FRATELLI PER LA PELLE, Bobby & Peter Farrelly, USA, 2004

Bob e Walt (Damon e Kinnear. Entrambi bravissimi. Giuro, anche Damon) sono due fratelli siamesi uniti per il fegato. Il primo è un timido ed impacciato cuoco, il secondo è uno sciupafemmine aspirante attore. I due, da un paesino sfigatissimo, si spostano a Hollywood per tentare di dare una svolta alla carriera di Walt. Decisamente il miglior film dei fratelli Farrelly, che rinunciano in parte alle battute più volgari con cui sono diventati famosi, ma che riesco a mantenere una cattiveria e soprattutto una scorrettezza (meno immediata che nei film precedenti ma sicuramente più grafiante) impensabili per una commedia Hollywoodiana. Al centro della storia questa volta i due registi piazzano in primo piano i freak che costellavano i loro film precedenti, scelta che permette loro di essere ancora più impietosi verso tutto e tutti, senza riserve. Il problema dei loro lavori precedenti era sempre quello della gestione del tempo e dei generi, che inevitabilmente in uno scatenato affastellamento andavano a urtarsi, creando notevoli differenze di ritmo. Al contrario in questo caso, tutto sembra filare liscio, la tentazione ad allungarsi ce l’hanno sempre ma, i momenti comici – che siano gags slapstick o scatenati non sense – riescono ad andare di pari passo con la narrazione e soprattutto con i passaggi sentimentali ed emotivi, quelli che creavano più problemi. La gag principe del film, la diversità dei due protagonisti, sembra non esaurirsi mai, rinnovandosi continuamente e trovando via via sempre nuovi sbocchi comici. La presenza di Cher, Griffin Dune e Meryl Streep nelle parti di loro stessi e di Seymour Cassel, permette alla storia di sbeffeggiare pesantemente l’industria cinematografica. Una gran boccata d’aria fresca in un periodo piuttosto deprimente. Rimanete per tutti i titoli di coda. Al solito, gran colonna sonora che piazza i ritrovati Pixies sui titoli di testa.

FEDEmc

6 Comments

  1. Posted 19 aprile 2004 at 13:51 | Permalink | Rispondi

    e meno male che ci sono i farrelly (e la smettessero di spacciarli per i vanzina d’america…)

  2. Posted 19 aprile 2004 at 20:36 | Permalink | Rispondi

    Cazzo sono uscito prima, di solito non lo faccio. Comunque ero più preso dalla storia che preoccupato di ridere abbastanza, e questo mi pare il miglior complimento che si possa fare.

  3. Posted 20 aprile 2004 at 17:32 | Permalink | Rispondi

    VALIDOOOOOO!!!! Non si esce MAI dal cinema prima della fine dei titoli di coda!!! Così non hai visto il colpo di scena dopo i titoli di coda di the passion? Mannaggia….

  4. anonimo
    Posted 20 aprile 2004 at 17:58 | Permalink | Rispondi

    nei titoli di coda c’è, a mio avviso, la chiave di lettura per capire al meglio dove sta la scorrettezza dei farrelly. di di no al pregiudizio come i gazosa feat. tormento. FEDEmc

  5. Posted 21 aprile 2004 at 20:59 | Permalink | Rispondi

    Che c’è dopo i titoli di coda di The Passion? Gesù che riempie una sacca di fucili, infila canotta e braghe di pelle e si reca con la sua cabrio a sterminare romani ed ebrei al suono di “I can’t get no satisfaction”?

  6. Posted 30 aprile 2004 at 17:43 | Permalink | Rispondi

    Ciao, visto un mesetto fà, non mi era sembrato dei migliori, qualche risata, ma abbastanza diluita nell’arco del film.
    Imaginaria

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