Primavera, estate, autunno, inverno…e ancora primavera di Kim Ki Duk

Il maestro dice "non muovere la macchina da presa, perché il movimento esprime la modanità del desiderio"

Il maestro dice "non far parlare troppo i personaggi, perché una parola è poco, due sono troppe"

Il maestro dice "le palafitte sul lago sono molto spirituali, ma smettila di infilare ami dovunque"

Da buon eurocentrico, penso a Dreyer e Bresson e mi sento male. Da snob, penso a Ozu, l’effetto è lo stesso.

Qualla dietro di me dice al suo ganzo "Tutto ciò che è Asia, per me è una calamita". Il ganzo risponde: "questi paesaggi, quale tranquillità spirituale". Io li sogno a cacciare il Mugik della steppa in Siberia, a cacciare Bin Laden in Afghanistan, soli nel deserto del Gobi, a vivere in un bilocale nella periferia di Shangai.

manu

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21 Comments

  1. Posted 14 giugno 2004 at 17:20 | Permalink | Rispondi

    da quando kim ki duk fa tre film all’anno più che andare al cinema è meglio girare per piazza maggiore a lanciare bombe DI carta.

    saluti trasformisti
    DT
    ps evviva sergio cofferati mio amico da sempre e che sostengo da una vita, lui sua moglie e tutta la sua famiglia, evviva e ancora evviva

  2. anonimo
    Posted 14 giugno 2004 at 19:16 | Permalink | Rispondi

    tra tutti i kim possibili, in italia esce il meno interessante. perchè non mi stupisco? venerdì vado comunque a vederlo, poi vi dico.
    intanto a casa mi vedo il nuovissimo SAMARIA, che promette scintille.
    lonchaney

  3. anonimo
    Posted 14 giugno 2004 at 19:17 | Permalink | Rispondi

    dimenticavo: sky ha doppiato il meraviglioso BAD GUY.
    accattatavillo

  4. anonimo
    Posted 14 giugno 2004 at 19:17 | Permalink | Rispondi

    manu, quando passi di qui?
    lonchaney

  5. Posted 15 giugno 2004 at 10:08 | Permalink | Rispondi

    sottoscrivo. nella migliore delle ipotesi, primavera, estate… è un film di transizione. nella peggiore, un film girato per prendere i premi Fipresci ai festival europei, anche se non ci è riuscito. per fortuna (nostra e sua) subito dopo Kim ha girato Samaria, per cui ha preso la miglior regia a Berlino (titolo internazionale Samaritan Girl: se non ricordo male lo ha comprato la BIM), e che da un lato segna la chiusura del capitolo palafitte e buddismo, dall’altro non ripropone più gli eccessi dei film precedenti. voto per il film di transizione.

  6. Posted 15 giugno 2004 at 10:25 | Permalink | Rispondi

    Lon: sarò a bologna tra due weekend, almeno spero

    sestaserasonoqui: a quelli con cui sono andato al cinema, purtroppo, la favola zen è piaciuta. Sono buono stamane e voto per il film di transizione. Mi farò dare da lonchaney SAMARIA.

    manu

  7. Posted 15 giugno 2004 at 19:17 | Permalink | Rispondi

    ma di transizione già non si cianciva con The CoastGuard? transità di qua transita di là, ma ‘ndo va?LG

  8. anonimo
    Posted 15 giugno 2004 at 20:27 | Permalink | Rispondi

    COAST GUARD NON è UN FILM DI TRANSIZIONE. sarà imperfetto, ma è coraggioso, politico, ricco di sequenze straordinarie.
    samaria lo vedo a breve.
    lonchaney

  9. Posted 15 giugno 2004 at 21:25 | Permalink | Rispondi

    LG: da coast guard è transitato alla palafitta. dalla palafitta sta transitando a lidi più stimolanti. magari quando torno da taormina ci scrivo su qualcosa che abbia un senso compiuto.

  10. Posted 15 giugno 2004 at 21:27 | Permalink | Rispondi

    (anticipazione: Samaria è pieno di paradossi e briosi sadismi, ma nessun amo da pesca in vista. il Maestro starà cercando di dirci qualcosa ? :-) )

  11. Posted 16 giugno 2004 at 00:16 | Permalink | Rispondi

    sestaseraseilì: dubito che i lidi possano essere stimolanti, magari taormina…
    mr.chaney temo di concordare solo sull’aggettivo “politico” di coraggio ne ho visto ben poco (ed ero lì per quello mica per altro) e di sequenze straordinarie nemmanco l’ombra. ora, di certo non dico fosse una fesseriola ma solo che la delusione fu notevole e anche per questo invocai la transitorietà (nel disinteresse generale). Samaria, vedremo, mm anche Primavera etc devo ancora sorbirlo.LG

  12. Posted 16 giugno 2004 at 11:45 | Permalink | Rispondi

    scusate la caduta di tono: ma se un giorno un regista non volesse dirci nulla e inquadrare cose a caso? che facciamo, lo ammazziamo? ecco magari cerca il dialogo sensato, prova a non fare erroracci di sintassi e di linguaggio, ma alla fine non vuole dirci un tubo; allora che facciamo? la sfregola dell’esposizione mediatica coglie anche i kim ki duk.

    evviva prodi, letta, cofferati e ciampi. sempre miei amici

    DT

  13. anonimo
    Posted 17 giugno 2004 at 20:23 | Permalink | Rispondi

    sono un po’ incredulo di fronte alle mie stesse opinioni, ma primavera ecc. mi piaciuto. mi sembra una spanna abbondante al di sopra di qualunque filmaccio orientale da esportazione alla zhang yimou o samsara.
    non ci vedo poi dello spiritualismo o zen (parola da abolire) a buon mercato, visto che kim ci tiene ad ancorare i suoi personaggi al reale con buone dosi di violenza e fisicit, che li allontanano dall’astrazione.
    e poi c’ l’umorismo, impagabile (il pollo usato come rampino).
    sar una questione di rigore e di sguardo (altro termine a rischio), fatto sta che nonostante i temi da festival, kim azzecca almeno tre quarti di film (l’ultimo episodio didascalico e un po’ inutile, il penultimo prolisso).

    x lg: in COAST GUARD trovo straordinaria tutta la parte con la ragazza impazzita, in particolare la sequenza in cui “riconosce” tutti i suoi amanti, immobili sull’attenti
    lonchaney

  14. Posted 18 giugno 2004 at 04:02 | Permalink | Rispondi

    A me il film è piaciuto assai, sicuramente più di Coast Guard, e l’ho trovato molto Kim-iano. Effettivamente c’è un calo di tensione negli ultimi episodi, che però gli perdono volentieri. Nel caso a qualcuno interessi, ne ho parlato più ampiamente qui (uff, quanto assomiglia ad uno spam, ma in effetti oltre a quello ho poco da dire)

  15. Posted 18 giugno 2004 at 10:11 | Permalink | Rispondi

    Mah, il rigore glielo concedo, pure lo sguardo e il fatto che ci sia di peggio nelle esportazioni del cinema oientale.
    Non vedo però come il rappresentare la fisicità possa essere un punto in più, anche perché il non rappresentarla avrebbe condotto a un’enorme puttanata.
    A me sembra che sia un film da minimo sindacale, con poche idee e già dette. Salviamo il rigore dello sguardo, ma non ciò che è guardato.
    manu

  16. Posted 18 giugno 2004 at 13:11 | Permalink | Rispondi

    a me è piaciuto.

  17. Posted 18 giugno 2004 at 13:54 | Permalink | Rispondi

    mr.chaney: beh, mica male quello che citi, anche la follia intorno ai piloni sulla spiaggia ed i pestaggi sono interessanti ma per me rientrano in quel minimo di aspettativa Kim-iana. nell’insieme (forse anche perchè lui non ci ha messo mano nella scrittura) l’ho trovato manchevole nella stuttura complessiva. il disegno d’insieme forse per mia colpa non l’ho trovato minimamente non dico coeso (che sarebbe già un’aspettativa) ma funzionante. LG

  18. Posted 18 giugno 2004 at 17:58 | Permalink | Rispondi

    e continuate pure a farvi le pippe su kim ki duk… così mezza tastiera non la potrete più utilizzare…

    DT

  19. anonimo
    Posted 19 giugno 2004 at 17:59 | Permalink | Rispondi

    costruttivo, il signor turrini…meglio le pippe su la finestra di fronte?
    lonchaney

  20. anonimo
    Posted 19 giugno 2004 at 18:07 | Permalink | Rispondi

    ripensando al film, trovo estremamente interessante il discorso, appena accennato, sul karma. il maestro muore e si reincarna in una biscia, anche lui aveva quindi qualcosa da espiare. il nuovo bambino, nel finale, si avvia a sbagliare a sua volta.
    il finale ciclico non è quindi la solita tiritera moralistica sul ciclo della vita, bensì agghiacciante constatazione pessimistica sull’impossibilità di una redenzione completa.
    non esattamente la solita pappa spiritualistica.
    se vi capita, confrontate il film con un pasticciaccio hongkonghese, il delirante RUNNING ON KARMA di johnnie to (a mezzo servizio, ma sorprendente), che tratta temi analoghi di karma e ciclicità di peccato e punizione con toni a metà tra commedia demenziale, film di supereroi e derive mistiche (serie)

  21. anonimo
    Posted 19 giugno 2004 at 18:07 | Permalink | Rispondi

    son sempre io, ovviamente.
    lonchaney

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