Troppo belli, di Ugo Fabrizio Giordani, 2005

La prima idea per questo post è stata quella di scrivere la storia del film, in maniera dettagliata e precisa. Ma perché tanto sforzo, soprattutto quando la trama è stata puntigliosamente esposta ieri in trasmissione? Quindi userò il blog per delle considerazioni sul film, permettendo, nello stesso tempo, a chi volesse, di ascoltarsi la parte di puntata in cui ho raccontato la trama di Troppo belli cliccando qui (dovete avere Real Player). Sieti pronti? Sieti caadi? Via.

Inutile pensare a Troppo belli come ad un oggetto alieno. Il film esiste: anche se sta incassando meno del previsto, la gente lo va a vedere per tanti motivi. Per dovere, come è capitato a me, per masochismo, come è capitato a Paolo (che ringrazio), per piacere, come sembrava fosse per le ragazzine che entravano nella sala per lo spettacolo successivo al mio.
Troppo facile liquidare il film con "è una schifezza". E’ evidente che lo sia. Chi potrebbe dire il contrario? Non ci vuole un intuito sopraffino per capire, fin dal titolo, che non si può trattare di un capolavoro. Troppo facile inserirlo in un’immediata corrente rivalutazionistica (passatemi il neologismo), o quanto meno è troppo facile farlo ora. Sicuramente succederà tra qualche anno, abbiate fede. Quindi, che cosa ci dà Troppo belli e soprattutto a chi parla?

L’operazione che sta dietro al film (che, ricordiamolo, nasce da un’idea di Maurizio Costanzo) è meno sempliciotta di quanto si creda, a partire dai suoi richiami: è evidente che la presenza dell’immaginario televisivo è ingombrante, ma non si tratta solo dell’immaginario presente, ma anche di quello passato, con dei riferimenti precisi. Nel cast abbiamo Fanny Cadeo, una delle prime veline in assoluto, ma anche Fabio Ferrari, il Chicco Lazzaretti de I ragazzi della terza C. Questi personaggi non possono di certo essere apprezzati dal pubblico televisivo giovane di adesso, quello che si presume vada a vedere il film perché attratto dai protagonisti.
I protagonisti, già. Costantino e Daniele, fondamentalmente, fanno loro stessi. Ed ecco che si introduce nel film un accenno ad un’importante ibridazione, quella con il reality show, o con la sua esplicita spettacolarizzazione, cioè il contesto da cui i due provengono. Viene sottolineato ancora di più quest’aspetto dalla funzione del "coro greco" di ragazzine, che si trovano a discutere del comportamento dei loro idoli, a votare il loro preferito con gli sms, a fotografarli e a spiarli, proprio come il pubblico televisivo. La vita "privata" dei due personaggi è pubblica esattamente come quella dei veri Costantino e Daniele. Una costruzione in abisso, come si dice, che si autoconferma.
Tutto è visibile, in Troppo belli. L’approccio sessuale di una cliente della palestra dove lavora Costantino si consuma in una stanza della palestra stessa, separata dal resto da un’enorme vetrata… trasparente. Un altro approccio sessuale che Costantino subisce, da parte dalla bruttissima moglie di un produttore televisivo, si svolge al riparo da occhi indiscreti in una camera adiacente a quella dove si svolge la festa in cui Costantino lavora come cameriere. Ovviamente si vede tutto, poiché la stanza ha una porta a vetri su cui le silohuettes dei due si stagliano con nettezza. Ovviamente vediamo anche Costantino e Daniele sotto la doccia, ognuno sotto la sua, in montaggio alternato.
Riassumiamo: corpi spiati e che si lasciano prendere passivamente, oggetto del desiderio sfrenato e scopofilo dello spettatore così come dell’attore, spesso non bello. Che cosa ci ricorda? Ma ovviamente la commedia italiana anni ’70, in cui però era il corpo femminile (quello di Gloria Guida, Edwige Fenech, Lilli Carati, eccetera) ad essere spiato e desiderato: anche le modalità di rappresentazione (la doccia) sono le stesse. Un elemento che a volte era presente in quei film era un sotterraneo e mai dichiarato lesbismo. Beh, anche in Troppo belli c’è omosessualità, molto latente, tra i due protagonisti: li vediamo spogliarsi solo quando sono insieme, e il rapporto che hanno è simbiotico (nonostante questo la loro rottura e il successivo riavvicinamento sono risolti in maniera grezza e facilona).
Ma ci sono anche elementi topici e tipici della cultura cinematografica americana (e, per ricalco, italiana) degli anni ’80. Penso soprattutto al personaggio di Michela/Jennifer Poli (magari trovare una foto: nella sezione cast&crew del sito ufficiale del film ci sono solo i link a Costantino e Daniele), la classica "brutta" che basta si tolga il cerchietto e si metta le lenti a contatto per diventare bella e poter, finalmente, dichiarare il suo amor.

