STAR WARS III: LA VENDETTA DEI SITH, Geoge Lucas, USA, 2004

Ok, è andata: è finita la più lunga e importante saga della storia del Cinema. Finisce  qualcosa (dato personale inutile) nato contemporanemanente a chi scrive, una saga che poche altre è riuscita a bucare lo schermo cinematografico e a condizionare l’immaginario di ben due genrazioni di spettatori e appassionati. Se ne può scrivere contenendosi ed evitando l’entusiasmo tipico da fan?  Durissimo, ma ci si tenta. Tenteremo di spiegare come mai questo capitolo conclusivo, quest’ultima parte del cerchio, riesce in qualche modo a far dimenticare la delusione provata per gli ultimi due film di Lucas, per quei due goffi prequel alla sacra trilogia che avevano fatto venire più di un dubbio sullo stato di salute del vecchio Lucas. Sicuramente il motivo princpale è, come già detto, che questo La Vendetta Dei Sith è l’ultima parte di un cerchio, di un cerchio enorme. Lucas ha a disposizione ben 5 pellicole e 28 anni di scrittura per far precipitare tutto e farlo tornare ad un punto di partenza. E questo, per chi come lui è sempre stato maggiormente interessato ai Miti, alle fiabe, alle storie semplici e dirette, è un ottimo punto di partenza. Come sempre il numero dei personaggi e delle sottotrame è impressionante, ma in questo caso Lucas riesce a dimostrare decisamente più polso e rigore. E finalmente tutto si concentra, trova un centro gravitazionale preciso nel vero protagonista di tutti e sei i film, nell’unico personaggio non monolitico, in grado di cambiare personalità attraverso i film: Anakin Skywalker, Darth Vader.  Nel suo cedimento verso il Lato Oscuro, nel progressivo deteriorarsi dei suoi rapporti con gli altri personaggi della saga, nel tragico amore con Padme, nei suoi disperati desideri di onnipotenza, nel sua schiavitù nei confronti del senatore Palpatine, nella sua morte e (doppia) rinascita finale, risiede tutta la forza dell’intero progetto, che in questo ultimo tassello può dare finalmente sfogo al lato cupo e oscuro da sempre ingrediente base di Guerre Stellari. Grazie all’intensità di questo materiale narrativo Lucas sembra ritrovare anche un coraggio espositivo, una forza visiva che ci si era quasi dimenticati. Se la prima interminabile sequenza risulta essere perfettamente in linea con le possibilità offerte dal digitale a Lucas, una grandiosa esposizione di effetti speciali per soddisfare l’evidente desiderio del regista di far vedere Yoda fare le capriole e brandire una spada laser o R2-D2 saltare, progressivamente Lucas riprende le briglie della narrazione e contemporanemanente rispolvera effetti semplici che sembrano essere usciti da THX – 138 (vedi il sogno di Anakin sul parto di Padme) e li utilizza unendoli a riferimenti cinematografici (il Frankestein finale o i furti al cinema muto italiano nella storia d’amore tra Anakin e Padme) perfettamente funzionali.  Nonostante tutto questo, dispiace dirlo, non si riesce ad essere ai livelli di quei primi tre incredibili film, ma a questo punto possiamo mettere davanti l’entusiasmo fanciullesco che ci porta  ancora oggi nel 2005, superata da un pezzo l’età della ragione, ad andare al cinema con una spada laser giocattolo in mano, attendere con ansia lo spegnersi delle luci e applaudire come un pazzo alla scritta "Tanto tempo fa in una glassia lontana lontana…"

FEDEmc 

23 Comments

  1. Posted 24 maggio 2005 at 22:14 | Permalink | Rispondi

    Alla luce di ciò ti invito a rivalutare il secondo, soprattutto la battaglia nella fabbrica dei droidi. Poi chiaro, il materiale a disposizione di Lucas nel finale di questo ha di suo un potenziale evocativo (fortunatamente sfruttato coi controfiocchi) che qualsiasi altro film su questa Terra soltanto si sogna…

  2. Posted 24 maggio 2005 at 23:23 | Permalink | Rispondi

    Same Old Sith

  3. Posted 25 maggio 2005 at 02:37 | Permalink | Rispondi

    ^__^

    sono felice.

