Mystic River di Clint Eastwood

Stamattina sono crollato, ma ne è valsa la pena di stare sveglio fino all’una per vedere un film assolutamente incredibile. Non si tratta solo della sequenza finale più agghiacciangte che ricrdi, ma si tratta veramente di un film eccezionale sulla colpa. Eastwood guarda con distacco l’assunto disperato delle vittime che continuano a rimanere vittime, del fatto ce non si può dire "se fossi salito io su quella macchina", perché solo Dave c’è andato, e lui seguita a non salvarsi, come il potere perpetua se stesso nell prepotenza e nell’angheria , mentre il privato è un modo di sfuggire alle colpe civili e nei confronti degli altri.

Pieno di silenzi, di personaggi che non riescono a spiegarsi, come se il linguaggio fosse contiunamente sotto scacco nei confronti di un essere al mondo (lo so, ma leggo sta roba in questo momento, quindi volenti o nolenti ce la ritrovate) troppo disperato per essere vero.

Non riesco a togliermi dalla testa l’incrocio di sguardi tra le due mogli alla parata.

manu

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11 Comments

  1. anonimo
    Posted 29 ottobre 2003 at 12:18 | Permalink | Rispondi

    grande manu. meno male che ci pensi un pò tu a scrivere sul blog. per me clint ha fatto un film incredibile. devastante. emozionante. non si spreca l’espressione capolavoro.
    FEDEmc

  2. Posted 29 ottobre 2003 at 21:03 | Permalink | Rispondi

    bravo manu. porta avanti il buon nome del blog di secondavisione. tra l’altro mi sa che martedì prossimo ti chiamiamo per parlare di virzì, che mi appresto a vedere or ora.Francesco

  3. Posted 3 novembre 2003 at 01:34 | Permalink | Rispondi

    Un film davvero bellissimo, che a tratti mi ha ricordato quell’altro bellissimo film sulla colpa e la responsabilità, Tre giorni per la verità, non a caso diretto da Sean Penn. Criptico invece il commento di uno spettatore con signora che usciva dalla proiezione precedente: “è un mattone, ma almeno è lungo”. Prego?!
    tuono vostro.

  4. anonimo
    Posted 9 novembre 2003 at 00:38 | Permalink | Rispondi

    Clint invecchiando non fa che migliorare. Meraviglioso.

  5. anonimo
    Posted 9 novembre 2003 at 03:09 | Permalink | Rispondi

    Un film terribile, amaro al veleno come si usa dire dalle mie parti, che ti lascia in-conciliato, in-felice, ir-risolto. UN CAPOLAVORO ragazzi.
    Nella grande quantità di temi che Eastwood ha scelto coraggiosamente di affrontare, alla colpa non avevo pensato “consciamente”, devo dire la verità; ma è semplicemente perchè io sono contorta ed il fatto più lampante è quello che mi è sembrato più, letteralmente, trasparente. Io l’ho trovato un film sui bambini, sull’innocenza e, sì, sui bambini in quanto vittime; ma anche, sulla cattiveria/violenza dei bambini, che, si può obbiettare, è sempre “indotta” –ma resta un argomento scomodo, politically incorrect e decisamente sgradevole. Inoltre è un film conchiuso, circolare: la vittima resta la vittima, come ho letto che qualcuno ha già scritto e questo è sacrosanto; ma c’è di più: la prossima vittima è già marchiata. E’ il bambino biondo imbronciato che la madre inultilmente saluta e che crescerà senza padre (come del resto l’assassino)…dio santo che trisctezza.
    Il carrello all’indietro/soggettiva temporalmente sfasata del piccolo Dave dopo la frase nodo del film (“a volte penso che ci siamo saliti tutti su quella macchina”) è semplicemente indimenticabile.
    Ripeto, terribile. Ma pazzesco.

  6. Posted 9 novembre 2003 at 15:42 | Permalink | Rispondi

    ecco se me spieghi qello sguardo mi fai un piacere….

  7. anonimo
    Posted 10 novembre 2003 at 00:47 | Permalink | Rispondi

    Quale sguardo (dei tanti ed abbastanza chiari)?
    MarinaP, che ha scritto il commento precedente
    –quello lungo–e si è dimenticata di firmare:)

  8. Posted 11 novembre 2003 at 22:37 | Permalink | Rispondi

    quello finale tra le due mogli alla parata

  9. anonimo
    Posted 12 novembre 2003 at 23:08 | Permalink | Rispondi

    Suppongo fosse una rivendicazione di potere, crudele, da parte della concubina di Sean Penn (che apertamente aveva disprezzato la “denunci” della moglie di Dave). Fa parte, io credo, di una delle logiche americano-amaro che sottostanno all’etica rappresentata nel film: l’etica del più forte –che poi è la mancanza d’etica. Ma non scadiamo nel parossistico. Marina

  10. anonimo
    Posted 20 novembre 2003 at 01:36 | Permalink | Rispondi

    davvero un grandissimo film!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    giulio

  11. anonimo
    Posted 18 maggio 2006 at 18:39 | Permalink | Rispondi

    prova

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