Crimen Perfecto di Alex de la Iglesia


Prologo: luogo non definito, completamente bianco, di modo che non si vedano nemmeno i contorni della stanza bianco. Dialogo tra venditore scarso e cliente rompipalle. Si scopre che è una lezione per addestrare efficientissimi addetti alle vendite.
Secondo prologo: Rafael, indirizzandosi direttamente allo spettatore con uno sguardo in macchina, lo arringa sulla sua vita piena di successi, su come si deve fare per essere vincenti nella vita, come se fosse un manuale video di auto realizzazione. Una sorta di doppia variazione sullo stesso tema: la lezione di vita sul come essere vincenti.
Ciò che è spiazzante e divertente e che per il resto del film c’è nessun ribaltamento ideologico: anzi la “lezione” viene portata alle sue estreme conseguenze, e in questo processo viene sadicamente messa alla berlina nel suo squallore, nelle sue divertenti conseguenze e nel suo sadico e spiazzante totalitarismo. Lourdes, la brutta, è arrivista e sadica anche più di Rafael, adotta i suoi stessi metodi e i suoi sistemi di valori, anche lei sogna una notte da sogno tra le pareti di un grande magazzino. Pure nel momento topico del piano criminoso di Rafael per il delitto “ferpetto” , l’incendio, viene confermato l’assunto. Rafael dice a Lourdes: “Guardati, sei un cesso. Nessuno vuole vedere un cesso su una Ferrari. Sarai sempre e nient’altro che un cesso”. E subito viene dimostrato nei fatti. Quindi, non si ha una reale opposizione alla tesi, ma solo una quasi pornografica esibizione del suo squallore, che raggiunge la vetta nel trionfo della moda dei clown tristi.
Personalmente, ma qualcuno potrebbe dire esattamente l’opposto, ho amato in particolar modo la prima parte, quella esclusivamente ambientata nel grande magazzino, prima del matrimonio Rafael – Lourdes , a parte per una maggiore incisività di ritmo e di trovate divertenti e crudeli, ma anche perché sbertuccia la nozione di “non-luogo” che ha francamente fracassato le palle, diventando uno stereotipo al pari di “viviamo in un eterno presente” e “oggi il mondo va sempre più veloce”. Quello che mette in scena De La Iglesia non è l’orrido del non luogo, ma l’orrido di vivere come luogo il terzo piano del grande magazzino. Per chiarire, si confronti con The terminal dove le relazioni umane esistono nonostante il luogo, in questo caso le persone e le relazioni sono sordide e meschine indipendentemente dal luogo, che rimane sordido e meschino in autonomia, nonostante l’innegabile fascino perverso del “Pittarello glamour”. Luoghi e persone si riflettono gli uni negli altri, continuando a scendere di livello nel divertente gioco di specchi organizzato dal regista.
Siamo dalle parti del grottesco? Un genere assai difficile da praticare, che spesso scade nell’”imparità” e in intuizioni buone che non hanno seguito, o pessime che ne hanno troppo. In questo caso si riescono a mettere a fuoco elementi azzeccati, per esempio non si limita a mostrare il kitsch (gli abominevoli pagliacci tristi, la collezioni da edicola di oggetti in miniatura – teiere, ditali, navi del ‘600) crogiolandosi nella sua ostensione, come se fosse autosufficiente, ma lo mette in circolo ottenendo ulteriori significati sia sul piano figurativo sia su quello narrativo.

manu

4 Comments

  1. Posted 4 maggio 2005 at 21:03 | Permalink | Rispondi

    ma perchè di de la iglesia in italia fanno uscire un film ogni due?
    muertos de risas e 800 balas NO, crimen perfectoSI.
    Boh!

  2. anonimo
    Posted 5 maggio 2005 at 10:40 | Permalink | Rispondi

    Ed è anche rimasto in sala per un mese, vista la pochezza di quello che c’è in giro (primo in incassi è il resto di magazzino “gioco di donna”).

    Qualcuno ha notizie della distribuzione di “Tropical Malady”?
    m.

  3. Posted 5 maggio 2005 at 11:01 | Permalink | Rispondi

    pienamente d’accordo su una cosa: a un primo tempo ritmato e divertente segue un secondo eccessivo e debole. è un peccato che l’equilibrio nel grottesco sia sempre così fragile, ci sono tantissime buone intuizioni nel film che non anno il giusto seguito…

  4. Posted 6 maggio 2005 at 13:25 | Permalink | Rispondi

    Appello ai blogger cinefili: aiutiamo a diffondere “Come prima” di Mirko Locatelli.

    Un nuovo modo di distrubuire.
    Grazie

    http://mipassaperlatesta.splinder.com/post/4707148

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