    Jedi Master Murda

  4. anonimo
    Posted 25 maggio 2005 at 09:13 | Permalink | Rispondi

    Caro Fede,
    metto da parte la comunanza metallica, e ti incalzo con alcune domande e riflessioni: 1) “la più importante saga della storia del cinema”? E’ da vedere: “I Nibelunghi” di Lang per me gli è assai superiore; 2) se anche fosse vero che questo terzo episodio risarcisce la goffaggine degli altri due, non ti sembra imbarazzante che una trilogia abbia ben due (!) episodi buttati via? Non si tratta mica di un allenamento, dove si migliora lentamente e poi si vince la gara. Cribbio, qui Lucas si è bevuto cinque ore di film prima di imbroccarla! 3) Non infierisco su Jar Jar e su tutti le sciocchezze narrative del caso 4) questo terzo episodio mi sembra meglio riuscito ma solo perché – come scrivi – c’è un centro narrativo e un tema molto affascinante: tuttavia, anche questo film è pesantemente penalizzato da Hayden C. e Ewan McG., spaesati in maniera plateale; inoltre il lato faustiano è assai più enunciato che mostrato, la trasformazione di Anakyn è rapida e superficiale; 5) il film sembra uscito dagli anni Ottanta, le battutine dei protagonisti durante le battaglie o le parentesi slapstick dei robottini sono irritanti e un pallido ricordo dell’ironia della prima trilogia; 6) infine, e più in generale (perdona la retorica cinefila): mi sembra che Lucas non abbia più la fame di cinema che aveva una volta. Le citazioni e le raffinatezze che elenchi ci sono, ma tutte posate dentro un congegno ultra-digitale senza vita, asfittico, quadrato; manca veemenza, manca energia, manca la passione mitologica; la regia di Lucas è di sconcertante piattezza (proviamo ad analizzare i duelli laser, o i dialoghi: guarda che se non fosse per la CGI ci si accorgerebbe di uno stile quasi televisivo).
    Insomma, in verità non penso così male di “SW3”, ma non mi sembra il caso di negare la verità, che è una sola: la nuova trilogia di Star Wars ha fallito.
    Roy

  5. Posted 25 maggio 2005 at 16:44 | Permalink | Rispondi

    speravo in qualche riga à la fede sul mascherone di cerone, ma vedo che sei passato alle cose serie.

    come sai, non l’ho visto. dovrò farlo prima o poi, per decidere da che parte stare.
    che dilemma lucassiano.

  6. anonimo
    Posted 25 maggio 2005 at 19:43 | Permalink | Rispondi

    Per roy, vado per punti: 1)I nibelunghi, mea culpa, ero assente quando l’hanno proiettato…
    2) qui siamo d’accordo, la minaccia fantasma e l’attacco dei cloni sono da buttare. A difesa di Lucas mi posso inventare che diversamente della vecchia trilogia, qui non si tenta di fare film funzionati anche singolarmente, ma un lungo film con uno sviluppo e una progressione narrativa sua.
    3) ok, non si può ribattere su jar jar
    4) La trasformazione di Anakin passa attraverso anche l’attacco dei cloni e in questo capitolo ha il suo crollo. può apparire come rapida, in realtà mi sembra abbia una buona progressione. Dopo l’ennesima nefandezza arriva la presa di coscienza che “il sangue innocente sulle mani” porta alla dannazione al lto oscuro. Per quanto riguarda il lato faustiano, mi semra che la promessa di sconfiggere la morte dell’amata destinata a morte sicura (soprattutto se vista in parallelo allo stesso desiderio mostrato da Obi One alla fine nei confronti dl suo maestro) abbia una sua profonda tragicità.
    5) preferisco anche io la seconda parte e il lato più narrativo rispetto alle battaglie con l’innesto di simpatia, ma esattamente come continua a fare le tendine, Lucas inserisce anche le gags slapstick con R2-D2. Che siano fuori tempo massimo non ci piove, ma mi stupirebbe di più non trovarle.
    6) Io la veemenza ce la trovo, ma solo nel momento in cui in parte si rinuncia all’esposizione forzata del digitale, in virtù di un approccio visivo volutamente rivolto al passato (probilmente anche un link con la trilogia esistente girata con gli effetti di allora) vd. sempre il sogno di Anakin del parto di Padme.
    Per kekkoz: Join me on the Paris Hilton side…
    Malevezzo: gran frase
    Fmc