L’Italia che emerge dal film, che si considera – probabilmente a ragione – profondamente italiano fin dall’incipit, è desolante. Ragazzi di trent’anni che stanno a casa, coccolati da mamme pronte a sganciare soldi, con figure paterne assenti; ragazzi che inseguono un sogno mentre sorseggiano il cappuccino preparato da mammà. Ma ci sono anche le cose brutte, eh. Il cattivo è cattivo perché si è arricchito non con il lavoro onesto (quello di attore, per esempio?), ma spacciando le pasticche. C’è anche il gay di turno (e a conferma della possibile sottotrama omosessuale, c’è una sparata gaypride che lascia sbalorditi, non tanto per i contenuti, quanto per il modo). I ragazzi incontrano anche l’immigrato, che ovviamente fa lo spazzino e parla come Isaac George, sempre de I ragazzi della terza C. Le cene romantiche si fanno a pizza e vino, la discoteca è vista come una piazza (tanto che viene voglia di rivalutare Fame chimica, per certi versi), ci si sposa e ci si innamora con facilità estrema.
Un’immagine che ricorda quella del nostro paese che veniva data negli anni ’60 dai cosiddetti musicarelli. Anche Troppo belli, come i vari film con Morandi, Renis e Pavone, è stato girato in tempi record, ma è un musicarello senza musica. Rimane, di quel momento dell’exploitation italiana, solo un richiamo alla forma produttiva e basta.

Bastano, quindi, questi richiami a cinematografie popolari degli anni ’60, ’70 e ’80, e della televisione degli anni ’90, a fare di Troppo belli un film degno di nota? Ovviamente no. Sarà un film di cui la gente si scorderà presto? E’ probabile. Ma non pensiamo, per favore, che gli scarsi incassi del film siano un segnale del suo insuccesso. La fetta di pubblico più importante a cui è rivolto, infatti, non va al cinema, ma guarda la televisione. Aspettiamo, quindi, i dati di noleggio e vendita home video, e i passaggi televisivi, sperando che siano bassi. Poi, dimentichiamoci di questo film completamente.

Francesco

30 Comments

  1. Posted 27 aprile 2005 at 12:36 | Permalink | Rispondi

    Io ti ammiro per il coraggio, giuro. Però non puoi – dico, non puoi – scrivere tre cartelle di testo per una spazzatura del genere, chiosando pure con “dimentichiamoci di questo film completamente”: è un invito a nozze a non leggerti! E dire che stavo aspettando la tua recensione da due o tre giorni!

    Una sinossi no? ;-)
    [Ste]

  2. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 13:23 | Permalink | Rispondi

    e invece, grande Fra! tre cartelle e’ il minimo: chiunque sarebbe in grado di spiegare con qualche ispirato epigramma che il film fa schifo. sai che scoperta.
    altro conto è iscrivere il film in una situazione ed in una serie di tendenze e stavolta Tafàno mi convince quasi pienamente.
    quasi perché, ma è giusto per fare polemiche sterili, non mi convince il suggestivo richiamo al musicarello. lì, nei Sessanta, esisteva una struttura semi-industriale di supporto alla creazione del personaggio dello spettacolo, con una produzione in serie ripetitiva ma collaudatissima, assai lontana dall’instant movie.
    qua la strategia mi sembra quella della normalizzazione dei personaggi (che non hanno niente di sovversivo, ma qualcosa di interessante sì, specie Costantino) tramite l’inserimento in una narrazione ultracanonica (romanzo di formazione, amore contrastato etc.).
    p.

  3. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 13:29 | Permalink | Rispondi

    Ti invidio.
    Sto impazzendo perchè non ho ancora visto questo capolavoro.
    Ciao dal FEFF. Giuseppe

  4. Posted 27 aprile 2005 at 14:12 | Permalink | Rispondi

    mmm
    non ho visto il film, quindi non ne dovrei parlare :)
    però nemmeno a me convince il musicarello (più per i motivi di P. per l’isolamento nel panorama produttivo)
    …credo che sia semplicemente un’operazione per sfruttare la popolarità dei personaggi (da quello che ho letto fatta nei modi del reality, come il pubblico è abituato a vederli).
    Vedremo se sarà una meteora o se annualmente uscirà il film sul personaggio reality del momento.
    Più interessante sarebbe individuare il target (o il multitarget), lette le sottotesto tematiche omo…

  5. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 14:27 | Permalink | Rispondi

    francè, sei un mitooo.

  6. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 15:33 | Permalink | Rispondi

    non ho visto il film, ma penso che il richiamo all’ omosessualita dei due protagonisti sia fortemente presente anche in televisione, purtroppo molte persone non riescono a notarlo!
    prima o poi Costantino si dichiarerà…..potrei scommetterci!

  7. Posted 27 aprile 2005 at 19:26 | Permalink | Rispondi

    mi hai fatto venire voglia di vederlo, maledetto.

    ciao dal FEFF anche io. Kekkoz.

  8. Posted 27 aprile 2005 at 19:35 | Permalink | Rispondi

    infatti bravo!
    era facile liquidarlo con due parole.
    invece hai scavato dandoci dei chiari riferimenti.
    sabrina

  9. anonimo
    Posted 27 aprile 2005 at 21:45 | Permalink | Rispondi

    Scusatemi ma mi sfugge qualcosa: se il film è brutto (a quanto ho capito) e nessuno se lo fila (ha incassato poco), che senso ha iscriverlo in una situazione ed in una serie di tendenze? Allora lo si può fare per qualsiasi cosa, anche per Margherita Fumero che nel sublime recente spot di non mi ricordo cosa fa la prof e entra in classe gridando “Enricooooooo”… ma appunto, lo si può fare, ma non afferro il perché – è un’operazione di cui comprendo il senso se la cosa ha un riscontro anche minimo, che so, incassa qualcosa, interessa a qualcuno, requisiti che “troppo belli” non mi sembra soddisfare almeno al momento… non capisco…
    Harald E Mann

  10. Posted 27 aprile 2005 at 21:52 | Permalink | Rispondi

    harald, non ho iscritto il film in alcuna tendenza. ho solo notato dei richiami. e comunque l’ultima frase che ho scritto vuole proprio significare che l'”importanza” del film, a mio parere, non è definibile adesso, ma dopo, quando sarà accessibile attraverso canali usuali per il pubblico a cui è rivolto.

  11. anonimo
    Posted 28 aprile 2005 at 13:05 | Permalink | Rispondi

    Al di là dell’interesse legittimo per il personaggio/fenomeno Costantino, è indicativo osservare come un post su un film di un personaggio tv susciti più commenti di quello su un personaggio cinematografico (il monnezza), nonstante il fatto che il monnezza stia riempiendo le sale e facendo palate di soldi mentre costantino venga smontato venerdì dappertutto (320 copie) per rimanere nella sala 18 di qualche multisala sfortunata.
    E questo denuncia l’immaginario televisivo anche di molti cinefili, purtroppo.
    Perché spernacchiare costantino attore? Ma perché sembriamo tutti credere che capire la TV ci permetta di capire la contemporanietà?
    Al massimo, più che Costantino dobbiamo capire Uomini e Donne da cui lui nasce.
    Sono in parte d’accordo con Harald, solo che entrambi siamo prigionieri del parlare di Costantino.

  12. Posted 28 aprile 2005 at 15:01 | Permalink | Rispondi

    lo spot della Fumero è quello delle suonerie, e in effetti è sublime.

  13. Posted 28 aprile 2005 at 19:51 | Permalink | Rispondi

    questa recensione è un capolavoro.

  14. anonimo
    Posted 30 aprile 2005 at 15:30 | Permalink | Rispondi

    Questa recensione è una cagata pazzesca, come quasi tutte, direi.
    Ma studiare un po’ no? eh?
    Marco

  15. Posted 30 aprile 2005 at 21:02 | Permalink | Rispondi

    c’è qualche film che vi è piaciuto?
    senza parlare delle ultime pellicole(ottime, spassose recensioni per film inguardabili), per farmi un’idea sono andato a guardarmi il post su Sideways, che a me è piaciuto molto, e ho trovato un certo accanimento… capisco che il critico deve scomporre e scomporre e analizzare, ma spesso finisce per demolire quasi costretto da una divisa… dimenticandosi il piacere che si prova a guardare un buon film, che è una delle migliori eredità del ‘900

  16. sestaserasonoqui
    Posted 30 aprile 2005 at 22:42 | Permalink | Rispondi

    I vostri commentatori anonimi sono degli ignoranti pazzeschi. Ma studiare un po’ no eh ?

