11.14 Destino Fatale di Greg Marks

Tra MariaRosa Mancuso che su Il foglio si reinventa storica del cinema e dei generi (giuro), e Goffredo Fofi che fingendo di apprezzare la rassegna di Venezia sul cinema sommerso italiano, in realtà dice che questi film sono stati e sono uno dei sintomi più evidenti della decadenza del cinema, della società occidentale e di quella italiana, torniamo anche noartri con le recensioni. Si parte con quella che è chiaramente un errore da “astinenza da sala”. E’ una piccola variazione sul genere della bassa postmodernità “gente che si incontra per caso” che diventa “gente che si incontra per caso e crepa”.

Non è esattamente un thriller come si dice, ma piuttosto un esercizio “indie” di sceneggiatura: più punti di vista e linee narrative che convergono tutti su due incidenti stradali, più o meno casuali. La tensione non è molta, e manco costruita bene, meglio sulla nevrosi dei personaggi e sul disagio che convoglia nello spettatore.

La struttura regge ed ben calibrata, anche se non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Osceno invece, l’uso distonico della musica: che divertente e comico quando c’è qualcuno che sta infilando un cadavere nel portabagagli e lo prende a pugni per farcelo entrare. Il tentativo di fare delle “tarantinate” è evidente, ma risultano piuttosto degli spezzoni comici attaccati, con tanta buona volontà ma con tanta cattiva abilità, al testo, e non rispondono a un piano organico. In più, Patrick Swayze è davvero invecchiato.

manu

2 Comments

  1. Posted 22 agosto 2004 at 11:12 | Permalink | Rispondi

    allora compri il foglio come me? ma non ti vergogni? lo sai che ferrara è una spia della cia? ma di quelle toste e di lunga data (1980)?
    11e14 è un film fortemente voluto da donna edvige e senza la sua volontà non l’avremmo potuto vedere. E sarebbe stato un peccato perchè è un capolavoro decadente sul mestiere dell’attore e sull’inconsistenza del cinema che mostra i suoi meccanismi. E poi sto greg marks ha avuto la sfortuna di non guardare kung fu in tv e di non farsi le pippe davanti a godzilla…manca l’imbellettatura estetica e il citazionismo delle serie Z ma è cinema così inanimato e garrulo che non è così lontano, escludendo la mitologia e il feticismo, da altri osannati e supposti genietti.
    Provoco? Echissenefrega.
    saluti
    DT
    PS: aggiungo al post segnocinema che sara presto online il saggiofiume: “Le mie palle fumano granché: i gironi infernali del cinema colto”

  2. anonimo
    Posted 23 agosto 2004 at 15:18 | Permalink | Rispondi

    Appunto: che senso ha, oggi, un cinema che mostra solo i suoi meccanismi?
    intendo meccanismi narrativi, lasciando perdere la “profondità del testo”. E se voglio il freddo meccanismo, devo avere perlomento audacia o fascino. in mancanza di altro si ha soo qualcosa di freddo e di poco affascinante. Non che sia un cattivo film: nienete di spaciale, un tantinello inutile. Va bene non cercare la patina glamour di cinefilia d’accatto, ma lasciare la bruta narrazione che si decompone non mi fa gridare al capolavoro. Tutto qui.
    Potermmo ospitare il tuo saggio su 2visione?
    saluti
    manu

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