Hero di Zhang Jimou

 

 

Ovvero: Nina Di Majo entro dieci anni dirigerà un wu xia pian

 

 

Ovvero: mi sento davvero uno stronzo, ma mi sa che è meglio che mi dia a Bresson

 

 

 

 

 

Non sono un appassionato di film di arti marziali, ne ho visto qualcuno, ma non ne sono assolutamente un fine intenditore, quindi non farò riferimenti precisi al genere (ma ritengo che in questo caso non ce ne sia bisogno) e mi eviterò l’atteggiamento di colui che vede una sua passione sputtanata e massificata.

Il film è davvero ripugnante sotto ogni aspetto, neocoatto in quanto spaccia per arte riferimenti squallidi al tutte le tendenze più in del cinema contemporaneo. Ma visto che “pedanti all around you” sembra avere successo e legittimazione, vi godete una bella suddivisione accademica:

Livello iconico: l’Autore sembra passare tutto il film per comunicare che ha visto tutti i film più fighi degli ultimi anni, ed annessi saggi. Quindi: sequenze in dominanza cromatica (prima tutto in rosso, poi in blu, un inserto in verde, poi il bianco). Tutto ciò con annessi significati simbolici e narrativi, e immancabili splendidi abiti orientali in tinta. Prendete un po’ di Dolls setacciato

 

 

Inoltre anche i sassi sanno che i combattimenti ricordano le coreografie del musical: quindi la dinamicità delle immagini deve fondersi con i colori in una superficie pittorica. Tutto ciò è meraviglioso, quindi, è un peccato che i movimenti vadano sprecati in pochi millesimi di secondo, sono talmente fighe che facciamole per tre quarti al ralenti. In questo modo tutto è gestus, gesto definitivo e risolutore: in poche parole, una porcata. Giuro, se le sequenze al ralenti fossero state proiettate in tempo reale , il film sarebbe durato 60 minuti invece dei 90, e io avrei visto perlomeno la fine di The O. C.

 

 

Aggiungete un pizzico di Signore degli anelli, 300 ml di riferimenti al genere, Ashes of time a piacere

Se a tutto ciò aggiungiamo un uso del digitale da violazione del codice penale, si può passare al

 

 

Livello narrativo: ma l’avanguardia cialtrona non può rimanere solo a livello di immagine, ma prendiamo anche una delle tendenze più diffuse del cinema contemporaneo, quella dell’indecidibilità dello statuto delle immagini (a chi attribuirle? Sono verità o menzogna). Qui vi potete sbizzarrire: due etti di qualunque Lynch, un chilo di Rashomon, che non tradisce mai, qualche Cronenberg d’annata, un più rintracciabile Memento o anche I soliti sospetti (non dico che siano la stessa cosa, non fraintendete). Il giochino è che le versioni dei fatti continuano a rivelarsi erronee, fallaci, a non dare sicurezze allo spettatore, ma questo gioco, invece di risolversi in una reale ambiguità, prende la strada più facile. Di fronte agli slittamenti del senso e della veridizione, la parola vera è appannaggio solo di un’auctoritas.

E di qui si passa al

 

 

Livello ideologico. Questo è l’ultimo. Confesso di soffrire una fascinazione malsana nei confronti dei film ideologicamente ripugnanti, e in effetti questo è il difetto che mi ha dato meno fastidio, anche perché un film che si propone di rappresentare il mito fondativo di una nazione non può essere ideologicamente “innocente”. Ma il fatto che appunto la parola vera e conclusiva sia quella dell’imperatore, a cui tutti si inchinano, in virtù di una forza illuminata della storia, è francamente poco accettabile.

In questo modo otterrete il film più wannabe cool, tremendamente noioso, esoticamente sterile della stagione, e di conseguenza il post più acido e pesante che possiate leggere..

manu

 

 

35 Comments

  1. Posted 7 ottobre 2004 at 10:09 | Permalink | Rispondi

    la prossima volta vieni anche tu al self service cingalese, e poi tutti davanti alla tele.

  2. Posted 7 ottobre 2004 at 10:14 | Permalink | Rispondi

    Ci sto.

  3. anonimo
    Posted 7 ottobre 2004 at 13:30 | Permalink | Rispondi

    ti ricordo che hero prende anche due attori e il direttore della fotografia da in the mood for love (hero è di due anni fa, quindi non è un caso) e un’attrice da la tigre e il dragone. è l’operazione di marketing perfetta. ho sempre meno voglia di vederlo
    lonchaney

  4. anonimo
    Posted 7 ottobre 2004 at 13:43 | Permalink | Rispondi

    già che ci sono, zhang yimou ha anche riciclato il duo di superantagonisti di once upon a time in china 2, jet lee e donnie yen.
    proprio un bel minestrone, sulla carta.
    che dite, faccio il furbo e mi faccio prestare il dvd, visto che sono poverello?
    lonchaney

  5. Posted 7 ottobre 2004 at 15:26 | Permalink | Rispondi

    mi immaginavo che non sarebbe stato il massimo..cmq spero di vederlo al più presto….

  6. eyedreamer
    Posted 9 ottobre 2004 at 13:17 | Permalink | Rispondi

    La fotografia è eccellente e poi come fai a parlare di Zhang Yimou in questo modo?
    Parti notevolmente preventuo se scrivi questo “Non sono un appassionato di film di arti marziali, n ho visto qualcun, ma non ne sono assolutamente un fine intenditore, quindi non farò riferimenti precisi al genere (ma ritengo che in questo caso non ce ne sia bisogno) e mi eviterò l’atteggiamento di colui che vede una sua passione sputtanata e massificata.”

    E non mi sembra affatto l’attegiamento di chi vuole essere critico nei confronti di un film.

    Il film merita per la grande spettacolarità e per tutta la filosofia che viene viene mediata.

    Hai visto addirittura il film di Miyazaki a Venezia come anche quello di Kim Ki Duk e ti perdi in considerazioni cosi banali?

  7. anonimo
    Posted 9 ottobre 2004 at 19:01 | Permalink | Rispondi

    Partire prevenuto in una recensione non mi sembra una brutta cosa, è brutto partire prevenuti su un film.
    Se le mie considerazioni sono banali la frase “la fotografia è eccellente” non so come possa essere considerata. E adorare un autore per quello che ha fatto in passato non mi sembra il caso (“come fai a parlare di Zhang Yimou in questo modo?”. Se il film è pessimo parlo male di De Oliveira, Kubrick, Wenders, Herzog e Scorsese, come posso parlare male della Tamaro.
    La spettacolarità così esibita è specchietto per le allodole, la filosofia che viene “mediata”, come dici tu”, è quella dell’imperatore che conquista e uccide per un ideale superiore. Libero di apprezzarla, a me non sembra il massimo.
    Quello che per te è prevenzione a me sembra l’atteggiamento corretto, il mio risentimento non è personale ma “testuale”, se mi passi il termine.
    Non sono io che ho visto Kim Ki Duk e Miyazaki a Venezia, siamo più d’uno in questo blog.
    Ho visto Binjiip, ma non vedo come questo mi possa aver illuminato per comprendere questo film.
    Se le mie considerazioni sono banali, mi piacerebbe, seriamente, sentire le tue.
    manu

  8. eyedreamer
    Posted 9 ottobre 2004 at 20:57 | Permalink | Rispondi

    Preventuo nei confronti del film lo sei stato, l’hai scritto. Io ho criticato la tua recensione mica il film, è chiaro che “fotografia eccellente” è riduttivo, ma non era il mio scopo parlare del film. Non intendo dire che bisogna adorare l’autore per quello fatto in passato, ma che non è il caso di scrivere in questo modo di un film come se stessi parlando di Hellboy (e anche in questo caso la critica non dovrebbe essere tanto sempliciotta…) perchè di film sempliciotto non si tratta, ma soprattutto si parla di un film non di un videoclip. La spettacolarità ha una sua giustificazione, non è solo per catturare il maggior numero di spettatori… Forse pensi anche che la filosofia de “La tigre e il dragone” sia sdoganata così semplicemente?

