Perché Santa Maradona ha vinto e noi abbiamo perso

(plurale maiestatis per darmi un tono per questa tirata poco cattiva)

 

Mi è capitato spesso di ascoltare, negli ultimi mesi, lezioni cattedratiche tenute da esperti, che utilizzavano come esempio il film di Marco Ponti Santa Maradona. Non sto a contare invece le recensioni positive, gli accostamenti

Ogni volta che mi capita, il mio pancreas si ribella, mi torco in convulsioni facciali difficilmente celabili, e mi girano le palle tantissimo.

Perché io penso che Santa Maradona di avvicini alla definizione di male cinematografico, assieme ovviamente ad altri titoli che non vi sto ad elencare. Rimando alla recensione di A. Pezzotta sul Segnocinema successivo all’uscita del film.

Siamo giunti al punto per cui basta dire di essere intelligenti per esserlo: ossia, che intelligenza, che interesse, c’è in Anita Caprioli disserta di intertestualità e di debrayage ed embrayage. Capisco la seduzione: per lo spettatore laureando in lettere c’è l’ammiccamento a una conoscenza nebulosa ma distintiva, per lo spettatore generico c’è una riflessione che lui ha fatto in embrione messa sullo schermo, quindi detta bene e quindi sanzionata come “intelligente” in quanto rappresentata (se è rappresentata è stata automaticamente degna di essere rappresentata).

In generale, ciò che ha vinto, e non solo nel cinema, sono delle petizioni, e conseguenti certificazioni, di intelligenza a priori: io dico che sono intelligente, mi posso permettere di dire che sono intelligente, lo sono finché nessuno si piglia la briga di smentirmi, e anche se lo facesse, sarebbe comunque in minoranza e indubbiamente un poco stronzo (snob, disfattista ecc.).  tanto non ci sono modi di misurare l’intelligenza, sono solo opinioni. Il volere di più è un peccato sociale; ci si occupa di Matrix non per la sua costruzione, per il suo impatto culturale, per i riferimenti che implica e suggerisce, ma per quelli che esplicita. Se Morpheus dice “Sei la proiezione virtuale del mio ego digitale”, questo non implica che il film sia profondo. La profondità dovrebbe uscire (forse) dall’interazione tra dialoghi e immagini. La stessa frase la potrebbe dire De Sica (Christian, n.d.r.) in un Vacanze a X, non per questo trasformando il film in una testimonianza sullo statuto dell’immagine nella bassa postmodernità.

Non è tanto l’esistenza di questi film che mi dà fastidio, anche, ma non è la cosa principale, è che il fatto che siano considerati come esempi da studiare, da approfondire, da imitare, a livelli diversi, mi fa davvero deprimere. Nel momento in cui si acquista una posizione di parola forte, si può dire qualsiasi cosa: si può essere volgari senza essere considerati beceri, si può essere sconclusionati senza essere considerati cialtroni, si può essere cool facendo poco sforzo.  

La sanzione su Santa Maradona è ormai positiva, e non ci si può far nulla, come ormai i polizieschi all’italiana sono diventati dei neo-noir (si veda ilblogdelladomenica.splinder.com), ammantati da un’incrostazione di coolness che ormai li rende interessanti solo per i servizi dei Verissimo con ambizioni intellettuali.

Viene davvero voglia di passare sei mesi a guardare solo film di Bresson.

m.

21 Comments

  1. Posted 5 ottobre 2004 at 12:04 | Permalink | Rispondi

    Da oggi, tutti coloro che lasceranno una faccetta, un verso, due o tre lettere a caso o un qualsiasi altro segno tangibile della loro pochezza, così tanto per poi mettere l’indirizzo del loro blog, verranno tolti dai commenti. Grazie.
    Mi dispiace lasciare qui questo commento, sotto il bel post di manu, ma è veramente una rottura di palle.
    FEDEmc

  2. Posted 5 ottobre 2004 at 14:52 | Permalink | Rispondi

    manu, non sono assolutamente d’accordo con te, ma pazienza.

  3. Posted 5 ottobre 2004 at 14:52 | Permalink | Rispondi

    certo che avete il sangue acido oggi, eh?

  4. Posted 5 ottobre 2004 at 16:13 | Permalink | Rispondi

    MGR
    vostro Java

  5. anonimo
    Posted 5 ottobre 2004 at 16:35 | Permalink | Rispondi

    Che vuol dire?

  6. Posted 5 ottobre 2004 at 16:39 | Permalink | Rispondi

    In effetti ho letto un post del bdd datato un mese fa. chiedo venia per la distrazione.
    MGR e Java, caro DT? Che vogliono dire?
    manu

  7. Posted 5 ottobre 2004 at 17:03 | Permalink | Rispondi

    manu, dovresti fare domanda per il ruolo di messia della gioventù (vacante dopo la prematura dipartita di rory cochrane dal cast di Csi Miami).

  8. anonimo
    Posted 5 ottobre 2004 at 17:11 | Permalink | Rispondi

    in effetti mi sento particolarmente in parte. m.

