è una cagata pazzesca!". Senza correre a vedere subito "Giovannona Coscialunga" (che peraltro per me sarebbe una prèmiere), mi spiego. KP è un brutto film. Vorrebbe scandalizzare, ma potrebbe scandalizzare solo un pubblico al quale non è rivolto. Credo che le ambizioni intellettuali di Korine (Gummo non l’ho visto, ma Julien Donkey Boy sì. E signoriddio!) siano elevatissime. Ma quindi, se il film si rivolge ad un pubblico "intellettuale" (perdonate il termine), la provocazione è talmente sbrodolata e didascalica da non turbare nessuno. Non si tratta solo di questo. Si tratta, come dice Fede, di passare al grottesco, di inanellare uno dopo l’altra una serie di figurine ("Ce l’hai il padre fanatico religioso? Te lo do in cambio di una masturbazione" "No, ti do problemi in famiglia"  "Problemi in famiglia celo. Interessa l’incesto?") alle quali non ci crede più nessuno. E anche parlando di sceneggiatura in senso quasi tecnico, di modo di narrare: possibile che sti cazzaroli di americani citino sempre il passaggio di "Babilonia la metetrice" dall’Apocalisse? In KP addirittura il padre casualmente lo legge (con una bella lente di ingrandimento che così lo vediamo bene pure noi) poco prima di pronunciarlo predicando alla figlia (che ovviamente è bella, sexy, cattolica e si scopa gli uomini solo se li lega). Peccato, perché in alcuni punti si vedono la mano e la penna di Clark&Korine. Per esempio quando il padre entra nella camera di Claude, il figlio, e lo guarda, con un mezzo sorriso. Finisse qui, la scena. E invece no. Gli tenta di fare un pompino. Perché aveva finito la birra. E prima era andato a puttane con l’amico che guarda i culi delle sue colleghe. Perché il mondo è malato. Serve un’aspirina?

Francesco

 

PS Chiedo scusa a Fede, ma riesco ad inserire queste riflessioni solo come post, non come commento. Misteri.

3 Comments

  1. anonimo
    Posted 10 luglio 2003 at 16:48 | Permalink | Rispondi

    Ma Harmony Korine? che fa, sceneggia? Perché a me il suo Gummo era piaciuto tanto tanto. Anche quello era un film con personaggi ultra-caricaturali (e forse ben più shock di questo qua..), ma c’era un alto tasso di ironia nerissima (indispensabile, peraltro, se devi fare un film su due ragazzini satanisti che vanno a rivendere gatti morti ai fast-food..) che salvava la baracca. Gummo era l’assurdo e l’abominevole fine a sé, senza la benché minima traccia di una qualsiasi morale: non so se si possa dire lo stesso di Ken Park (non l’ho ancora visto, ma da bravo damsiano mi permetto di criticarlo a scatola chiusa), che a sentirne parlare me l’immagino come un incrocio tra American Beauty e Kids (sempre di Korine), due film che mi parvero piuttosto irrisolti..Tuonetto vostro.

  2. anonimo
    Posted 11 luglio 2003 at 20:38 | Permalink | Rispondi

    scusate tanto, ma nel parlar male di questo film, mi sembra che ci giriate un po’ intorno, fissandovi sulle macchiette dei genitori e su quelle due o tre scene obbiettivamente sopra le righe, ignorando il fatto che le figure degli adolescenti sono vive e credibili, e che soprattutto il film, eccessi compresi, trae un senso dalla favolosa sequenza finale dell’orgia, vitalistica, liberatoria e gioiosa, persino commovente, in cui il sesso è visto come espressione rivendicata di un’innocenza impossibile da vivere altrimenti nel mondo corrotto e ignorante dei loro padri.
    mai visto prima il sesso tra adolescenti descritto in modo così spontaneo, senza moralismi nè voyerismi gratuiti, tipici del Clark precedente.
    un film che sa far vedere in modo nuovo, anche se magari nello spazio di un singolo momento (ammesso e non concesso che non ce ne siano altri), mi sembra più che degno di attenzione.
    le provocazioni ci sono, ma non mi sembrano l’unico motivo di interesse nè ciò che preme di più al regista.
    di sicuro non mi sembra il caso di stroncarlo girandoci attorno.
    vado di fretta. ciao
    lonchaney

  3. Posted 13 luglio 2003 at 21:46 | Permalink | Rispondi

    Non ho un’opinione precisa su questo film. Una cosa solo: descrivere il sesso adolescenziale come pratica liberatoria in contrasto con la bruttura del mondo adulto non è caricarlo di una responsabilità che lo schiaccia e lo deforma? Vado di fretta anch’io manu

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: