Scusate l’entusiasmo.

Mentre noi stiamo qui a parlare di autorialità, focalizzazione, gap cognitivi, sincretismo tra destinante e antisoggetto, in riferimento a Oldboy, che è un bel film, ma che abbiamo visto in 500, fuori, nel mondo del lavoro vivo, c’è Ho sposato un calciatore.
Ora, io credo che questa sia una delle cose più straordinarie partorite dalla televisione italiana negli ultimi 15 anni, un prodotto dispari come prodotto popolare, ma passibile di una lettura cultuale genuina perché inattesa.  Una primarietà di elementi passionali, un discorso sulla famiglia, un ricorso alla figura subdola dell’altro, un mimetismo reciproco, il colpo di scena quasi sovrannaturale, l’agnizione in seguito al trauma, un senso cieco e immanentista del destino: ragazzi, Ho sposato un calciatore sembra un Fassbinder dei poveri di spirito o degli arricchiti.
Urge dibattito. E’ gradito l’uso di categorie ultimamente rispolverate dall’amico Manu, quali Nome del Padre, sutura o Grande Altro.

p.

11 Comments

  1. anonimo
    Posted 13 maggio 2005 at 13:15 | Permalink | Rispondi

    anche io ieri sera me lo sono spizzato un po’. Infatti ora sul frigorifero di casa campeggia la scritta: “c’è solo il calcio… non c’è niente, questo è il problema… è non esistono palloni abbastanza grandi da riempire una vita”. Ai flashback del presidente però ho avuto profondi brividi e pelle d’oca.
    Fmc

  2. Posted 13 maggio 2005 at 13:55 | Permalink | Rispondi

    “Sai come li chiamano quelli così al mio paese? Hijos de puta ! ” (op. cit.)

  3. Posted 13 maggio 2005 at 14:23 | Permalink | Rispondi

    Mi scoccia fare il bastian contrario… OK, questo “Ho sposato un calciatore” è senz’altro bello, ma non sono riuscito a capire il senso della giustapposizione tra uno splendore visivo-formale di serie A, ed elementi tipici e topici della serie B (la violenza estremizzata, i combattimenti). Insomma, secondo me “Ho sposato un calciatore” è un leggero passo indietro rispetto a “Sympathy for Mr.Vengeance”. Ce ne fossero, comunque.

  4. anonimo
    Posted 13 maggio 2005 at 15:02 | Permalink | Rispondi

    il mio collega della scrivania di fronte dice che effettivamente il nome di Fassbinder non è detto a caso.
    Scene di contrasto uomo-donna molto forti.
    Però, essendosi sintonizzato solo ieri e un po’ tardi, vorrebbe capire se c’è modo di vedere altre puntate.

    gaelle

  5. Posted 14 maggio 2005 at 00:18 | Permalink | Rispondi

    allora ditelo che volete farmi incazzare!
    Sono SETTIMANE che io e violetta spingiamo il prodotto di cui sopra su tutti i blog degni di questo nome. E adesso che è finito e che probabilmente – causa bassi ascolti – non tornerà più sul piccolo schermo italiano, tutti vogliono discutere il capolavoro massimalista trasmesso da canale 5!

    “Ma allora guardate, ma allora…”

  6. Posted 14 maggio 2005 at 00:20 | Permalink | Rispondi

    (gli strappano il microfono di mano)

  7. anonimo
    Posted 14 maggio 2005 at 14:46 | Permalink | Rispondi

    Mal, noi di secondavisione siamo come la nottola di Minerva, passiamo a volo radente e amiamo l’ora del crepuscolo.
    p.

  8. Posted 14 maggio 2005 at 17:24 | Permalink | Rispondi

    Dicono tutti così

  9. Posted 15 maggio 2005 at 12:01 | Permalink | Rispondi

    Quella fiction è bellissima, ma è davvero finita? la puntata di giovedì scorso era l’ultima? quindi finisce con il brusco ricordo del presidente e sostanzialmente la ripetizione di un omicidio (fallito)?

  10. Posted 15 maggio 2005 at 19:23 | Permalink | Rispondi

    meravigliosa, una perfetta analisi della famiglia e del calcio. alcuni allenatori hanno manifestato il loro dissenso, hanno detto che non descrive bene l’ambiente. robe da matti. e poi avete visto il sito? da brividi.

  11. Posted 16 maggio 2005 at 13:22 | Permalink | Rispondi

    amici, capisco che siamo tutti scossi, però vi prego di rispondere all’appello del post!
    abbiamo bisogno di chiavi interpretative, di categorie che ci permettano di definire il passaggio dal pubblico al privato, dal maschile al femminile etc. etc.
    non limitiamoci a dire che spacca, che è troppo avanti e cose del genere. lavoriamo! magari il più bravo riesce a farsi pubblicare da Castelvecchi.
    p.

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