  9. anonimo
    Posted 5 ottobre 2004 at 18:16 | Permalink | Rispondi

    Java era l’assistente di martin mystere. e si esprimeva solo con il classco MGR.
    FEDEmc

  10. anonimo
    Posted 5 ottobre 2004 at 20:05 | Permalink | Rispondi

    allora avevo ragione: ma perché il caro DT mi sanziona sempre come nehandertaliano?
    Uffa, perché si può cospargere di sterco la Tamaro e non Marco Ponti? Eppoi non mi sembra di aver esagerato nella cattiveria.
    manu

  11. anonimo
    Posted 5 ottobre 2004 at 20:51 | Permalink | Rispondi

    java “era” l’assistente del bvzm?perchè è venuto a mancare l’ultimo esemplare di uomo di neanderthal vivente sulla terra?sono tre mesi che non leggo Mm…mi devo essere perso anche il funerale…
    saluti
    mauro

  12. Posted 6 ottobre 2004 at 11:33 | Permalink | Rispondi

    Bè, una cosa è tanto più intelligente quante sono le possibilità, per una persona, di riconoscerla come tale.

  13. anonimo
    Posted 6 ottobre 2004 at 13:24 | Permalink | Rispondi

    per Giovane Cinefilo: l’idea del blog, e mi dispiace rompere anche oggi i coglioni, è quello di un luogo dove discutere. Il fatto che tu non sia assolutamente d’accordo con manu è interessante solo se poi spieghi anche perchè. Discutiamo, picchiamoci, roncoliamoci…
    è bello!
    FEDE (the moderator) mc.

  14. Posted 6 ottobre 2004 at 14:01 | Permalink | Rispondi

    no manu, mica ti davo del nehandertaliano… rispondevo alla tranciante richiesta del fedemc con burle del mio repertorio…
    commenterò a tempo debito, davvero
    saluti
    DT

  15. Posted 11 ottobre 2004 at 16:55 | Permalink | Rispondi

    le ragioni per cui non sono d’accordo è semplicemente che santa maradona mi piace. anzi, gli voglio molto bene, per molteplici ragioni, non ultime quelle cinematografiche. so che vi sembra una bestemmia, ma è così…

    (per inciso: una cosa bella dei blog è anche la reciprocità dei commenti… ma non chiedo tanto. baci)

  16. Posted 11 ottobre 2004 at 17:23 | Permalink | Rispondi

    reciprocità ottenuta. Su hero, ovviamente. m.

  17. Posted 12 ottobre 2004 at 14:51 | Permalink | Rispondi

    grazie manu

  18. Posted 13 ottobre 2004 at 15:59 | Permalink | Rispondi

    SANTA MARADONA E’ UNA CAGATA PAZZESCA !!!

  19. anonimo
    Posted 13 ottobre 2004 at 17:19 | Permalink | Rispondi

    Secondavisione è d’accordo. m.

  20. anonimo
    Posted 4 novembre 2004 at 01:22 | Permalink | Rispondi

    prendete aspetti importanti ma secondari e ci fate la critica, critica anche meritatissima, ci sta tutta, ma la forza del film e’ nello studio della spontaneita’ (niente e’ piu’ studiato della spontaneita’, e ricercato della naturalezza, e piu’ difficile dell’esser semplici, come sapete benissimo). un cinefilo da sbarco non se ne rende conto perche’ gli sembra TUTTO TROPPO EVIDENTE, o volgare, o basso, o persino una negazione dell’arte

  21. anonimo
    Posted 4 novembre 2004 at 15:01 | Permalink | Rispondi

    Ho notato il tuo commento in ritardo, caro anonimo.
    Rispondo
    1) ben vengano il basso, il volgare, la negazione dell’arte, il cinema non è, o non è solo, arte. ma non nobilitiamoli come à la page, o colti: se scoreggio e poi disserto di intertestualità, è contaminazione o operazione scorretta? La spontaneità dov’è?
    2) Spontaneità: a parte che odio questo concetto a morte. La forza del film è nello studio della spontaneità: ma come possono essere spontanee una serie di battute a raffica in stile tarantino (alcune azzeccate, lo ammetto) che farciscono ogni dialogo? Come possono essere spontanei dialoghi su argomenti universitari ridtti a bignami, ma forzosamente, farciti di metafore sempre cool?
    3) materialisticamente. il mercato cinematgrafico degli universitari o similia è ricco: li rappresentiamo e facciamo un prodotto di successo. Il discorso è lo stesso di commesse, il modo di trattre il conteuto è lo stesso, ma il contenuto non basta a nobilitare un’operazione
    4) A parte il film, il senso del post era un altro: non si tratta di appiccicare etichette di “cinefili da sbarco” (quelli che apprezzano o quelli che odiano S. M?) ma che santa maradona, lungi dall’essere solo apprezzato da una fetta di pubblico, com’è giusto che sia è diventato paradigma di “buon cinema”, o di “cinema inteligente” o di “cinema italiano di qualità”, o di “buon cinema giovane italiano”. e’ una tendenza più ampia, di fronte alla quale io ammetto la sconfitta.
    m.

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: