FILM DANNOSI PER L’UMANITA’

Inauguriamo un nuovo spazio all’interno di questo blog. Recensiamo film che trovano difficoltà ad inserirsi nelle ormai logore categorie bello, brutto, inutile, ecc.. Trattiamo quei film che a causa dei loro contenuti, del loro stile o della loro rappresentazione del mondo, possono essere considerati dannosi per l’umanità intera. Servizio gratuito fornito da questo blog che vi permetterà di preservarvi da pellicole terribili, da evitare come la peste.

Paura, eh?Il primo film che ha l’onore di entare a fare parte della categoria è Valentin, scritto e diretto da Alejandro Agresti. Argentina, anni ’60: Valentin è un bambino di otto anni, dotato di un simpatico paio di enormi occhiali da nerd, attraverso i quali guarda un mondo agrodolce, fatto di papà cattivi, razzisti e donnaioli, di mamme che non ci sono ma ricolme d’amore, di nonne che parlano da sole perchè ormai rincoglionite e vedove, di zii simpatici e carini, di quartieri colorati con il bar all’angolo dove si alterna un’umanità piuttosto folkloristica (dall’uomo che legge il giornale al pianista romantico, mezzo filosofo e contemporaneamente mezzo alcolizzato, per finire con dottorini della mutua pronti a far uscire il loro lato più umano). Un mondo finto, melenso, tratteggiato con una profondità da sussidiario, luogo della memoria dell’autore che, attraverso un autobiografismo spudoratamente ricattatorio, tenta di far passare come poetico e tenero il guardare alla vita innocente e spontaneo di un bambino tenerissimo suo malgrado cresciuto troppo in fretta a causa delle brutture della vita. Inutile dire però che la fanciullezza ci dona anche la dose necessaria d’immaginazione per rendere il tutto più dolce e inevitabilmente poetico. Realismo magico? Ecco, siamo proprio da quelle parti. Nelle sue derive più becere. Il regista, dopo aver indugiato per tre quarti del film su primi piani da soap opera sul tenerissimo e simpaticissimo pargolo, si ritaglia pure la parte del terribile padre cattivone, così, giusto per incrementare ancora il pathos e il coinvolgimento personale. "La vita è come un piatto di tagliatelle" (!!!) dice Valentin alla fine del film. Lo spettatore, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe commuoversi con un bel sorriso sulle labbra per cotanta spontanea simpatia. In realtà, sogna sadicamente camion guidati da automobilisti impazziti d’odio che guidano bendati per la via del simpatico e colorato borgo argentino. Un Oscar poteva pure vincerlo…

FEDEmc

10 Comments

  1. Posted 20 aprile 2004 at 19:51 | Permalink | Rispondi

    I danni di Amelie. E di Forrest Gump (con le tagliatelle al posto dei cioccolatini).

  2. Posted 21 aprile 2004 at 09:22 | Permalink | Rispondi

    Io intanto ieri mi sono visto il Napòleon di Abel Gance. Tiè!

  3. Posted 22 aprile 2004 at 11:26 | Permalink | Rispondi

    concordo, ma in fondo qualche lato buono si trova sempre…

  4. Posted 23 aprile 2004 at 21:24 | Permalink | Rispondi

    sempre a tirar fuori amelie uomini dal cuore di pietra… beccatevi una bella cura ludovico a base di monsieur straub e madame huillet: venti ore di proiezione di operai, contadini, altro che corazzate fantozziane e valentini argentini… cmq valentin non lo vado a vedere DT

  5. Posted 24 aprile 2004 at 17:20 | Permalink | Rispondi

    sempre amelie tirate in ballo, uomini dal cuore di pietra!! Allora beccatevi una bella cura ludovico a base di venti ore di operai, contadini con commento stizzito di monsieur straub e madame huillet. così la finiamo di prendere per il culo jeunet. Cmq valentin non lo vado a vedere…

  6. Posted 24 aprile 2004 at 17:21 | Permalink | Rispondi

    mi spiace aver postato due volte ma il primo post non mi appariva e pensavo fosse andato perso… pardon

  7. Posted 25 aprile 2004 at 01:30 | Permalink | Rispondi

  8. Posted 26 aprile 2004 at 14:02 | Permalink | Rispondi

    Fede: c’entra niente dirlo qui ma non sapevo dove altro. Grazie per il tuo disco della settimana, a nome un po’ de ttuttti. Un caloroso saluto

  9. Posted 27 aprile 2004 at 10:39 | Permalink | Rispondi

    visto che si può usare questo blog per motivi personali aggiungo anch’io un ringraziamento: grazie fede per le palline cinesi che mi hai regalato per il 25 aprile. ciao

  10. anonimo
    Posted 27 aprile 2004 at 13:20 | Permalink | Rispondi

    turro, sai che è un piacere… a quando un torneo all’italiana a colpi di palline cinesi? io ormai sono sayan di terzo livello nell’uso dell’incredibile strumento. FEDEmc (ti odio)

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