GIORNATE DEGLI AUTORI, Dead man’s Shoes, Shane Meadows. Bella boccata d’aria dopo il pallosissimo Enduring Love visto questa mattina (un film "d’arte" del regista di Notting Hill. Fate voi…). Richard (un bravissimo Paddy Considine, già apprezzato quest’anno in In America di Sheridan), un solitario ex- soldato, torna nel suo pulcioso paesino dell’Inghilterra, per vendicare il fratello ritardato Anthony da un gang di spaccitori marcissimi. Film violento e brutale del regista di 24/7, girato a bassissimo costo alternando un 16mm a un finto 8mm. Confezione indipendente lontana anni luce dal patinato stile finto indie americano, Dead Man’s Shoes riesce, con il suo stile rozzo, a rendere al meglio la rabbia devastatrice del protagonista che, accetta in mano e maschera a gas calata sul viso, si muove in un mondo brutale e senza seperanza dove mancono quasi completamente le figure femminili. Scritto dal regista e da Considine, si fa notare anche per belle e sane dosi di umorismo nerissimo e per una bella colonna sonora. Il produttore (che ha fornito i filmini della sua famiglia in super 8 che si vedono all’inizio del film) è infatti uno dei capoccia della Warp. Pezzi quindi per Calexico, Smog, Aphex Twin, ecc…

ORIZZONTI, Vento di Terra, Vincenzo Marra. Delusione anche per questo film italiano di uno dei più apprezzati registi del piccolo circuito. La storia di Vincenzo, ragazzo sfortunatissimo di Napoli, che nell’ordine: ci muore il papà, la sorella se ne va e subisce un tentativo di stupro, la mamma ha paura di essere sfrattata e minaccia di buttarsi da un grattacielo, si iscrive all’accademia militare dove gli fanno un culo così e, siccome non si trova lavoro se non nella malavita, va in Kosovo e si ammala a causa dell’uranio impoverito. E che cazzo… Il festival della sfiga. Noioso e moralista con finto stile neo realista. Sbadigli a go go. Peccato.

Vado a vedere Gitai. che dio me la mandi buona.

FEDEmc

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