Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi di Brad Silberling

Partiamo dalla constatazione del dualismo, che prendo per buono anche perché on ho letto le versioni librarie, tra Lemony Snicket ed Harry Potter. E motivare perché siamo dalla parte del maghetto Potter. È un antagonismo che sembra ricalcare quello di The Incredibles vs. Shrek. Ma a questo si torna tra un poco. Atmosfere gotico pop, riprese pedissequamente da Tim Burton, un immaginario melanconico dark che sembra mescolare Dickens e magia. Ma il fascino risiede in qualche trovata locale, in alcuni personaggi, nell’iperbole gotico-strampalata di alcune situazioni. Ma esse non legano tra loro, se non per l’istrionismo, troppo esibito, di Jim Carrey nei panni del trasformista (scarso) conte Olaf. Le peregrinazioni dei Baudelaire sono episodiche incursioni nel nero, edulcorato, e mai un percorso compiuto: troppo flebile il legame del complotto.
Il problema è la definizione del “nero”. La presenza del narratore, intradiegetico fatemelo dire, per una volta a proposito, viene usata soprattutto per ribaltare le aspettative, in modo troppo esplicito. Quante volte dice “non è come vi aspettate, vi racconterò di sofferenze, pianti et altre disgrazie assommate e terribili”. Il problema è: chi si aspetta la storiella di un elfo canterino? A chi interessa un “male” che è semplicemente “bene” eguale e contrario? Non c’è alcuna novità nella demistificazione delle fiabe educative, se non il piacere momentaneo dell’idea che coglie nel segno. Ma questa serie di trovate, di sanguisughe assassine, di oggetti giusti al posto giusto, non riesce mai a farsi narrazione compiuta, e a mostrare la seduzione del “lato oscuro”. Fossimo stati i produttori, avremmo dato due lire in meno allo scenografo per darle allo sceneggiatore, che ha dovuto legare assieme tre libri.
Insomma, non è tanto interessante mostrare Superman con problemi di aerofagia, un’idea divertente che però si esaurisce in dieci secondi, ma è davvero interessante raccontare come Superman vive in un mondo in cui tutti conoscono i suoi problemi intestinali, e nessuno crede più nei suoi superpoteri.
Per questo, nelle versioni cinematografiche, si preferisce il maghetto Harry. Pur essendo un pastiche (o un minestrone, dipende dai punti di vista) di temi e figure fantasy già viste, riesce a rimettere in gioco questi miti e la magia all’interno della storia, riuscendo a integrare il “negativo”, l’oscuro, in modo che sia realmente minaccioso, e non solo un ribaltamento superficiale.

manu

4 Comments

  1. anonimo
    Posted 22 marzo 2005 at 09:20 | Permalink | Rispondi

    Fnalmente un argomento su cui posso anch’io dire qualcosa!
    Condivido perfettamente l’analisi che fai del nostro caro amichetto harry, che è un pastiche anche nei romanzi. La rowling sintentizza, riorganizza e prende a pestito tutta la tradizione britannica del fantasy e un po’ tutta la cultura e il costume anglosassone.
    Per quanto riguardsa il nostro caro Lemony Snicket, ho letto per ora solo i tre primi romanzi (in cui fra l’altro non compare assolutamente il tema del coplotto) e posso dirti che per ora pecca di serialità, non c’è evoluzione, i piccoli baudelaire vivono la medesima esperienza in ambientazioni diverse. MA forse, il problema del film è che accentua il lato umoristico della serie. nei racconti il conte olaf non è un attore fanfarone è un perfido zio, perfido come ce ne sono pochi nelle fiabe e favole e i tre ragazzini sono veramente terrorizzati da lui. Sembra quasi che lemoy snicket sia una sìerie sull’alterità dell’infanzia, il lato interessante è la continua mancanza di comunicazione fra mondo fanciullo e mondo adulto o l’ errata comprensione del messaggio che viene veicolato dall’uno all’altro mondo. I bambini sono soli, e proprio perchè sono bambini, rimangono soli. Per ora posso dire solo questo. Quando avrò letto anche gli altri dieci libri (per un totale di 13, ma in italia siamo solo al 9 e negli usa al 10) forse il quadro sarà più chiaro.
    Vera

  2. Posted 25 marzo 2005 at 11:44 | Permalink | Rispondi

    Concordo. La cosa più bella del film sono le animazioni dei titoli di coda, veramente ben fatte.

  3. Posted 26 marzo 2005 at 07:12 | Permalink | Rispondi

    How wonderful it is! Today, I had seen the film – “The Incredibles” this afternoon, my father also had seen this film in this evening. This cartoon movie is powered by Disney-Pixar.
    In this film, I love the people’s sensation, scene, bugbears. The scene is so sublime.
    With the great imagination.

  4. Posted 8 aprile 2005 at 00:27 | Permalink | Rispondi

    a me è piaciuto, un po retorico,

    ci mette un po ad “ospitare” lo spettatore, si ha l’idea di essere entrati a film iniziato anche se c si è beccati tutti i trailer (almeno x me che nn ho letto i libri)

    l’unica cosa da buttare, che poi era il punto di forza pubblicitario, era jim carrey

    belle anche le atmosfere timburtonaleggianti (quello degli anni d’oro)

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