Caterina va in città di Paolo Virzì

Molti avevano riposto speranze in questo autore, sulla rinascita a scadenze fisse della tradizione della commedia all’italiana, e secondo me con Ovosodo e Ferie d’agosto c’era riuscito. Anche questo Caterina va in città è molto vicino ai due, forse troppo. C’è sempre un semplice che incontra un mondo sofisticato, o presunto tale, come in Ovosodo, sempre la contrapposizione faziosa e acerrima, anche se finta, tra destra e sinistra, arricchiti e radical chic come in Ferie d’agosto. Quello che manca sono l’ispirazione e il divertimento. Si esagera con lo spazio dato a Castellitto e a un ruolo di padre frustrato sopra le righe, e le situazioni sono molto più imbarazzanti e fastidiose che autenticamente divertenti. A me questa scelta ha convinto: traspare un’amarezza senza indulgenze né nascondimenti, per cui si deve prendere una ragazzina di campagna delle medie, che poga su Verdi e sogna di fare la cantante lirica per riscoprire l’innocenza dell sguardo e lo stupore di fronte al mondo. Manu

Annunci

4 Comments

  1. anonimo
    Posted 30 ottobre 2003 at 16:21 | Permalink | Rispondi

    ma non doveva finire con lei che rimane unica indenne in un questo mondo volgare? La mia professoressa delle medie ci rimarrà male

  2. anonimo
    Posted 30 ottobre 2003 at 16:41 | Permalink | Rispondi

    Temo che la tua prof delle medie sarà soddisfatta, è proprio così. Ma il fatto è che l’unica speranza sia così marginale ed esclusa, che la condanna sia diffusa al di fuori della percezione di Caterina.
    Alla fine lei è marginale, ed è l’unica che merit affetto. Lo so che non è una novità, ma ci si accontenta

  3. anonimo
    Posted 1 novembre 2003 at 19:17 | Permalink | Rispondi

    ma insomma… chi si accontenta di vedere un filmetto, anche tenero e dolce in qualche modo, quando poi nelle sale ci sono gnocche in tutina gialla, pirati cinesi e aquiloni, o tre amici cresciuti guardndo il mystic? C’è veramente bisogno di un film che ci mostri un italietta minuscola, indecisa, delusa, fondamentalmente brutta. Ho riso, ogni tanto mi sono intenerito guardando per la prima volta quello che mi circondava con gli occhi di Caterina, però alla fine me ne frega un pò poco. Virzì sicuramente gira film, come dire, in buona fede… però bisogna anche avere voglia di vederseli. Voglia che ogni tanto non manca, sfortunatamente.

  4. anonimo
    Posted 6 novembre 2003 at 02:45 | Permalink | Rispondi

    Sarò anche di parte, però la Buy che fa la moglie tonta è uno spasso! tuono

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: