LA VITA E’ UN MIRACOLO, Emir Kusturica, 2004

Dopo 6 anni di latitanza dalla fiction, Kusturica torna con questo film presentato all’ultimo Festival di Cannes. Dalla sua esplosione in avanti, dalla sua affermazione come regista personale, innovativo, in grado di inventarsi un genere ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’. Per quasi tutta la fine dei ’90, lo stile Kusturica è diventato uno dei più copiati, di cui ci si poteva facilmente appropiare. Il risultato è stata una lunga serie di film spesso deludenti, che riprendevano alcuni dei luoghi classici del cinema di Kusturica e li sclerotizzavano nella speranza che questi, solo ed unicamente mostrati in superficie, bastassero a fare un film. Ovvero film su film con zingari simpatici, intenti solitamente a ballare la musica di qualche scalgagnata orchestra di ottoni o a sparare colpi di pistola verso il cielo. Imprescindibile poi il momento magico – onirico, fatto solitamente di letti volanti, apparizioni di spiriti di vecchi parenti birbanti et similia. Pellicole derivative insomma, buone sole per il pubblico equo e solidale. Kusturica, nei suoi film più riusciti, ha sempre dimostrato di essere qualcosa in più, qualcosa di profondamente differente, un cineasta intelligente e coerente e ci è (quasi) sempre piaciuto. Ma veniamo a questo film. Bosnia 1992: il serbo Luka, insieme alla sua famiglia – una moglie ex cantante d’opera e un figlio sedicente calciatore – è a capo di una stazione ferroviaria in costruzione che dovrebbe unire la Bosnia con la Serbia. Da li a poco partirà la guerra. Abbandonato dalla moglie, Luka si trova ad ospitare in casa Sabaha, giovane mussulmana che lui vuole scambiare con il figlio, rapito al fronte. Tra i due, all’ombra della pazzia della guerra e in barba alle differenze razziali, scatterà l’amore. Il fim ha la pecca principale di arrivare forse fuori tempo massimo, in un momento in cui, a causa del discorso fatto in apertura, un film che si apre con la didascalia Bosnia 1992 fa tremare i polsi. Oltre a questo, ci sembra che Kusturica abbia perso in parte molta della sua forza e della sua schiettezza. Forse anche a causa dell’eccessiva lunghezza della pellicola (ben due ore e mezza), dopo poco si comincia a guardare l’orologio e la noia arriva inesorabile. Ma, oltre a questo, i difetti del film sono più che evidenti: gli elementi classici del cinema dell’autore ci sono tutti, ma appaiono in forma nettamente più debole del solito. Cosa si può pensare nel vedere un carro armato sul cui cannone sono appollaiate delle colombe? O guardando i due protagonisti a letto insieme, mentre fuori inpazza la guerra, lui abbracciato ad un cane, lei ad un gatto? Ancora un letto che sorvola foreste? Un peccato perchè nel momento in cui si arriva a concentrarsi sulla storia d’amore, c’è spontaneità e il film sembra decollare, ma non è decisamente sufficiente. La fine di un genere?

FEDEmc

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15 Comments

  1. Posted 16 marzo 2005 at 21:37 | Permalink | Rispondi

    devo assolutamente vederlo.

    una domanda: con quale coraggio sei andata a vedere De Sica?

  2. anonimo
    Posted 17 marzo 2005 at 12:29 | Permalink | Rispondi

    Nessun coraggio. Mi hanno obbligato quei due cazzoni di francesco e tommy, per poi ridere in trasmissione. Sono bambini, bisogna capirli. Comunque mi vendicherò.
    Perchè devi assolutamente vedere Kusturica?
    Fmc

  3. Posted 17 marzo 2005 at 18:15 | Permalink | Rispondi

    piuttosto: andata?

  4. Posted 17 marzo 2005 at 22:55 | Permalink | Rispondi

    Appunto. “Andata” ? Aiuonnagetz ?

  5. Posted 18 marzo 2005 at 09:49 | Permalink | Rispondi

    very proud to be a cazzone.

  6. anonimo
    Posted 18 marzo 2005 at 11:43 | Permalink | Rispondi

    si, si… aspetta che adesso abbasso anche io gli standard del duro mestiere. Basta con quei discorsi “magari è bello, magari no.. un film a rischio…” da the clan in avanti non voglio sentire scuse. Neri parenti, Vanzina’s, Schizzo la zebra entusiasmante… da questo momento in avanti tutto è lecito. l’avete voluto voi. very proud una randa.
    con odio
    Fmc
    che è maschio, tra l’altro

  7. Posted 18 marzo 2005 at 14:04 | Permalink | Rispondi

    Pssst, Fede: la prossima volta manda l’unico a cui non piace Francesca Inaudi a vedere L’uomo perfetto (esce il 15 aprile).

  8. anonimo
    Posted 18 marzo 2005 at 15:03 | Permalink | Rispondi

    A chi non piace Francesca Inaudi? Eh? Ma con chi condivido la trasmissione? Mamma mia, che mi tocca leggere… Francesca, se leggi, sappi che sei l’unica donna di cui ho una foto appesa in camera. Dentro l’armadio. Insieme a Barbara Bouchet…
    FEDEmc

  9. Posted 18 marzo 2005 at 15:14 | Permalink | Rispondi

    Nel film L’uomo perfetto si vede la Inaudi nuda.

  10. Posted 18 marzo 2005 at 16:19 | Permalink | Rispondi

    ottima ragione per vederlo.

  11. Posted 18 marzo 2005 at 16:47 | Permalink | Rispondi

    Solo nei primi 15′, però. Nel resto c’è Scamarcio in mutande. Che è sempre un grandissimo bel vedere, ma mica vuol dire.

  12. Posted 18 marzo 2005 at 20:33 | Permalink | Rispondi

    ti ricordo, caro fedemc, che mi sono visto film “magari belli ma a rischio” come: senso 45, glitter, come cani e gatti, vidocq, una rondine fa primavera, rosa funzeca, il mio grosso grasso matrimonio greco, prendimi l’anima, PER SEMPRE ( costanzo + di robilant + neri + giannini!), love actually, AMORE SENZA CONFINI (ah, quello sì che è un capolavoro mancato: angelina jolie medico senza frontiere, si partiva bene, peccato), la ragazza con l’orecchino di perla, il siero della vanità, fame chimica, i diari della motocicletta, godsend, nathalie, l’esorcista la genesi, eros e cuore sacro.cazzarola, il rischio c’era, eh?prrrrrrrrrrrrrr.

  13. Posted 18 marzo 2005 at 20:34 | Permalink | Rispondi

    comunque a me la inaudi piace.
    che, non piace a tommy?

  14. anonimo
    Posted 18 marzo 2005 at 21:07 | Permalink | Rispondi

    uhm, permalosetto? comunque direi, caro a day in the life, che tra tutti quelli che hai citato non c’è ne è uno che regga il confronto con the clan. manco uno.
    prot.
    Fmc

  15. Posted 19 marzo 2005 at 10:08 | Permalink | Rispondi

    “… PER SEMPRE ( costanzo + di robilant + neri + giannini!)”

    inchiniamoci dinanzi a quest’uomo.

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