PAYCHECK, John Woo, 2003

Ammettiamo di avere un debole per il John Woo di Hong Kong, folgorazione di un bel po’ di anni fa, come ammettiamo di considerare il suo periodo americano una completa ciofeca (salviamo Face Off e sequenze qua e là…). Un po’ come succede per Argento da quindici anni a questa parte, si va al cinema con nel cuore la speranza di vedere un capolavoro, ma la consapevolezza che la puttanata è più che possibile (lasciamo perdere che poi la puttanata ha quasi sempre vinto in tutti e due i casi). Paycheck, è un buon film d’azione, due ore di buon intrattenimento. Per quel John Woo che conoscevamo è un ulteriore sconfitta, ma per il John Woo di Mission Impossibile 2 non è niente male, e anzi presenta molti spunti interessanti. Il problema è che tutto quello che è stato fatto da Woo nel suo periodo d’oro, dal cinema americano ma non solo, dall’action movie in generale, è stato completamente vampirizzato. In qualche modo si è fatto lui stesso genere. Tutte le sue caratteristiche visive sono diventate stilemi di un genere ad una velocità impressionante, fino ad arrivare ad un Mexican Stand Off (due personaggi uno di fronte all’altro che contemporaneamente si puntano la pistola alla testa) nelle fiction televisive con Raul Bova. Se uniamo questo dato alla difficoltà che il regista ha dimostrato nel mettere in scena i suoi temi principali nei suoi film Americani, viene fuori un cinema svuotato, piatto, che non va al di là della sua più banale emulazione. In questo senso ci sembra che Paycheck sia un buon film, un film riuscito. Ci si concentra sulla storia (Philip Dick), assolutamente affascinante e divertente, su una gestione dei tempi più che calibrata e, grazie al tema della memoria, sui rapporti melodrammatici tra i due protagonisti. Con un occhio a Hitchcock e uno alla fantascienza degli ultimi anni (e evitando di saturare la storia di esplosioni e sparatorie una ogni tre minuti), Woo costruisce un buon prodotto che non può non divertire e che, torno a ripetere, lascia intravedere molti buoni spunti. Inevitabilmente non tutto fila liscio, e quando ormai pensi di averla scampata, da una porta entra al rallenti una colomba bianca digitale bruttissima, ma Woo riesce comunque a tenere unito il tutto e sembra anche aver riacquistato una fluidità nelle scene d’azione che sembrava aver ormai irrimediabilmente perso. Bullett in the Head o A Better Tomorrow sono sempre più distanti, ma ve lo ricordate Broken Arrow?

FEDEmc

11 Comments

  1. Posted 19 febbraio 2004 at 09:29 | Permalink | Rispondi

    abbastanza d’accordo con te… anche se a me MI2 era piaciuto, e non poco. (odio farmi “pubblicità” ma)ho postato la mia rece sul mio blog, se vuoi. dato che la citi mi sono ricordato che la colomba bianca, quando l’ho vista, ho pensato che potesse essere una citazione da Blade Runner…. ma non so fino a quanto possa reggere ‘sta cosa. scusa l’ignoranza, ma “Mexican Stand Off” è proprio il nome di quel tipo di scena? e da dove viene? grazie.

  2. Posted 19 febbraio 2004 at 11:25 | Permalink | Rispondi

    Dubito si tratti di balde runner conoscendo un pò i film di woo. Si, mexican stand off è il nome di quella roba li. L’avevo letto su un vecchio numero di amarcord (marzo-aprile 1998). Nello stesso articolo si parlava anche di “Double Gun Fight” (modo di sparare tipico dei film di Woo, realizzato impugnando due pistole)… Sai, sono quelle cose utilissime da sapere… Mission Impossible 2, dopo Blackjack (quello con Dolph Lundgren allergico al latte…), è il film più brutto di Woo. Ciao. FEDEmc

  3. Posted 19 febbraio 2004 at 18:21 | Permalink | Rispondi

    cmq avevo pensato alla citazione di BR giusto perchè sia paycheck che BR sono tratti da p.k. dick….. non per altro.

