Sempre su quello di Ciprì e Maresco: la storia della Trinacria cinematografica, società di produzione fondata nei 30 da due fratelli La Marca propritari anche di una ditta di statue raffiguranti santi e madonne (santi con piselli abnormi, madonne con la faccia sofferente della mamma di un operaio della ditta). Grazie alla chiesa e a due avvocati i fratelli La Marca cominciano a produrre film allucinanti (tra cui un musical con un nano sciancato e un film di fantascienza assolutamente irresistibile). nessuno, tranne un bambino e un maniaco, si cagano i film della La Marca. La chiesa e l’avvocato cominciano ad incazzarsi, poi grazie ad un conte fanatico di esoterismo e "posseduto" (con tanto di sboccata stile Esorcista), i due cazzoni trovano i soldi per realizzare un filnm su Cagliostro. Arriva addirittura una star hollywoodiana per il film (Englund). La lavorazione del film, anche a causa del regista (un povero pazzo squilibrato) e ai vari freaks impegnati sul set naufraga miseramente. Englund comincia a bere e il suo matrimonio entra in crisi. La star, dopo un infortunio, entrerà in manicomio. Poi c’è lo spiegone di prima con il nano che tira in ballo Lucky luciano, gangster, mafiosi e il fato… Incredibile. La storia è intervallata da finte interviste alla moglie di Englund, a Tatti e a Napoli.

Il film più brutto fino ad ora invece è Les Sentiments, I n concorso , Noemie Lvosky. Semplicemente allucinante. Inutile. Non si spiega perchè sia qui in concorso. La solita menata di francesi antipaticissimi che ridono e parlkano e si tradiscono tutto il tempo con in più l’aggravante di una specie di coro greco che canta delle canzoncine che vorrebbero essere simpatiche e che invece fanno solo ribollire il sangue. L’inutilità fatta film. Volgare, stupido e noioso. Più brutto anche di quello di Ivory ma, inspiegabilmente in concorso. Che merda…

FEDEmc

2 Comments

  1. anonimo
    Posted 1 settembre 2003 at 02:13 | Permalink | Rispondi

    Con il nostro mc preferito in balìa del glamour venessiano, tocca al sempre encomiabile dottor Pettinato parlare del film più tamarro del momento: Hulk. Ang Lee, forse frustrato dalle astratte levigatezze registiche di Tempesta di ghiaccio e La tigre e il dragone, si sfoga adesso con un filmino in cui può far vedere edifici disintegrati a spallate, missili terra-aria presi a morsi e risputati -pausa, riflessioni esistenziali sull’identità- e ancora carrarmati scaraventati come nell’olimpico lancio del martello. Si chiude affettuosamente un occhio sulla verosimiglianza (e non parlo dei superpoteri e della pelle verde, ma di quei pantaloncini elasticizzati che stanno su anche dopo esplosioni atomiche…e poi basta con queste enormi zone militari di contenimento, uguali in tutti i film, eccessivamente tronfie e monumentali, che vogliono spacciarci essere costruite all’uopo dal governo in quattro e quattr’otto..). Jennifer Connelly, lo si può immaginare, è bella da urlo, ma nemmeno a lei è concesso di ripetere a casaccio e per mezzo film la parola “nanomacchine” (neologismo parascientifico-dozzianale di cui sentivamo il bisogno). il ritmo purtroppo è fiacchino, e se non siete amanti delle lunghe disquisizioni pseudoscientifiche senza alcun fondamento, astenetevi. Bella però l’idea di un montaggio fumettoso che richiama le tavole della Marvel e che ottiene l’indulgenza per l’implausibilità del resto. E sì, pure tutte le digressioni sulla scissione di personalità e i conflitti familiari sono sfiziose (e fanno onore al fumetto). Si segnala infine un Nick Nolte “scienziato” (mi immagino le virgolette sui diplomi di laurea di tutti gli scienziati del film..) e pergiunta fricchettone anarcoide coi superpoteri (“sono in contatto con l’essenza delle cose!!”. wow, sballoso!). Insostenibile la parte col pechinese mutante.
    Vabbé, basta. Domani per me Segreti di Stato del mio concittadino Benvenuti, un film che secondo le mie previsioni potrebbe NON contenere giganti verdi che lanciano carrarmati. devotamente, Tuono. Rock da mike, Fede!

  2. Posted 1 settembre 2003 at 13:26 | Permalink | Rispondi

    Grazie tuono, noi ci ritroviamo a fare i conti con ciarpame che vorrebbe tanto essere intellettuale che ci allieta sapere che i tamarri fuori dal lido esistono e prosperano. manu

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