SAW – L’Enigmista, James Wan, USA, 2004

 

Scritto e sceneggiato insieme all’amico Leigh Wannell, Saw – L’enigmista rappresenta l’esordio cinematografico per il canadese James Wan. I due sono riusciti a convincere i produttori della Lions Gate a realizzare il loro film, a quanto pare il progetto di una vita, solo con la forza della loro sceneggiatura. Partiamo proprio da qui: due uomini si risvegliano in uno scantinato. I due sono legati con delle pesanti catene a dei tubi, hanno una mobilità assolutamente ristretta, non sanno perchè si trovano li… In mezzo alla stanza un uomo morto. Dietro a tutto questo un famoso serial killer, l’Enigmista del titolo, un vero e proprio genio del male. Il killer infatti si diverte a mettere in condizioni assurde persone solitamente stanche della vita e offre loro una possibilità di salavezza. Tra flashback, flashforward, spiegazioni varie e bizzeffe di colpi di scena si tenta di dipanare l’intricata matassa.
Senza poter urlare al miracolo, come vorrebbe il trailer ("il film più terrificante dai tempi di Seven"), Saw è un buon thriller, spassoso e divertente, consigliatissimo per tutti gli appassionati del genere. Con la fortuna di avere una di quelle sceneggiature a prova di bomba, in grado di tenere lo spettatore incollato alla sedia per un’ora e mezza, il film riesce a rivitalizzare il genere serial killer con una buona dose di cattiveria, riferimenti più o meno celati all’horror italiano (Argento in testa) e soprattutto una confezione deliberatamente sgradevole e zozza. Il set è perennemente sporco, asfissiante e invivibile, carico com’è di detriti, spazzatura e sangue, le scene cruenti non mancano e spesso il tasso di emoglobina presente in scena è decisamente alto. Ma la cosa più interessante è come questo senso di fastidio si riversi, anche in modo apparentemente negativo, su alcuni degli elementi del film: I personaggi, anche quelli positivi, verso i quali dovrebbe funzionare un processo di immedesimazione, sono infatti tutti antipatici, bruttissimi e fastidiosi (la pettinatura del protagonista è sinceramente inguardabile). L’unica star del film, un ritrovato Danny Glover, è terribilmente invecchiato e bolso. Ancora: se è vero che la storia è retta da un meccanismo narrativo più che studiato e perfettamente funzionante, spesso ci si trova di fronte a dei dialoghi imbarazzanti e insulsi. Lo stesso si può dire per le soluzioni stilistiche utilizzate da Wan: sempre le solite due robe clippare, insistite e fastidiose. Però… Però la forza del film è anche qui. Oltre a evidenti ristrettezze econimiche che evidentemente hanno imposto molti dei difetti fino a qui citati, Saw è un film fieramente e programmaticamente fastidioso, che riporta i film di questo genere negli scantinati della serie B più sporca e più povera. Luogo dove pellicole del genere si muovono nettamente più a loro agio.

FEDEmc

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