THE CLAN, Christian De Sica, 2005

Franco e Dino sono due simpatici e arzilli quarantenni vestiti come dei tamarri topo Lorenzo Lamas, che lavorano ar Testaccio in una officina dee moto. Il loro sogno, per sfuggire a una triste vita fatta di uscitine a quattro con squallide sciampiste in locali che sembrano usciti dall’immaginario discotecaro de I Ragazzi del Muretto, per poter una volta per tutte farsi li sordi per vivere abbella vita, è quello di vincere mezzo mijone de dollari ad un raduno di harleisti in America. Franco poi, che su padre (Ah! basta! non lo dire! nooooooooooooooooooooo! Taci!) suonava a tromba in un orchestrina, è innamorato della buona musica. Lo si può evincere dal fatto che in casa sua ci sono tantissimi dischi di Frank Sinatra. (giuro che tra i dischi se ne scorge uno della Ninja Tune… mah!) E anche una statua! Sempre di Sinatra! Ah, prima di questo simpatico preambolo, volevo far notare che il film, inizia in Bulgaria, per ragioni assolutamente ignote ai più, con i nostri che vanno a chiedere dei soldi a Max Tortora che fa tanto ride. Na specie de erede naturale de Albertone. Un mattatore. E poi siccome siamo in Bulgaria, amo la scusa bbuona per mettere una marea de zinnone pagate pochissimo in ogni spazio dell’inquadratura. Perchè? Qualcuno doveva andare a trovare degli amici in Bulgaria? Va beh, ve stavo a dì che loro vogliono andare in America a vincere i soldi con le loro harley bellissime e che soprattutto fanno tanto ridere (quella di Franco ha la targa tenuta da un busto di Padre Pio, "così ce protegge… aivuonnagetz!"). Arrivati in America, dopo una lunga sequenza dove i due vanno in moto nei pressi della Monument valley che "ndò cojo cojo, metti a machina ndò cazzo te pare tanto viè peforza na bella nqadratura", scattano una serie di gas impagabili sul confronto culturale tra due paesi tanto distanti, ma sotto sotto, soprattutto nel cuore dei buoni di spirito come i nostri Franco e Dino, ugali. Per esempio: "Ah Dino, taavevo detto che dovevi da fà il pieno… e mò semo rimasti a piedi. Aiuonnagetz! Vado a fa benzina dar benzinaio merigano. sori? Plis, mi fa il pien? " e qui viene giù il cinema, perchè una gag come Plis mi fa il pien è una bomba ed è un peccato che sia di così breve durata. Io se fossi un regista come De Sica ci avrei insistito un po’ di più. Ma non disperiamo. Dopo questo primo confronto con le usanze di questo strano popolo, i nostri entrano in un bar. "Plis, du amburger. Un amburger normal e un amburger cisburger" (meno male: non c’ha rinunciato). Ma sorpesa! Il barista merigano non è veramente merigano: è di Acireale! E si chiama Samule, per gli amici merigani Sammy. Quale miglior occasioni per sfogare l’amore per il nostro bel paese, i cui abitanti riempiono per altro il locale dove ci troviamo, e obbligare il gruppo merigano stile Nashville che sta suonando a cantare con Dino O Sole Mio? Eh? E infatti… Dopo aver citato così delicatamente Easy Rider nella scena dee moto, De Sica decide di citare n’altro firm che ha fatto a storia der cinema: Over The Top. Sfida tra il barista burbero merigano che dice delle frasi del tipo "You bastard italian go away pizzmandolin" e il mitigo Dino a braccio de fero. Vince Dino! Aiuonnagetz! taavevo detto, antipatico merigano!  Sammy viene licenziato. Andiamo via tutti insieme. Famo na rissa co li amerigani. Finiamo in priggione. Però qui viene fuori l’amore vero per il cinema di De Sica: in prigione Sammy  da finalmente sfoggio delle sue abilità. In un momento assolutamente delirante, me parte er momento musical. E quindi anche li burberi negroni e le prostitute merigani de a prigione merigana si mettono tutti a ballare con Sammy. Che non è merigano, è di Acireale. Ma basta fermare la narrazione con questi leggerissimi momenti onirici. C’è una gara da vincere, tanti chilometri da macinare con le moto e tante avventure alle porte. In una squallida stanza d’albergo merigana dopo n’altra impagabile gag con il letto ad acqua ("mazza, sti merigani: forte sto letto ad acqua". Ma dopo due secondi l’impatto con la cruda realtà: "Mazza che palle sti letti ad acqua, me fa male a schiena!"), ancora una volta il Christian ce delizia con uno dei momenti più alti della pellicola. "Anvedi, ciò pure fame. Spetta che ordino a cena in camera. Sori? Plis, du sendvic e du bel birrett! No anderstend? Ma si: du birrett… insomm, two blonds". E dopo un po’ arrivano in camera due prostitute bionde co du panini! E’ incredibile! Che ridere! Dopo aver bassamente approffitato delle due, Franco e Dino dormono il sonno dei giusti. Ma e insidie merigane non si fermano di fronte a niente. Le due bel blons infatti, nottetempo, hanno rubato le due bellissime moto. NO! Ma non ci facciamo scoraggiare: e via con una bella passeggiata per Las Vegas che già che siamo a famo vedè. Piena de luci, Las Vegas! Bella! Franco e Dino ritrovano Sammy nel locale della sua ragazza merigana. Qui, dopo aver bevuto due cocktail fortissimi, il trio di birbanti incontrerà una dello sciò biz merigano che li convince a gettarsi nel mondo dello spettacolo merigano, che lei la sa lunga e c’ha occhio. Poi hanno appena cantato "Quano, quando, quando". Non ci crederete mai, ma i tre… non so se dirvelo e rovinarvi la sorpresa… va beh, i tre diverrano famosi, scopriranno che i loro nomi meriganizzati sono proprio come quelli dei loro idoli merigani e quindi Frank, Dean e Sammy, fondano The Clan con cui faranno degli spettacoli bellissimi e apprezzatissimi. Diventati ricchi merigani, i tre abitano nella The Clan Resort, na casa tutta loro e sono amatissimi! Che bello! Ma talmente ricchi che c’hanno tre ferrari co a targa personalizzata. Talmente ricchi che De Sica, per farcelo capì, se fa il bagno in der latte! Co Sammy che ce mette er cucchiaio dentro e se ne mette un po’ ner suo caffè! (Troppo bella questa scena) Talmente amati che in una sequenza si vedono delle tipe che gli chiedono l’autografo! Sfortunatamente le incomprensioni tra i tre e la gelosia di Sammy che, non ci dimentichiamo è siciliano, no merigano, per la sua ragazza merigana insidata dal simpaticissimo Dino, farà naufragare i loro sogni di gloria… O è stato tutto un sogno? Poco importa, perchè in america, comunque, drims can com tru. Una film deprimente, tristissimo, con un umorismo da terza elementare e belle inezioni di volgarità, e una regia talemente dilettantesca da imbarazzare. Meglio tacere sulle scene degli spettacoli del Clan, mortificati, oltre che dalla regia inesistente di De Sica, dalla goffaggine e dalla scordinazione dei tre. Aiuonnagetz! Mazzi sti merigani!

