Ken Park, finalmente un dibattito con un po’ di sangue. Butto là un po’ di impressioni: per il 90 per cento i meriti e soprattutto i demeriti del film mi sembrano attribuibili alla sceneggiatura di Harmony Corine, che autorizza quella lettura "scandalistica" con cui (giustamente) se la prendono i miei compari. Mi sembra che Clark non dia una direzione a quell’ammasso di grottesco, tenerezza, pruderie e violenza che Corine gli consegna (e anche citazioni: Sonatine e Viridiana, ma forse è una mia impressione), con il sospetto più che lecito che si voglia solamente epater le bourgeois. Poi però c’è l’ultima sequenza, quella in cui i tre "superstiti" fanno l’amore, che non ha niente a che vedere con tutto il resto del film. Al sesso malato in solitaria o con adulti alienati visto prima si contrappone una naturalezza e una gioia priva di forzature che fa pensare a possibili vie di fuga da un mondo che sicuramente bello non è. E qui finalmente Clark pare recuperare uno sguardo, partecipe e senza quella patina di insopportabile cinismo che oltretutto non riesce a gestire. Insomma, secondo me è una sequenza bellissima, ma mi viene da chiedere: erano necessarie due ore di film per avere cinque minuti che non sembrassero solamente la versione lunga e xxx del video di Black hole sun dei Soundgarden?

4 Comments

  1. anonimo
    Posted 16 luglio 2003 at 14:26 | Permalink | Rispondi

    purtroppo iersera non ho potuto pigiare i tastini del mio cellulare in diretta, pena alcuni punti di penalizzazione della stradale. intervengo solo per due motivi: uno per suggerire al prof. Noto che in Canicola di istantanee ce ne sono ben poche: cito, su tutti, il piano sequenza (che se non è piano sequenza avrà si e no due due o tre stacchi di montaggio) con candela in culo, chiappe al vento e inno nazionale austriaco a tutto volume. Mi paiono almeno otto-dieci minuti ininterrotti di punizione corporale oltre le righe (iperrealtà direi più che surrealtà), per i più (non per me)insostenibile. Seconda annotazione, che si lega alla prima: superati i confini (e i limiti) del postmoderno oggi il cinema e i suoi autori(?) o si rifà(nno) ad una nuova e devota ‘classicità’ oppure ‘scandalizza’(no) attraverso l’esplicitazione insistita dell’atto sessuale o del crudo e ‘fenomenologico’ (Canicola per esempio) realismo. Ora, Clark si inserisce proprio in mezzo alle due opzioni antitetiche del ‘rifare la classicità’,cioè dello scandalizzare. Ne’ crudo realismo, nè esplicitazione ribelle, rabbiosa e rivoluzionaria dell’atto sessuale ( si veda l’accoppiamento di Matrimonio tardivo per l’esempio contrario) ma uno strano e insistitio ibrido fra estetica dei corpi (forse qui si nasconde il fotografo Clark) e risaputo ritrattino della provincia americana. Quindi, cosa manca a Clark? Paradossalmente è proprio la capacità di reggere l’esagerazione, di tirare all’infinito una scena scabrosa e/o scandalizzatrice, di motivare con il proprio giudizio morale l’immagine che si è appena vista, cosa che a Seidl riesce più che bene. E poi mi perdoni il prof. Noto ma non credo che Clark a mai visto Kitano semmai lo ha visto Korine…
    cordialmente dtfromzic

  2. anonimo
    Posted 16 luglio 2003 at 15:54 | Permalink | Rispondi

    ah, dt se lei mi ascoltasse… intanto la prego di chiamarmi col mio nome di battesimo o col mio cognome, per favore senza titoli più o meno usurpati. anch’io credo che Clark non abbia visto Kitano, infatti ho detto che le citazioni (se di citazioni si tratta) erano attribuibili allo sceneggiatore Korine. in secondo luogo, quando parlo di istantanee non mi riferivo necessariamente ad una questione di durata delle scene (è impossibile dimenticare i pianosequenza di Hundstage…), ma ad una strutturazione narrativa compiuta, che Clark paradossalmente sembra ricercare mentre Seidl aggira con una certa decisione. infine: sono del tutto d’accordo, il problema di Clark potrebbe essere proprio quello di non saper reggere l’esagerazione, cioè di descrivere qualcosa (la violenza, la realtà, forse il sesso…) senza avere uno sguardo che dia una forma al tutto. che dici, inauguriamo un’altra bella polemica autistica, tra noi due?

  3. anonimo
    Posted 18 luglio 2003 at 19:32 | Permalink | Rispondi

    signor ddt, su ken park mi sono già espresso, approfitto del post per invitarti a partecipare alla discussione sulla meglio gioventù nella pag. precedente (ti avevo già interpellato lì). lonchaney, al secolo signor carlo

  4. anonimo
    Posted 9 febbraio 2008 at 19:44 | Permalink | Rispondi

    ips

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