  7. Posted 26 maggio 2005 at 00:56 | Permalink | Rispondi

    “è finita la più lunga e importante saga della storia del Cinema”

    non vedevo l’ora.

  8. anonimo
    Posted 26 maggio 2005 at 12:26 | Permalink | Rispondi

    mi sa che la saga più lunga della storia del cinema è Heimat…anzi, adesso che ci penso, in giappone esiste una saga cinematografica ideata da Yamada Yoji che conta 48 episodi, girati nell’arco di venticinque anni, interrottasi solo alla morte dell’amatissimo protagonista. ruotava attorno ad un vagabondo, ai suoi viaggi ed amori, ma soprattutto ai suoi ciclici ritorni al villaggio natale, dove ritrovava il cast fisso della serie, è invecchiato e morto insieme a lui. MAI VISTO UN EPISODIO, ma mi pare molto interessante.

    quanto alla saga più importante, che mi dici di Il Padrino?
    (io poi citerei anche Once Upon a time in China e Infernal Affairs…ma io sono un po’ tarato…)

    comunque a me era piaciuto anche L’ATTACCO DEI CLONI, divertentissimo (e lì i droidi facevano ancora ridere).
    io mi ricordo fede entusiasta del film, all’epoca. l’hai rivalutato.
    lonchaney

  9. anonimo
    Posted 26 maggio 2005 at 12:27 | Permalink | Rispondi

    mi sa che la saga più lunga della storia del cinema è Heimat…anzi, adesso che ci penso, in giappone esiste una saga cinematografica ideata da Yamada Yoji che conta 48 episodi, girati nell’arco di venticinque anni, interrottasi solo alla morte dell’amatissimo protagonista. ruotava attorno ad un vagabondo, ai suoi viaggi ed amori, ma soprattutto ai suoi ciclici ritorni al villaggio natale, dove ritrovava il cast fisso della serie, invecchiato e morto insieme a lui. MAI VISTO UN EPISODIO, ma mi pare molto interessante.

    quanto alla saga più importante, che mi dici di Il Padrino?
    (io poi citerei anche Once Upon a time in China e Infernal Affairs…ma io sono un po’ tarato…)

    comunque a me era piaciuto anche L’ATTACCO DEI CLONI, divertentissimo (e lì i droidi facevano ancora ridere).
    io mi ricordo fede entusiasta del film, all’epoca. l’hai rivalutato.
    lonchaney

  10. anonimo
    Posted 26 maggio 2005 at 12:48 | Permalink | Rispondi

    ooops, non ho scritto il titolo della saga giapponese, si chiama TORA SAN
    lonchaney

  11. Posted 26 maggio 2005 at 14:08 | Permalink | Rispondi

    Se è un gioco, allora non ci metto becco.
    Ma se non è un gioco, su un Segnocinema dell’anno scorso, a naso direi il numero di marzo-aprile, non è da escludersi però il numero di gennaio-febbraio, di sicuro non il numero di maggio-giugno, c’era uno speciale sulle varie citazioni di Kill Bill, e ce n’erano un bel po’.

  12. Posted 26 maggio 2005 at 14:11 | Permalink | Rispondi

    Ho sbagliato thread.

  13. anonimo
    Posted 26 maggio 2005 at 15:23 | Permalink | Rispondi

    Grazie mille anonimo, vado a controllare.
    manu

  14. Posted 26 maggio 2005 at 16:16 | Permalink | Rispondi

    Vabbè.

