VENEZIA 61, Iron 3, Kim Ki Duk. Il film a sorpresa, il ventiduesimo film in concorso, portato al Lido da Muller all’ultimo minuto, è un capolavoro assoluto. Il più bello di quelli in concorso. Il protagonista del film è un ragazzo che, con un arguto stratagemma, riesce a infiltrarsi nella case della gente in vacanza o via dalla città. Una volta penetrato negli appartamenti, il ragazzo mette ordine in casa, ripara elettrodemstici, si fotografa di fianco alle foto di famiglia, lava la biancheria, mangia, dorme e… se ne va. Pronto a penetrare in un’altra casa, in un’altra vita. Un giorno, convinto di essere da solo, incontrerà in una casa una modella sposata a un uomo violento che la picchia. Bellissima favola d’amore muta, tra due persone che, man mano che la storia procede, imparano il valore dell’invisibilità, dello scomparire. In un clima surreale, in cui si fatica a distinguere ciò che è reale da ciò che è frutto dell’immaginazione, con dolcissimi momenti di umorismo e spietate irruzioni di violenza, Kim Ki Duk con una mano leggerissima riesce a riprendere l’amore tra due alieni, tra due anime innocenti incapaci di trovare un posto in questo mondo. Momenti di emozione e commozione vera. Applausi a scena aperta e lughissimi appalusi a fine proiezione. Kim Ki Duk, presente in sala con i due protagonisti, è stato a lungo inseguito dal pubblico che gli ha dedicato applausi anche fuori dalla sala. Sperando nel successo dell’ultimo Primavera, estate… speriamo di vedelo presto in sala. Un film che riconcilia con il cinema. Che bello, solo a ripensarci e mi ci viene la pelle d’oca.

VENEZIA 61, Birth, Jonathan Glazer. Ancora in piena produzione da endorfina, rientro in sala per un film molto atteso in concorso. Oltre alla presenza della diva Nicole Kidman, si è infatti parlato molto di una scabrosa scena di sesso tra l’attrice e un bambino di 10 anni. In realtà questo film è una sonora bufala, che non ha mancato di raccogliere fischi in abbaondanza (per la cronaca anche un po’ di applausi). Anna, anni dopo la morte del marito Sean, si è rifatta una vita e sta per risposarsi con uno rugoso. La sua serenità verra sconvolta dall’arivo di un bambino di 10 anni di nome Sean che giura di essere la reincarnazione del defunto. Sarà vero o si è inventato tutto? Eh? Vi interessa? Ve lo dico? Un buono spunto narrativo che, dopo i primi 10-15 minuti di film diventa ripetitivo e che ha una conclusione a sorpresa piuttosto telefonata. Glazer, video di Blur e Massive attack all’attivo, gioca a fare il regista classico, ma svela un accademicismo stucchevole (anche se l’insistito primo piano sulla Kidman è tra le cose più belle del film). Quello che lascia di sasso è la ripetitività e l’assoluta noia del film, che vorrebbe essere inquietante, ma che riesce solo a far guardare in continuazione l’orologio (e non vorrei dire, ma la sceneggiatura è firmata tra gli altri da Jean Claude Carrière…Cosa gli sarà successo?). Nel finale si cade nell’umorismo involontario e l’annunciato scandalo è assente. Lauren Bacall, nella parte della mamma della protagonista, regala una gustosa, piccola, parte

FUORI CONCORSO, L’amore ritrovato, Carlo Mazzacurati. Giovanni (Accorsi), padre di famiglia e bancario, fa il pendolare nell’Italia della seconda metà degli anni ’30. Deluso dal suo matrimonio, l’uomo cerca continuamente di innamorarsi delle numerose donne che incontra sulla sua strada. Un giorno scorgerà Anna (Maya Sansa), una sua vecchia fiamma, l’amore ritrovato. Il migliore dei film italiani visti quest’anno alla Mostra, è un buon film, ma anche questo non completamente riuscito. Difficile storia d’amore sfuggente, vissuta sui treni, di nascosto, in un’Italia che sta cambiando, il film potrebbe rientrare nella categoria "film tenero", se non fosse eccessivamente lungo e particolarmente noioso. Mazzacurati dimostra stile e riesce a tenere in piedi la storia, che purtroppo e fin troppo esile per sfiorare le due ore. Non male comunque anche se ha preso un po’ di fischi. Accorsi, di fianco alla Sansa, scompare. Però in confronto alla sua interpretazione in Ovunque sei è da Oscar.

Quest’oggi giornatone con Ciprì e Maresco, Tsukamoto e Amelio. A presto.

FEDEmc

4 Comments

  1. Posted 8 settembre 2004 at 16:20 | Permalink | Rispondi

    Noto che gran parte dei tuoi giudizi coincidono pericolosamente con quelli di MAria Rosa Mancuso de Il foglio.
    Comunque bravi tutti, continuate cosi siete (sei) il volto umano (e blog) del festival di venezia.

  2. anonimo
    Posted 8 settembre 2004 at 16:30 | Permalink | Rispondi

    w kim ki duk!!!
    il film è completamente muto, posso aspettare che esca? non devo scialacquare soldi per il dvd originale? fiiiiuuuuuu
    domanda: il film è piaciuto anche al turro?

    a morte la kidman (basta, è una donna noiosa!!!!)

    lonchaney annoiato a bologna

  3. Posted 9 settembre 2004 at 16:44 | Permalink | Rispondi

    emmebi: la cosa effettivamente è preoccupante.
    LonChaney: il turro mi sa che l’ha nrecuperato ieri. Non l’ho ancora incontrato.
    Ciao
    FEDEmc

  4. Posted 12 settembre 2004 at 13:12 | Permalink | Rispondi

    comunque questa sarà ricordata come un’edizione non tanto da pelle d’oca ma da oca di pelle.
    e chiedo scusa per la volgarità
    baci
    DT

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