Una storia americana di Andrew Jarecki

 

Anche se ha sofferto di una distribuzione ridicola, è quasi necessario parlare di un film, di un documentario del genere, vincitore di un premio al Sundance dell’anno scorso. La principale difficoltà sta nel continuo mutare del soggetto del documetario, che sottrae le certezze allo spettatore, mette in dubbio tutte le testimonianze attraverso la loro contrapposizione, cambia continuamente la posta in gioco. I Friedman sono una famiglia che vive a Great Neck, quartiere residenziale di Long Island, composta da padre madre e tre figli maschi, David, Seth e Jesse. Il padre, Arnold (in questo momento non ricordo di preciso) è un cineamatore, quindi ogni momento di vita familiare ha una testimonianza filmata, che è stata utilizzata da Jarecki: le vacanze, le grigliate, le riunioni sui vari problemi. Ad un certo punto la polizia scopre che il padre, professore al liceo che dava lezioni pomeridiane di informatica (siamo nel 1984 circa) e di pianoforte, si faceva inviare materiale pedofilo dall’Olanda. Partono le indagini interrogando i ragazzini, dagli otto ai dodici anni, partecipanti ai corsi pomeridiani che confermano i peggiori sospetti: le lezioni erano occasione per ripetute violenze sessuali, perpetrate dal padre e dal figlio minore Jesse. Sembra un copione classico: dietro la facciata di happy family si nascondno quali oscuri segreti. A questo punto la narrazione procede attraverso l’uso dei filmini della famiglia, le interviste ai figli Jesse e David, che fa il clown alle feste di compleanno dei bambini a New York, alla madre, al fratello di Arnold, a poliziotti, giornalisti, e a vittime (o presunte tali) delle violenze. Molti momenti della vita familiare sono ripresi nei filmini: la madre che abbandona il padre, i litigi all’intern della famiglia, i sospetti. Alla questione pedofila, si affianca l’esplosione familiare e giudiziaria, ripresa dal vero nella follia della ripresa continua, per cui anche prima del processo i tre figli si riprendono danzare fuori dal tribunale. Inoltre le testimonianze incrociate cominciano a fare emergere dei dubbi: nessuna coincide con un’altra. Ha Arnold abusato in tenera età del fratello minore? Ha compiuto atti di violenza sessuale? Sembra di sì, lo confessa. Ma com’è possibile che per tre anni dei ragazzi di dieci anni venissero stuprati, anche con “cerimonie” di gruppo e nessuno si sia mai lamentato, nessuno abbia mai detto niente. Perché alcuni ragazzini ora sostengono che mai nulla di tutto ciò accadde? Perché ci sono certi che dicono che le risposte furono loro messe in bocca dalla polizia? Perché alcune testimonianze di poliziotti sembrano ricordare un antro infernale pieno di riviste porno pedofile mentre nelle foto della perquisizione non c’è traccia di queste? Tutto scivola, non dà certezze, anche l’isteria collettiva sulla pedofilia viene messa sul piatto. Non si arriva ad un minestrone di temi, ma a un congegno che a un tema risponde con un altro, che mette in crisi quello precedente. Un’esperienza sconcertante e sconvolgente, un documetario di fattura davvero notevole. Da recuperare in ogni modo, se riuscite. manu

6 Comments

  1. Posted 26 aprile 2004 at 13:10 | Permalink | Rispondi

    Non ne sapevo nulla, ho letto alcune recensioni, ora leggo il tuo post, DEVO vederlo!

  2. Posted 27 aprile 2004 at 11:08 | Permalink | Rispondi

    ma perchè non c’è ancora un post su kill bill vol2? vergogna!

  3. anonimo
    Posted 27 aprile 2004 at 13:19 | Permalink | Rispondi

    hai ragione… e dire che l’abbiamo visto giovedì nella maratona… è un pò una vergogna, ma promettiamo un post ricco e ragionato. FEDEmc

  4. Posted 27 aprile 2004 at 14:23 | Permalink | Rispondi

    ragionato soprattutto… DT

  5. Posted 1 maggio 2004 at 13:17 | Permalink | Rispondi

    Ecco…Davidet…mi hai tolto le parole di bocca: ragionato soprattutto eh!…se detto da Fede è tutto un programma :P

  6. anonimo
    Posted 1 maggio 2004 at 22:25 | Permalink | Rispondi

    gran bel film, peccato solo per le insistite citazioni da jules e jim.
    spiegatemi solo una cosa (spoiler): che c’entra la scena in cui l’Angelo chiede alla compagna di casa di uscire, facendo presagire una storia tra i due, visto che subito dopo lo vediamo spiare depresso la sua ex e poi morire?
    sembra il residuo di un finale alternativo scartato, non serve a nulla e rende contraddittorio il personaggio.
    che dite?
    lonchaney

    p.s.: beh, niente kill bill? attendo

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