Il ritorno del Monnezza, Carlo Vanzina, Italia, 2005

Il film di famiglia oramai è il paradigma della cinematografia italiana, non so di quella alta, sicuramente di quella bassa e medio-bassa. Tra Placido che denuda la figlia, De Sica che fa outing cantando, i vari esponenti della fam. Argento, tutto diventa istantanea sul privato. Anche il citazionismo, che in altre contrade diventerebbe spia di post-modernità, nel Belpaese può essere un modo per parlare di sé parlando degli altri, padri e padrini. Il ritorno del Monnezza non è questo gran film, capiamoci. Anzi: noiosetto nella prima parte ambientata a Roma, prende un po’ di ritmo e azzecca qualche carattere e qualche battuta nel secondo tempo, quando si sposta a Cortina. Il fatto è che il film sta in piedi (quando ci sta) proprio grazie ad una serie di rimandi che, più che genetici, sembrano proprio parentali. E che, anziché sviluppare o aggiornare temi e forme (per carità, nessuno se lo aspettava) mutuate dal passato, sembra indicare nella reprise e nella tradizione familiare, quasi da bottega, l’ultima spiaggia per il cinema popolare italiano.
Rocky Giraldi, il personaggio protagonista, è il figlio di Nico Giraldi. Claudio Amendola, l’attore principale, è il figlio di Ferruccio Amendola, doppiatore storico di Tomas Milian (ma è anche il nipote di Mario Amendola, uno degli inventori di Monnezza). Carlo ed Enrico Vanzina, che sceneggiano e dirigono, sono i figli di Steno, regista di film comici che col suo vero nome, Stefano Vanzina, ha codificato il film poliziesco italiano degli anni ’70 (La polizia ringrazia, 1972). Vittorio Cecchi Gori produce ed è il figlio di quel Mario che sta dietro a buona parte dei più alti incassi del cinema italiano 1975-1985.
Ma c’è dell’altro: i Vanzina citano i Monnezza originali tramite poster, foto e qualche battuta, alludono a Tarantino con la locandina di Kill Bill e con un duello finale sulla neve, cercano vaghe atmosfere poliziesche con la colonna sonora funky. Ma soprattutto omaggiano il loro stesso cinema con estratti da Poliziotti e I miei primi quarant’anni (quest’ultimo mi sembra, ma non giurerei), con una corsa sul gatto delle nevi in stile Yuppies e con una seconda parte interamente ambientata a Cortina, tutta riccastri in Suv, skilift e interni ampezzani in legno che sembra Monnezza contro le Vacanze di Natale. Tra parentesi, la moglie del fetentissimo avvocato Lamantia, la tipica bionda da film dei Vanzina è effettivamente Lisa Vanzina, moglie di Carlo.
Tutto ciò ha un qualche senso o una direzione? Ovviamente no. La cosa strana, e che (avendo ancora più tempo da perdere) sarebbe interessante capire, è che il film funziona quando rinuncia a quell’abbozzo di filologia e di ricostruzione per lasciare le sue maschere libere di fare danni negli ambienti più congeniali ai Vanzina. I quali, come in passato, non possono nemmeno lambire il cosiddetto trash, perché incapaci sia delle sublimi intuizioni sia delle sconfortanti bassezze del cinema popolare italiano, Monnezza in testa. Accettabile Amendola, non male (dispiace quasi dirlo) Enzo Salvi. Certo che, quando compare la faccia di Tomas Milian, si capisce come è possibile che Nico Giraldi alias Monnezza, nonostante i suoi film siano spesso peggio che mediocri, sia ancora in grado di entrare a fare casino nelle case dei ricchi. D’altra parte era (anche) il fratello di Vincenzo Moretto, ovvero il Gobbo.

p.

18 Comments

  1. Posted 20 aprile 2005 at 15:24 | Permalink | Rispondi

    Ops, spero che il kekkoz non vada a leggere dalle parti di pickpocket.it
    :-(
    Paolo

  2. Posted 21 aprile 2005 at 14:53 | Permalink | Rispondi

    ahahahahahahahahahah

  3. anonimo
    Posted 22 aprile 2005 at 16:33 | Permalink | Rispondi

    perchè su pickpocket recensiscono i blog come se fossero trattati di semiotica?
    brrrrr
    (magari tutti i blog fossero come quello del giovane cinefilo)

  4. anonimo
    Posted 22 aprile 2005 at 16:44 | Permalink | Rispondi

    Pur non avendo mai sfogliato un trattato di semiotica, a occhio e croce

  5. anonimo
    Posted 22 aprile 2005 at 17:20 | Permalink | Rispondi

    qui si parla poco del bel post del dott. Noto…
    La maestrina dalla penna rossa.

  6. Posted 22 aprile 2005 at 17:44 | Permalink | Rispondi

    grazie fede…
    p.

  7. Posted 22 aprile 2005 at 21:11 | Permalink | Rispondi

    non volevo portare OT, scusate.

    gran bel post, paolo.

    Kekkoz

  8. Posted 25 aprile 2005 at 13:58 | Permalink | Rispondi

    so ke nn si fanno recensioni su commissione, ma vorrei saperne di + su di un film: “Be Cool”
    grazie in anticipo…

  9. Posted 26 aprile 2005 at 19:49 | Permalink | Rispondi

    … oh, ma sono l’unica che brama un aggiornamento ?
    Start writing.

  10. Posted 27 aprile 2005 at 01:59 | Permalink | Rispondi

    a quando una parola di conforto (ma anche no) su “L’uomo perfetto”?
    Sentii la campana di Violet, ora vorrei un secondo parere. Anche perchè col cacchio che ci vado a vederlo!

  11. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 10:35 | Permalink | Rispondi

    Sapete, c’è la festa del cinema… noi se non si paga prezzo intero per andare al cinema un po’ ci fa strano. Tra poco si aggiorna, giurin giuretta. Tipo su Missione:Tata, Sahara, Cellular… insomma una bomba tra queste. (non c’è veramente un randello di niente… che tristezza)
    Fmc

  12. Posted 28 aprile 2005 at 13:38 | Permalink | Rispondi

    conforto: tra poco escono (tutti d’un botto) Clean di Assayas, Mysterious Skin, un Cedric Khan a caso. Tenete duro e cavalcate il cavallone.

  13. Posted 28 aprile 2005 at 13:39 | Permalink | Rispondi

    dimenticavo Old Boy

  14. Posted 28 aprile 2005 at 15:02 | Permalink | Rispondi

    come dimenticare oldboy? ;-)

    del film di Araki ho sentito solo benissimo… voi l’avete visto a venezia, ragazzuoli? confermate?

  15. anonimo
    Posted 28 aprile 2005 at 15:46 | Permalink | Rispondi

    su araki confermo. bellissimo. per quanto riguarda er monnezza
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2005/04_Aprile/27/milian.shtml
    FEDEmc

  16. Posted 28 aprile 2005 at 15:52 | Permalink | Rispondi

    il film di Araki è splendido.

    (Oldboy pure, ma scioccamente lo davo per scontato)

  17. Posted 29 aprile 2005 at 10:18 | Permalink | Rispondi

    oldboy è.

  18. Posted 30 aprile 2005 at 20:38 | Permalink | Rispondi

    ottimo

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