Ieri, dopo la scorpacciata di film della rassegna Italian King’s Of The B’s, il già citato I ragazzi del massacro, il poliziesco psichedelico Colpo Rovente di Piero Zuffi, con un Carmelo Bene killer (inutilmente doppiato da Amendola) e lo spassoso gotico slasher satanico Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea di Freda, del 1972 (visto di fianco a Joe Dante che si è spetasciato dal ridere…), dopo questa piccola isola felice, si è tornati ai film in concorso, e quindi alle delusioni. L’anno scorso ha vinto un russo: ma allora la cinematografia russa dev’essere una figata! Prendiamo dei film a caso! Tanto peggio di Delivery non possono essere. E invece…

VENEZIA 61, Accesso remoto, Svetlana Proskurina. Un ragazzo a cui sono morti i familiari in un incidente in barca, si lamente a casaccio e fa l’ipocondriaco mentre cammina di fianco a delle dighe, fa dei traffici loschi con un suo amico e smania per il vero amore. Una 19enne non si trova bene con mammà che le fa pulire sempre casa, si annoia, c’ha l’asma, lavora per un telefono erotico e smania per il vero amore. Non lo indovinerete mai: si incontrano al telefono! Si piaceranno? Si incontreranno anche di persona? O la dura e crudele vita si intrometterà in queste due piccole esistenze? La risposta è: chi se ne frega. Una noia epocale. Fischiatissimo.

FUORI CONCORSO, Collateral, Michael Mann. Il film più bello visto fino ad ora. Una notte insieme al killer Tom Cruise e al tassista che ha la sfortuna di accompagnarlo. Un viaggio nell’inferno di Los Angeles (Mann è l’unico insieme a Friedkin e a Carpenter a far rendere L.A. meglio di New York), in una città dove forse è possibile che un coyote ti attraversi la strada, guidati dal jazz e dall’improvvisazione, tra una strage in discoteca e una chiacchierata con la mamma rompiballe in ospedale. Due ore incredibili tra scene d’azione da brividi e dialoghi gustosissimi tra il sorprendente Jamie Foxx (il "Bundini" di Alì) e il nostro amico Tom (figo e simile al William Petersen di Vivere e morire a Los Angeles) il tutto girato per la maggior parte con lo stesso digitale già sperimentato da Mann per Alì. A bocca aperta. Non vi racconto niente di più, ma Collateral è la piena conferma che Mann è veramente un gran narratore e un ottimo regista. Piccole parti per Javier Bardem e per il mitico Jason Statham.

VENEZIA 61, Rois et Reine, Arnaud Desplechin. Visto che dura 150 minuti e l’ho visto alle 8,30 del mattino lo temevo come un mattone sulle palle: in realtà sono due ore e mezza piacevolissime e, per adesso, è il miglior film in concorso. Diviso in tre parti, il film racconta la storia di Nora (la bravissima Emanuelle Devos), vedova madre di un bambino e parallelamente quella di un suo ex marito, lo stralunato Ismael, momentaneamente in un ospedale psichiatrico. Tra avvocati drogati, pazze anoressiche e padri scrittori morenti si arriverà a punti di svolta importanti per entrambi. Detta così, rileggendo quello che ho scritto, non sembrerebbe, ma Desplechin, recuperando un bel po’ di nouvelle vague, realizza un film a tratti apparentemente leggero, ma in realtà profondissimo e sentitamente doloroso. Piccola parte per la temibile Noeme Lvosky.

Ma ve l’ho detto che la tipa di Volevo solo dormirle addosso ad un certo punto dice: "ma sei fuori come un balcone?". Comincio sinceramente a rivalutarlo. Grazie a Fra che corregge e mette le foto e saluti a tutti

FEDEmc

2 Comments

  1. anonimo
    Posted 3 settembre 2004 at 21:47 | Permalink | Rispondi

    caspita. sei fuori come un balcone è una frase che aldo nove usava per tratteggiare il carattere di un giovane scrittore che a lui piaceva ma di cui…non ricordo il nome.

  2. Posted 4 settembre 2004 at 02:19 | Permalink | Rispondi

    ma prego, lo sai che è un piacere. bravo. f.

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