LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI, Zhang Jimou, 2004 

Cominciamo i report dalla settima edizione del Future Film Festival con la prima proiezione e anteprima nazionale. A due anni di distanza da Hero, Zhang Jimou torna sul Wuxia con questo La Foresta dei Pugnali Volanti, maldestro tentativo melò incentrato su un triangolo amoroso. Confermiamo le voci che lo davano superiore a Hero, ma ribadiamo le nostre perplessità nei confronti dell’operato del regista. Ancora una volta sfortunatamente ci si trova di fronte a una versione corrotta del genere. Abbandonati (in parte) i virtuosismi cromatici,  il loro becero e pesantissimo simbolismo, la decostruzione cronologica del racconto e il tentativo di ricostruzione storico politica della Cina il regista qui tenta di concentrarsi maggiormente sulle vicende amorose dei protagonisti e sui nodi melò, approcciando il lato del genere che in Hero aveva parzialmente evitato. Rimangono però alcuni pesanti problemi di fondo: ancora una volta la superficie del film è fin troppo scintillante e ruffiana, tesa completamente nel rapire l’attenzione dello spettatore con una posticcia perfezione di fondo a dir poco stucchevole: rallenti inutili ogni due secondi, zoom a casaccio, bellissimi vestiti e coreografie perfette. Peccato che nessuno di questi elementi vada poi ad amalgamarsi con il racconto e che tutto rimanga in superficie. Il risultato, inevitabilmente, è il medesimo della pellicola precedente: il racconto scompare, schiacciato da una spettacolarità ormai imposta da altri modelli cinematografici, e il film si trasforma in un vuoto e noioso contenitore di cialtronerie. Cialtronerie che vengono erronemante viste come necessarie sia dal pubblico, che ha ormai un’idea del tutto perversa del genere, che evidentemente dai realizzatori del film. Prendiamo in considerazione i combattimenti, elementi portanti del genere originale e, al tempo stesso, la parte più ferita e modificata in questo tenativo di aggiornamento: mortificati da un uso massiccio del digitale, tutti gli scontri dimostrano che Zhang Jimou non solo non ha assolutamente nessuna gestione coerente dello spazio, ma che non ha neanche compreso come rendere la leggerezza dei corpi in gioco. Tutto diventa di una pesantezza controproducente al genere e il risultato non può che essere uno: noia epocale (una scena su tutte: i giardinieri ninja volanti contro i pugnali telecomandati della Polistil… una carenza di idee imbarazzante). Evitiamo di parlare poi dei riferimenti al western e del maldestrissimo discorso sulla cecità. Già che ci sono evito anche di parlare della pesantezza e dell’invasività della colonna sonora.  Meglio di Hero, si… ma che brutto. Il film è dedicato alla memoria della scomparsa Anita Mui. L’amico Kekkoz non è decisamente dello stesso parere.

FEDEmc 

11 Comments

  1. Posted 19 gennaio 2005 at 20:13 | Permalink | Rispondi

    in realtà alla fine ho scritto cose simili alle tue, sulle cose che “non vanno”. solo diamo peso diverso alle cose. (in realtà sono troppo buono…)

    per me è un buon film, tutto sommato, di certo non un capolavoro. mi spiacehe non sia di più.

    e a questo punto arrivo alla tua conclusione. e cioè che Zhang Yimou è una testa di minchia.

  2. Posted 20 gennaio 2005 at 13:29 | Permalink | Rispondi

    ah, ho restituito il link, doverosamente. grazie.

  3. anonimo
    Posted 20 gennaio 2005 at 14:48 | Permalink | Rispondi

    grazie a te, mio caro. Cutie Honey allora me lo vedo?
    FEDEmc

  4. Posted 21 gennaio 2005 at 00:18 | Permalink | Rispondi

    io rimpiango Lanterne Rosse.

  5. anonimo
    Posted 23 gennaio 2005 at 01:28 | Permalink | Rispondi

    l’ho visto stasera, sono in disaccordo con entrambi: vista la qualità immonda dei combattimenti, è persino più brutto di Hero, almeno lì c’erano Jet e Donnie a farmelo sembrare leggermente meno finto… di questo mi è piaciuto praticamente solo il figo giapponese e i capelli alla Grosso Guaio a Chinatown!

  6. anonimo
    Posted 23 gennaio 2005 at 01:28 | Permalink | Rispondi

    scusate, non mi sono firmato:
    Sommo

  7. Posted 24 gennaio 2005 at 19:17 | Permalink | Rispondi

    non è all’altezza di “lanterne rosse” e l’ho trovato troppo lungo, ma a me il film è piaciuto (forse perché in generale non sono un amante dei “cappa e spada” cinesi”). ciao, leo

  8. Posted 24 gennaio 2005 at 19:53 | Permalink | Rispondi

    Esattamente le parole che mi sono uscite di bocca ieri sera dopo 15 minuti: “noia epocale”. Ho pensato seriamente di andarmene nell’intervallo. E non ho ancora visto Hero…Valido

  9. anonimo
    Posted 24 gennaio 2005 at 20:27 | Permalink | Rispondi

    ma magari evitatelo…
    Fmc

  10. anonimo
    Posted 26 gennaio 2005 at 18:08 | Permalink | Rispondi

    Scusate ma andate a leggere la recensione di ciaruffoli su pickpocket.it e poi fate ammenda. Stolti :-D
    Sara

  11. anonimo
    Posted 28 agosto 2005 at 18:45 | Permalink | Rispondi

    Dovreste buttarvi tutti a mare e kiedere perdono per le assurdità scritte…. questo film è grandioso.

    Zhang Ziyi

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