  4. anonimo
    Posted 19 febbraio 2004 at 20:11 | Permalink | Rispondi

    premesso che colombe, mexican e double gun action hanno veramente cagato il cazzo (anche se fosse rimasto ad h.k., dopo il definitivo HARD BOILED avrebbe dovuto cambiare strada), posso capire che si possa trovare divertente paycheck (che trovo noioso, didascalico, sforacchiato nella sceneggiatura, anonimo e con un’imperdonabile regia maraglia), ma trovo improponibile che si parli di melò: per parlare di emozioni e lacrime ci vogliono personaggi solidi e complessi, non i manichini di woo, uno (affleck), pura funzione narrativa, l’altro addirittura disfunzione (poteva tranquillamente non esserci, non altera di un millimetro la struttura del film.
    un altro elemento deleterio del film è il madornale errore di casting: non si può scritturare la thurman per fare la bella statuina, il suo è un corpo ingombrante, strano, fatto per dominare lo spazio dell’inquadratura. Woo, mai stato capace di gestire le femmine, non sa che farsene e dove metterla: carisma puro che diventa zavorra. bello spreco

  5. anonimo
    Posted 19 febbraio 2004 at 20:11 | Permalink | Rispondi

    non ho firmato.
    lonchaney

  6. Posted 20 febbraio 2004 at 09:30 | Permalink | Rispondi

    Segnalo che una mexican double gun atction è stata vista ieri sera su rai due: protagonisti un formichiere con il wonderbra balzellante sotto una canottiera celestina e uno sconosciuto. Ambientazione la giostra Il Polipo, datata anche per il Luna Park di Vernasca, decorata con tessuti e stalattiti in polistirolo a suggerire del ghiaccio. Nessun commento sulla regia. Un film che toglie la voglia di vivere. manu

  7. Posted 20 febbraio 2004 at 13:22 | Permalink | Rispondi

    Lon, ma non è che poi ci picchi? Ma sei sempre così incazzato? Sarò che fai poco sport all’aria aperta… Beh comunque, al di la del tono, sono molto contento del commento: almeno si discute di cinema. Capisco tu possa trovare improponibile che si parli di melò riguardo a Paycheck, e le cose che dici sono più che giuste, ma che l’intento da parte di Woo sia quello mi sembra più che evidente. Inevitabilmente poi nel film non si trova alcuna profondità e le emozioni si fatica non poco a scovarle, ma ci si muove, sicuramente sbagliando, in quella direzione. D’accordissimo su quello che dici su Affleck e sulla Thurman. Mi sembra comunque che il tentativo (almeno quello) di ampliare il rapporto tra i due protagonisti rispetto, che so a MI2 (inarrivabile il balletto tra le due machine al rallenti) o a Broken Arrow, sia innegabile. Che poi faccia abbastanza cagare è un altro discorso. Comunque magari, organizza una partita a calcetto con i tuoi amici. Ciao. FEDEmc

  8. anonimo
    Posted 20 febbraio 2004 at 20:00 | Permalink | Rispondi

    ma dai, fede, ce l’ho con il film, non con te. il discorso sul melo’ l’hanno fatto in tanti, tu non hai insistito nemmeno tanto sulla cosa.
    e lasciami sclerare un po’ sul blog, che sono frustrato.
    comunque il primo ad essere improponibile è woo che finge di essere fedele a se stesso.
    ciao (lo sai che sono buono)
    lonchaney

  9. anonimo
    Posted 20 febbraio 2004 at 22:41 | Permalink | Rispondi

    Si, caro Lon, figures. è che sembri sempre colto dal sacro fuoco dell’infervoro… sei mica socci, no? Fede

  10. anonimo
    Posted 21 febbraio 2004 at 18:05 | Permalink | Rispondi

    in effetti l’espressione che ho usato a proposito di colombe e affini era un tantino colorita…devo cominciare a rileggermi prima di postare…ehm

  11. anonimo
    Posted 24 febbraio 2004 at 20:09 | Permalink | Rispondi

    mexican stand off, double gun action, heroic bloodsheed e altri roboanti termini, sono invenzioni di critici fanzinari (inglesi credo, uno è rick baker [non quel rick baker]) invasati ed etichettatori e vogliono dire tutto e niente.
    in particolare la definizione HEROIC BLOODSHEeD viene applicata indistintamente a qualunque film abbia chow yun fat nel cast, compresi film sottotono come CITY ON FIRE, che non c’entrano nulla con killer eroici e balletti di piombo.
    lonchaney
    p.s.: ho usato una doppia parentesi, mo’ vado a scrivere su sentieri selvaggi

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