  15. Posted 27 maggio 2005 at 14:49 | Permalink | Rispondi

    Va beh, la frase sulla saga era da prendere un po’ con le pinze. Avrei magari dovuto scrivere fantascientifica, poi però qualcuno avrebbe scritto – magari giustamente – alien. Era dettata anche dall’entusiasmo. Non capisco l’accanimento: si tratta comunque di qualcosa in grado di cambiare non solo la fantascienza ma anche, più in generale, l’idea di intrattenimento cinematografico. Hollywood dal 77 in avanti, dopo Lucas e Spielberg ha cambiato faccia e direi che c’è poco da dire. Una serie che, molto di più del Padrino o di Heimat (spero di trovarvi d’accordo, non si tratta solo del valore cinematografico) è riuscita ad uscire dalla sala cinematografica per giungere (vicino) al mondo reale. Comunque… Lon: L’Attacco dei Cloni, verissimo che mi era piaciuto alla sua uscita. Verissimo anche che mi sembra decisamente da rivalutare dopo questo episodio.
    Fmc

  16. anonimo
    Posted 27 maggio 2005 at 20:34 | Permalink | Rispondi

    non è accanimento, è un giochino, mi ha contagiato manu col post di killbill…eppoi lo sai che ogni tanto entro in loop e mi metto a fare il nozionistico didscalico…eheh.

    quanto all’attacco dei cloni, non so se il divario tra l’episodio 2 e tre sia così grande:
    il terzo è per forza di cose drammaturgicamente più forte, ma lucas ricicla un sacco di trovate vincenti del secondo, da yoda che piroetta ai duelli semiileggibili, ridotti al baluginare di lame di luce in primissimo piano

    lonchaney

  17. anonimo
    Posted 27 maggio 2005 at 23:30 | Permalink | Rispondi

    Lon, ma intendevi Infernal Affair (io ho visto solo il primo e non è che mi fossi esaltato…) o Young and Dangerous?
    Di infernal affair ce ne sono 3, giusto?

  18. Posted 28 maggio 2005 at 13:09 | Permalink | Rispondi

    ricordo a tutto il vicinato che sta ancora spulciando tra le carte di questo impiegato del cosmo roboante e del laser che non si usa solo per l’epilazione, che, appunto, l’impiegato sta preparando il settimo episodio.
    le voci sono fondatissime, il gioco sfibrante.
    quello che mi inquieta è anche la dimensione totalmente avariata dell’amore del fan. C’era gente in quel di cannes che urlava come ai (bei) tempi dei beatles (vero dottor Locane?) in attesa di Lucas e al suono spiattellato su tutta la croisette del respiro in stereofonia di Darth Vader, senza che fosse presente nessun Darth Vader. 45 minuti tutti ad ascoltare il mugolio del conte dalle braghe nere: davvero inquietante
    saluti
    DT

  19. anonimo
    Posted 30 maggio 2005 at 17:18 | Permalink | Rispondi

    399 (che si firma una volta sì e 399 volte no, ma lo riconosco lo stesso): YOUNG AND DANGEROUS è una serie pallosetta, sette capitoli tutti uguali…alcuni sono carini, ma niente di epocale.
    gli Infernal Affairs, soprattutto se presi in blocco, sono fenomenali, anche se ogni capitolo ha diversi problemi più o meno gravi
    lonchaney

  20. anonimo
    Posted 1 giugno 2005 at 23:32 | Permalink | Rispondi

    Bello, ma la scena della conversione al lato oscuro un po’ goffa…

    399

  21. anonimo
    Posted 3 giugno 2005 at 16:20 | Permalink | Rispondi

    beh, lucas non brilla per acume psicologico, ma chissenefrega in fondo.
    ieri dei bloggers mi hanno sgridato perchè spocchieggio, d’ora in poi farò una battutaccia becera per ogni citazione stronzamente didascalica che mi scappa
    lonchaney (eheheh)

  22. Posted 4 giugno 2005 at 17:07 | Permalink | Rispondi

    ho notato ora la “GLASSIA lontana lontana” :-) sarà che ora l’ho visto?

  23. anonimo
    Posted 8 giugno 2005 at 18:18 | Permalink | Rispondi

    glassia glassia, e via col lissio (in bolognese)

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