    Il tuo risentimento è proprio personale, altro che!
    Penso che chi va a Venezia sappia anche come si debba parlare di un film, insomma… scrivere una recensione, non abbozzare si e no 4 opinioni… In una parola: la competenza.
    La recensione arriverà, non preoccuparti :)

  9. anonimo
    Posted 10 ottobre 2004 at 12:19 | Permalink | Rispondi

    Ho visto il film venerdì e mi trovo, contro le mie aspettative, perfettamente d’accordo con manu. decisamente brutto. per la cronaca, sono quello stato a venezia. ma, anche se ho visto miyazaki,… Per altro le considerazioni di manu non mi sembrano per niente banali. saluti diffusi.
    FEDEmc

  10. eyedreamer
    Posted 10 ottobre 2004 at 16:18 | Permalink | Rispondi

    Si , adesso iniziano i commenti di sostegno all’amico ferito…
    Le recensioni dei veri critici sono tutte molto favorevoli, i difetti nella pellicola ci sono ma possiamo metterli in secondo piano. Come si fa a fire che è un brutto film, addirittura brutto, non lo so proprio…

  11. anonimo
    Posted 10 ottobre 2004 at 18:50 | Permalink | Rispondi

    uhmmmm, caustico…. nessun commento di sostegno, e soprattutto, nessun amico ferito, caro eyedreamer. Ti ricordo che per adesso il tuo apporto alla discussione sul film è stata “la fotografia è eccellente”, e ferire con una considerazione di tale spessore, è piuttosto difficile… Visto che per altro hai anche sbagliato la persona cui rivolgerti, mi sono permesso di mettere un commento sul mio blog e dire la mia. Il film per me è brutto, e in parte le motivazioni sono quelle esposte da chi ha scritto il post in questione. Mi rallegro del fatto che tutti i “veri” critici parlino bene del film, ma la cosa non cambia la mia opinione. Attendo un tuo commento con qualcosa da dire e, se proprio ti infastidisce che partecipi a una discussione sul mio blog, ti lascio con l’autore del post. Saluti.
    FEDEmc

  12. anonimo
    Posted 11 ottobre 2004 at 00:17 | Permalink | Rispondi

    A parte la confusione di persona, vorrei chiarire che Zhang Yimou non mi ha rubato la ragazza e non mi ha rigato la macchina, quindi nulla di personale contro di lui, ma solo contro Hero, che non mi è piaciuto, a differenza di altri film dello stesso regista
    Mi sembra che sia tu la metta sul personale: mi dai dell’incompetente e del sempliciotto, e che quello che scrivo sono “si e no quattro opinioni abbozzate”,liberissimo di pensarlo e scriverlo. Ma non una parola nel merito: se le opinioni sono così di bassa lega, ribatti su di esse, e ti risponderò volentieri.
    Mi sembra che il tuo accanimento “personale” si rilevi anche nel commento “all’amico ferito”.
    Per ora nel merito hai parlato di “filosofia del film” e di “fotografia”, un po’ pochino.
    Che senso hanno le scelte cromatiche? Come si integrano con i diversi piani narrativi? Quale corporeità vogliono veicolare i ripetuti ralenti? Secondo me sono elementi che si integrano male e trattati in modo superficiale.
    Inoltre, avvicini a questo film (nel primo post) quello di Kim Ki Duk e quello di Miyazaki: uno è coreano, e l’altro giapponese, mentre Hero è cinese. Non è che per caso metti nello stesso calderone “oriente” un po’ di cose diverse?
    Aspetto osservazioni profonde.
    manu

  13. Posted 11 ottobre 2004 at 15:10 | Permalink | Rispondi

    al di là del fatto che non è un capolavoro (purtroppo). la mia impressione è che tu non l’abbia capito. oppure che fossi prevenuto. magari mi sbaglio, ma sono abituato a non essere d’accordo con te. è bello, non essere d’accordo. è più stimolante.