FEDEmc

12 Comments

  1. Posted 15 marzo 2005 at 19:06 | Permalink | Rispondi

    (ma poi De Sica balla effettivamente My Sharona ?)

  2. Posted 15 marzo 2005 at 19:43 | Permalink | Rispondi

    Sarà comunque sempre meglio di Tickets!

  3. anonimo
    Posted 15 marzo 2005 at 19:55 | Permalink | Rispondi

    Violetta: giusto, mi dimenticavo! Ce sta er momento de a presentazione dee moto in ameriga, in cui i due, Franco e Dino, insieme a na mezza versione de li village people ballano, cor gesto de la scopata, si inzomma, quello der bacino n’avanti e poi anche un poì all’indietro my sharona. L’effetto è letale.
    Malvezzo: Tickets lo salto a priori ma, permettimi, ne dubito.
    Fmc

  4. Posted 16 marzo 2005 at 10:18 | Permalink | Rispondi

    Sei perdonato: da me ho aperto un interessante confronto blogger / stampa sul tema.

  5. Posted 16 marzo 2005 at 10:38 | Permalink | Rispondi

    ma credete che una tale perla verrà dostribuita anche all’estero? posso sperare di vederlo da ‘ste parti? ‘mmazza, forti ‘st’ ammeregani

  6. anonimo
    Posted 16 marzo 2005 at 10:46 | Permalink | Rispondi

    mi inchino alla recensione. e faccio umilmente notare che il film e’ distribuito da 01, cioe’ Rai Cinema, cioe’ il servizio pubblico.
    paolo

  7. Posted 16 marzo 2005 at 10:48 | Permalink | Rispondi

    Ma la domanda è: il servizio pubblico ci ha messo i soldi, o i soldi ce li ha messi il De Sica himself ?

  8. anonimo
    Posted 16 marzo 2005 at 11:10 | Permalink | Rispondi

    Raicinema è tra i produttori, assieme ad altre due società che non conosco.

  9. Posted 16 marzo 2005 at 11:28 | Permalink | Rispondi

    Oh, questo recensore ci è rimasto sotto:

    http://www.filmfilm.it/film.asp?idfilm=25964

  10. Posted 16 marzo 2005 at 17:20 | Permalink | Rispondi

    ma allora sei tu johnny palomba?

    (ma che ti vai a vedere? vabbè il dovere, però…)

  11. Posted 16 marzo 2005 at 17:31 | Permalink | Rispondi

    Va beh, sono quei due cialtroni con cui condivido la trasmissione ad avermi obbligato. Ti pare che io di mio scelgo di andare a vedere The Clan? Va bene tutto, però…
    Prima di evitare fraintendimenti: Palomba non sono io. Lui fa più ridere. Io sono depresso. E la colpa è di questo film. Qualcuno ha visto la puntata spot di Porta a Porta?
    Fmc

  12. Posted 16 marzo 2005 at 18:25 | Permalink | Rispondi

    no, non guardo porta a porta, mi dà noia vomitare fuori dai pasti.

    ma a boldi un film da solo? magari con un regista che non lo ammosci come avati?

    vorrei un film di yakuza con boldi e pozzetto. allora sarei felice.

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