  17. anonimo
    Posted 1 Maggio 2005 at 13:25 | Permalink | Rispondi

    tony, a me sideways era piaciuto abbastanza. aveva dei difetti e ho tentato di sottolinearli. tutto qui, non mi sembra di essermi messo nessuna divisa. personalmente penso di avere un approccio abbastanza diretto ai film. saluti
    FEDEmc

  18. anonimo
    Posted 2 Maggio 2005 at 16:59 | Permalink | Rispondi

    Interessante come gli insulti in questo blog spesso si riducano a uno “studiate di più”.
    Mancheranno gli ingegneri, ma tra un po’ l’Italia sarà invasa da orde di dotti teorici del cinema.
    m.

  19. Posted 2 Maggio 2005 at 18:16 | Permalink | Rispondi

    [off topic] ah ah, quelli di “studiare di più” sono fantastici, dieci anni fa me li sarei immaginati tutti al Bar Dello Studente (esiste ancora?) a fumare e progettare una nuova rivista e a darvi degli ignoranti. Però dai è figo: passate ancora per dei giovani universitari (faccine sorridenti a caso).
    Règaz, la triste realtà è che io dopo Wes Anderson non me la sono più sentita di entrare in un cinema, convinto che non avrei trovato nulla in questo resto di stagione capace di reggeree il confronto e incantarmi così, e allora preferisco ascoltarlo da voi, il cinema, anche se è sta roba di Costantino che (ci credete?) non ho mai visto in tv. Mettetene un po’ più spesso di ste clip audio, che La Laura giù in Australia apprezza.

  20. Posted 3 Maggio 2005 at 10:31 | Permalink | Rispondi

    chissà quante cose apprezzerà lalaura giù in australia…
    beata allei.

    DT

  21. anonimo
    Posted 3 Maggio 2005 at 14:38 | Permalink | Rispondi

    regaz! il tutto! è tornato! me mi fa troppo ridere…
    Fmc

  22. anonimo
    Posted 3 Maggio 2005 at 14:58 | Permalink | Rispondi

    il tutto = il turro. più che un errore, un’interpretazione.

  23. anonimo
    Posted 4 Maggio 2005 at 13:11 | Permalink | Rispondi

    Violetta ma ‘sta zitta, che se non fosse perché c’hai nemmeno un paio, ma un cotanto bell’occhio, nemmeno ti prendevano a scrivere. Se non ti occupassi di glammore e di gossippo, cola cavolo di farebbero scrive di cinema. Ma poi, tu hai mai scritto di cinema?
    Marco

  24. anonimo
    Posted 4 Maggio 2005 at 13:41 | Permalink | Rispondi

    Marco, ti consiglio di calmarti e dimostrare un po’ più di educazione. Questo blog non è un giardinetto dove puoi andare a fare le tue marachelle da bambino scalmanato. In solo due commenti hai già dimostrato estrema pochezza. Vedi di darti una regolata.
    FEDEmc

  25. anonimo
    Posted 5 Maggio 2005 at 12:53 | Permalink | Rispondi

    Pochezza ci sarai tu!
    Se vuoi moderare la mia pochezza non ti comportare “da poco”, non offendere! Pochezza!!!
    Marco

  26. anonimo
    Posted 5 Maggio 2005 at 14:05 | Permalink | Rispondi

    va beh…
    se ti diverte.
    Fmc

  27. anonimo
    Posted 6 Maggio 2005 at 03:56 | Permalink | Rispondi

    Il ritorno der Pochezza

  28. anonimo
    Posted 6 Maggio 2005 at 08:43 | Permalink | Rispondi

    se si deve stare a vedere come va il film quando passa in televisione è perchè il film E’TELEVISIONE, e secondo me non ci si dovrebbe sentire in dovere di dire delle cose intelligenti solo per non dirne una banale e cioè che il film nn va bene perchè chi conosce costantino e daniele non va al cinema e chi va al cinema non conosce molto bene costa e daniele. se posso vederli gratis a casa mia mentre bevo il caffè dopo pranzo perchè devo scomodarmi ad andare al cinema?credo che questo sia un pò quello che può essere successo.

  29. Posted 8 Maggio 2005 at 13:42 | Permalink | Rispondi

    Marco, se proprio ti punge vaghezza, puoi visitare http://www.officineartistiche.com (nella directory sceneggiatori). i miei estremi sono tutti lì.

  30. Posted 8 Maggio 2005 at 19:44 | Permalink | Rispondi

    ..anche io ne ho parlato un pò nel mio blog. Molto interessante ciò che hai scritto, bravo, ti faccio i complimenti.
    ripasserò presto.
    Manu

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