  14. Posted 11 ottobre 2004 at 16:26 | Permalink | Rispondi

    dio, quando scorre il sangue comincio a inebriarmi di future lotte e violenze.
    un attimino che vado anch’io a vedere il film e poi mi getto a capofitto nella polemica.
    saluti a tutti
    DT

  15. Posted 11 ottobre 2004 at 17:07 | Permalink | Rispondi

    Non fatemi essere acido. Capisco non essere d’accordo: il film può anche piacere. Ma datemi un motivo, smettetela di mettere in dubbio la mia intelligenza o la mia comprensione del film. E’ abbastanza fastidioso: ribattendo sullo stesso piano, mi sembra che sia un film per pseudocinefili boccaloni, affascinati dalla moda hollywood orientale ormai in auge, e i generale da un esotismo che fa delle cinematografie orientali tutto un blocco.
    E’ una tale e smaccata operazione di marketing che fa finta di essere d’autore che non mi stupisce che molti ingenui ci cada con tutte le scarpe. Ma a livello “artistico” e “cinematografico”, non vale di più del futon dell’Ikea analizzato all’interno della storia dell’arte.
    Sia chiaro: sia l’uso dele colore, che la struttura a incastro, che i corpi al ralenti, il rapporto tra gesto e scrittura sono soluzioni legittime e interessanti, sebbene vecchie come il cucco: messe tutte assieme e trattate in modo superficiale, fanno emergere un film disorganico, noioso e inutile. Su questi temi, ha fatto di più un Greenaway con la mano sinistra (e dio solo sa quanto mi costa questa affermazione) che Zhang Yimou in questo film.
    Senza contare il fatto che lo spettro dell'”Autore Di Lanterne Rosse” aleggia dietro i vostri discorsi.
    Davvero, mi chiamate l’acidità quando io desidero solo obiezioni in merito. Forse non ho colto qualcosa: ma che qualcuno mi spieghi che cos’è, altrimenti siamo all’ineffabile e discutere ha poco senso.
    manu

  16. Posted 11 ottobre 2004 at 17:22 | Permalink | Rispondi

    Inoltre, e poi concludo, i “veri critici” si sono abbastanza nettamente divisi, perlomeno a Berlino, quando il film è stato presentato, due anni fa.
    m.

  17. Posted 11 ottobre 2004 at 17:56 | Permalink | Rispondi

    e mi scuso per l’acidità, di cui rivendico la paternità, discolpando gli altri tenutari di questo blog.
    m.

  18. Posted 13 ottobre 2004 at 16:34 | Permalink | Rispondi

    essere acidi e’ figo, spaccagli il culo a tutti!!

  19. anonimo
    Posted 13 ottobre 2004 at 16:47 | Permalink | Rispondi

    veramente ai critici esperti di cinema orientale HERO ha fatto cagare.
    scopro con grande piacere che per qualcuno il solo fatto di andare al festival di venezia è uno status symbol: va al festival, quindi ne sa.
    caro datdreamer, devi sapere che a venezia ormai ci vanno cani e porci, se fai domanda prendono persino te. ma non diventerai un buon critico, temo.
    lonchaney
    p.s.: ehi, dimenticavo, quello prevenuto su hero sono io…

  20. Posted 13 ottobre 2004 at 22:27 | Permalink | Rispondi

    se paghi, a venezia, vai dappertutto…

    hero mi ha disturbato soprattutto per una deprimente vendetta per lesa maestà e per il suo valore scioccamente universale. e anche per una ricerca cromatica esteticamente affascinante, tecnicamente ineccepibile, funzionalmente inutile e pretestuosa (ma chi c’è versace o ferrè nella produzione?).

