INSIDE GOLA PROFONDA, Fenton Bailey & Randy Barbato, USA, 2005

Documentario della HBO sul film pornografico più famoso della storia del cinema, il primo ad essere uscito nelle sale e, a causa o per merito dei suoi famosi problemi legali, capace di sollevare interessanti discussioni sull’idea d’intrattenimento e sullo spettacolo cinematografico in genrale. Bailey e Barbato partono dalla storia realizzazione del film, raccontano i cambiamenti nella vita del regista e dei due protagonisti dopo l’uscita del film, per poi tentare di raccontare qualcosa in più su un paese che ha partorito, ma contemporaneamente tentato di boicottare, un film del genere. 92 minuti piacevoli e divertenti, anche se spesso si finisce nel morboso e nell’aneddotico facile facile. Inutile negare la stratura tragica dei personaggi in questione – Gerard Damiano: l’ex parruchiere padre di famiglia e sciupafemmine che, con i soldi ricavati dalla vendita di un casco per permanenti, si scopre regista di film hard. Linda Lovelace: la ragazza di buona famiglia portata sul set dal ragazzo ipnotista (e dal bulbo improponibile) inizialmente icona della liberazione sessuale, successivamente forte oppositrice del porno. Harry Reems: l’attore capro espiatorio della crociata contro l’immoralità delle pellicole a luci rosse, il Malaussene alcoolista ora fervente cattolico – ma le parti interessanti del documentario sembrano essere altre. Lo scopo principale, quello con cui la pellicola in questione è probabilmente stata pensata, è quella di documentare l’impatto di un film pornografico fruibile liberamamente da tutti sul pubblico, sul cinema e sull’industria in generale. Di cosa stiamo parlando? Siamo di fronte a un facile attacco frontale al bigottismo americano o a una discussione più profonda sull’idea di censura e di creazione di un immaginario "proibito"? Gola Profonda ha spostato quello che possiamo o non possiamo vedere al cinema? Chi lo decide? Secono quali canoni? (problema immutato per noi, alle prese ancora oggi sulla questione. Vedi il caso Theo van Gogh) Oltre alla già citata parte sui protagonisti e questo nodo centrale evidentmente fin troppo ampio da trattare in un ora e mezza, attraverso interviste e filmati d’epoca, il film solleva interessanti questioni (quasi sempre solo enunciate e mai portate avanti) su cui vale la pena riflettere: quanto ha influito l’interessamento economico della malavita al successo del film? Che ne è stato dell’idea romantica e "innocente" di Damiano di un cinema capace di mescolare la fiction e il porno? Gola Profonda,  con la sua trama, è colpevole di aver trasformato un tentativo di rappresentare "le meraviglie del sesso" un prodotto inevitabilmente maschilista? Come si è evoluta l’industria del porno? Cosa rimane o cosa muove  oggi questi simil mostri di Megalomen che ignorano anche l’esistenza del film Gola Profonda? Gli spunti non mancano, l’idea però è che ci sia voluti concentrare troppo sugli aspetti scandalistici della questione e si sia passati con troppa leggerezza sul mondo del porno in generale. Impagabili: Wes Craven imbarazzato che ammette di esser passato dai film a luci rosse per esordire nel cinema, le facce assurde della troupe originale del film, la moglie arpia dell’allora distributore del film. In originale la voce narrante è di Dennis Hopper. La versione italiana, ovviamente, se ne sbatte e doppia il tutto. Visto che alla mia proiezione c’erano in tutto cinque uomini in impermeabile e occhiali da sole seduti in ultima fila: oltre a una breve dimostrazione della particolare abilità di Linda Lovelace, non c’è niente di pornografico.

FEDEmc

One Comment

  1. Posted 21 giugno 2005 at 01:52 | Permalink | Rispondi

    … e io che pensavo fosse un documentario sullo scandalo del watergate …

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