Su suggerimento di un amico (CT da Bologna), leggo la bellissima recensione di Bruno Fornara su segnocinema di questo mese su Buongiorno, notte, di Marco Bellocchio. Ricca, lineare, che regola i conti con tutto il chiacchericcio politico mediale sul film, con tutti i commenti contenutisti da parte di quelli che vanno al cinema una volta l’anno ma si sentono in dovere di esprimere la propria, preziosa, opinione. Vorrei postarla tutta, ma è un poco lunga.

Vi lascio con il finale, sul finale del film

"come dimostra il bellissimo, straziante finale in cui si immagina che il Padre sopravviva alla crudeltà dei figli (un finale, questo sì, sessantottino, pieno di nostalgia e utopia, singolarmente affine alla Venticinquesima ora di Spike Lee), Buongiorno notte non è un film consolatorio sull’immaginazione come fuga o conforto. E’ un film che, come già l’ora di religione, cerca di rispondere alla domanda su come vivere nel modo giusto: saper riconoscere cosa sono i sogni e che cos’è la realtà, e viverli entrambi ad occhi aperti"

Complimenti ad una critica vera ed attenta

manu

One Comment

  1. anonimo
    Posted 9 dicembre 2003 at 16:45 | Permalink | Rispondi

    Correggo: l’articolo in questione era di Vincenzo Buccheri. Chiedo scusa per l’imprecisione, ma vista la partecipazione a questo post, non penso sia stata notata da nessuno
    manu

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