    e in una sequenza c’è in the mood for love, palese al 1000% (risparmiabilissima)

    film assolutamente di routine e per grandi platee che necessitano quintali di borghesità per la nuova cina che avanza.

    che poi i secondavisione boys creino la formazione a testuggine per poi demolire è una loro strategia di ‘lavoro’ da tempo immemore.

    saluti
    DT

  21. Posted 15 ottobre 2004 at 14:01 | Permalink | Rispondi

    in effetti ora che l’ho visto posso affermare tranquillamente che è una boiata di film…..noioso e vuoto

  22. eyedreamer
    Posted 17 ottobre 2004 at 19:04 | Permalink | Rispondi

    Abbastanza snob tutti quelli che commentano qui eh.

    “caro datdreamer, devi sapere che a venezia ormai ci vanno cani e porci, se fai domanda prendono persino te. ma non diventerai un buon critico, temo.”

    e tu vattene affanculo, ok? Sto cazzo che nemmeno si firma.

  23. anonimo
    Posted 18 ottobre 2004 at 08:27 | Permalink | Rispondi

    eyedreamer… ma sei vero?

    P.S. La persona (o stocazzo, come preferisci) in realtà si era firmata… se leggessi meglio…

    339

  24. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 16:41 | Permalink | Rispondi

    ooops, eyedreamer, ti sei offeso perchè ti ho scazzato il nome? perdona il mio caos mentale, se vuoi per farmi perdonare ti richiedo un accredito per venezia, così diventi autorevole e la gente comincia a insultarti sul tuo blog

    LONCHANEY LONCHANEY LONCHANEY LONCHANEY

  25. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 16:41 | Permalink | Rispondi

    si vede la firma?
    rilonchaney

  26. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 16:43 | Permalink | Rispondi

    daydreamer, dormoinpiediocomecavolotichiami, mi farei sfidare a duello se i tuoi ritmi al ralenti non mi narcotizzassero….promettimi almeno di non vestirti con quei colori da spot di lancome…
    ancorachaney

  27. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 16:47 | Permalink | Rispondi

    creeremo un apposito loco per la lotta nel fango.

  28. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 17:07 | Permalink | Rispondi

    spero che sia fango dai colori penetranti e simbolici

  29. anonimo
    Posted 19 ottobre 2004 at 17:33 | Permalink | Rispondi

    nessuno viene a litigare su spiderman un po’ pi sotto? ma cosa pontifico a fare io, snobboni?
    lonchaney

  30. anonimo
    Posted 20 ottobre 2004 at 01:44 | Permalink | Rispondi

    la lotta nel fango non va pi, la moda killbillica esige un catfight, lotta tra donne…beh, mai stato troppo virile, io…tu come sei dormipiedi?
    lonchaney

  31. Posted 20 ottobre 2004 at 14:32 | Permalink | Rispondi

    Guarda Lonchaney, per farti notare la firma, devi metterla nello spazio per l’URL della tua homepage, cosi’ viene in grassetto!
    Se non e’ in neretto spesso non vale, eh!

  32. Posted 20 ottobre 2004 at 14:33 | Permalink | Rispondi

    ah, in sto bloggo viene sottolineato, in grassetto rimane utente anonimo… ach! ecco svelato l’arcano misteriosso!

  33. Posted 20 ottobre 2004 at 20:35 | Permalink | Rispondi

    adesso ci provo…

  34. Posted 20 ottobre 2004 at 20:36 | Permalink | Rispondi

    belloooo…ho una firma

  35. Posted 24 ottobre 2004 at 18:01 | Permalink | Rispondi

    mi hanno sgridato per aver fatto guerriglia qui sopra….non ci sono emoticons di imbarazzo qui sopra?
    lonchaney domenicale

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