Il terribile Dumont è riuscito nella disperata impresa di prendere voti più bassi del criminale Imagining Argentina, ma questo ha ovviamente dato spazio a quelli cui il film è piciuto per ripetere ancora una volta "Cinema per pochi"… va beh. quattro zero in pagella (record), ma anche due 8. Inspiegabili i 5 o i 6. Fantastica la recensione di Magrelli (che solitamente mi urta tipo Elio Vito): "Due deficenti si aggirano con una certa dilatata casualità nel deserto californiano…molte inquadrature belle, ma il merito è della natura". Ci sta tutto.

Oggi bigio il resoconto. Non ce la faccio. Baci a tutti

FEDEmc 

2 Comments

  1. anonimo
    Posted 4 settembre 2003 at 21:47 | Permalink | Rispondi

    dopo una delle tante inculate che si prendono al lido, cioe’ stare un’ora in fila per rimanere a guardare un coglione che fa palestra tutto l’anno e l’unica cosa che sa dirti e’ “Mmmgrh” (e intanto Valerio Caprara o Vincenzo Mollica guardano i film senza capirci un cazzo)… mi ritrovo a dover difendere Bruno Dumont. C’e’ parecchia differenza fra rozzezza e banalita’, fra idiozia e semplicita’, quindi se 29 palme e’ un film dallo svolgimento banale e semplice, dove un uomo e una donna chiacchierano poco e scopano molto (lui ululando nel momento clou dell’accoppiamento) non ci trovo nulla di ‘deficiente’. semmai esiste la disperata necessita’ degli ottuagenari critici dei quotidiani (dio mio, ma avete mai visto la aspesi di persona?? AAAARGGGHH!!) di ridere sempre a crepapelle per sdrammatizzare anche un bacio con la lingua:figuriamoci nel film di dumont!! La repressione sessuale impera soprattutto al Lido, un consiglio: amici critici trombate un pochino di piu’, eviterete di sganasciarvi dalle risa guardando una ragazza che fa un pompino al suo uomo…
    baci
    DT (dalla sala stampa del Lido di Venezia e con un accredito che usero’ come cup per prenotare le ricette in farmacia…)

  2. Posted 5 settembre 2003 at 13:35 | Permalink | Rispondi

    Sono d’accordo sulla repressione sessuale del pubblico, con risate dovute a casto imbarazzo. ma oltre alle risate ai “Put it inside” mormorati dall’attore più antipatico degli ultimi anni, c’è qualcos’altro che non va nel film di Dumont.
    Deserto+sesso+violenza ma non si era già visto. Se si vuole sconvolgere il pubblico mi sembra che l’armamentario che si usa sia un poco sbiadito. E ormai penso che sia anche ora di smettere di cercare lo “sconvoglimento” come effetto di senso estetico. Questo discorso a parte, il film di Dumont non è di stomaco come lui vorrebbe far credere, in quanto alcune sequenza belle e costruite lo smentiscono. Se fosse di stomaco mi chiedo cosa ci sia di perturbante nel vedere due che gemono mentre scopano, se fosse intellettuale non vedo cosa ci sia di interessante nel mostrare il sesso come ultima pulsione dell’istinto animale in uno spazio svuotato di corpi e di senso. Non credo che quello che Dumont voglia esprimere sia banale, ma il modo in cui lo fa è supponenete, vecchio, inutile e fastidioso. Da oggi in poi un solo grido BASTA SIMBOLICHE SCENE DI SESSO AL CINEMA!!! MI HANNO ROTTO LE PALLE! manu

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