My Summer of Love di Pawel Pawlikowsky
 
Ammetto che volevo stroncare il film, a priori per la sua colpevole appartenenza al genere lesbo chic, uno di quegli stereotipi in cui il cinema d’autore contemporaneo, qualsiasi cosa voglia dire, va a morire di inedia. Per capirci, negli anni si sono succeduti, e tuttora imperversano “zingari che ballano, devono slivovice, e sparano per aria”, “piccole storie di piccole persone che si incrociano per caso”, “erotismo e filosofia spicciola, in genere con qualche elemento francese” (suggerimento del dott. p.), “elogio della canna e della vita sregolata di Casalpusterlengo o consimili”.
Ma questo è un altro discorso.
Altro motivo per una stroncatura a semi priori è che al primo scambio di battute del film “Come ti chiami?”, “Mona”, ho pensato: “Se salta fuori anche un Lisa esco dalla sala”. Il Lisa esce subito, ma alla fine non me ne sono andato, per stoica tirchieria.
Alla fine, non ci sono argomenti convincenti per supportare una stroncatura, anche se a qualcuno non è piaciuto per nulla con condivisibili critiche al doppiaggio, anzi. Innanzitutto il riferimento al genere, o per essere più precisi al filone. In realtà in My summer of love si trova una critica “di classe” rivolta al genere”. La bellissima Tamsin è presentato come un personaggio privo di fascino, o meglio con u fascino che è solo per Mona, e che deriva interamente dalla sua posizione di classe e di sangue: sono piatti e vacui i discorsi con cui gioca e seduce Mona, i riferimenti imbarazzantemente superficiali a Nietzsche (“Lo conosci? Sai cosa diceva, che “Dio è morto”, fico eh, ed è proprio vero”), gli aneddoti sparsi su Edith Piaf, il tempo passato stravaccata su un divano a spiluccare acini d’uva e a sorseggiare “un buon vino”. Non c’è reale fascino, è tutto un gioco disinteressato, a una giusta distanza estetica per poter ammirare quello che si fa della vita. E come la sua estate è una parentesi, tutto quello che fa è un gioco di incastri di parentesi che non hanno nessuna influenza sul suo reale destino, che le appartiene per nascita e per sangue.
La narrazione le oppone Mona, che cade nella sua rete, anche se forse è eccessivo parlare di rete perché forse si presupporrebbe una consapevolezza strategica, che non c’è in Tamsin. Cade nella rete perché per lei questa cose hanno un senso profondo, per lei “Dio è morto” ha un senso, massimamente denotativo e filosoficamente scorretto quanto si vuole, perché ha a che fare con un fratello che costruisce croci di metallo grando come un albero organizza processioni per colocarle sulle colline circostanti, perché crede che lei sia posseduta dal diavolo. Inoltre, per Mona l’arte è un modo esistenziale primario, un esigenza vitale, e non qualcosa da contemplare ludicamente a una distanza. Il film si regge quindi su un’opposizione primarai quanto si vuole, a che funziona non solo a livello di lotta di classe, ma anche a livello metacinematografico, contestando trattamenti estetizzanti e bolsi delle relazioni sentimanetali e sessuali, in questo caso omosessuali.
A livello poetico e politico funziona, a livello narrativo e registico un po’ meno. Le avventure estive a volte sono un po’ stereotipe, a volte la loro rappresentazione manca di fascino, come se la tesi (anche se My Summer of Love è lontanissimo dall’essere un film a tesi) impedisca un pieno svolgimento della passione, e il coinvolgimento dello sguardo del regista, che ostenta un’estetica “povera”.
 

manu

22 Comments

  1. anonimo
    Posted 24 giugno 2005 at 12:30 | Permalink | Rispondi

    Ma batman?

  2. anonimo
    Posted 24 giugno 2005 at 12:37 | Permalink | Rispondi

    Io non lo visto.
    fede scrivi ‘sto post, eccheccacchio.
    m.

  3. Posted 24 giugno 2005 at 13:03 | Permalink | Rispondi

    “io non lo visto”??

    beh, non è che non mi sia piaciuto solo per il doppiaggio… comunque vedo con soddisfazione che non ne sei uscito proprio pazzo. almeno.

    quanti “Mona”.
    all’attrice, ben si addice.

  4. anonimo
    Posted 24 giugno 2005 at 13:33 | Permalink | Rispondi

    Non è una crisi grammaticale totale, ma un grosso refuso.
    Comprendo le tue critiche, ma non le condivido. O meglio, solo in parte: regia un poco sciatta, doppiaggio orrido.
    Non mi ha appassionato, ma ripensandoci mi ha convinto.
    m.

  5. Posted 24 giugno 2005 at 16:03 | Permalink | Rispondi

    Batman e Danny the Dog entro il weekend altrimenti vengo qua e mi autolinko come il più sfigato degli aspiranti blogstar

  6. anonimo
    Posted 24 giugno 2005 at 17:00 | Permalink | Rispondi

    Ho letto solo recensione e trama di “My summer of love” firmata Peter Bradshaw- the Guardian tradotta su Internazionale.
    Ho avuto la netta impressione che il film fosse molto simile a “Amori in corso” di Giuseppe Bertolucci (1989).
    Ora vedrò se a Bologna c’è una sala dove lo proiettano per sincerarmene…. qualcuno di voi li ha visti entrambi?
    Ciao è#

  7. anonimo
    Posted 24 giugno 2005 at 17:23 | Permalink | Rispondi

    Mi dispiace, ma non ho visto il film di Bertolucci di cui parli. Quindi, non posso aiutarti.
    m.

  8. Posted 24 giugno 2005 at 18:28 | Permalink | Rispondi

    io l’ho visto a lezione con bertolucci himself.
    da quel che ricordo non c’entra una fava.

  9. anonimo
    Posted 28 giugno 2005 at 10:18 | Permalink | Rispondi

    Bella la recensione su Batman!

  10. Posted 30 giugno 2005 at 12:06 | Permalink | Rispondi

    se è un film del cazzo ditelo chiaramente…
    ieri, programmaticamente, ne ho visto uno: si chiama “uncut” è un film dove il cazzettino è simpatico e si mescola al thriller e al pecoreccio.

  11. anonimo
    Posted 1 luglio 2005 at 08:29 | Permalink | Rispondi

    complimenti per la recensione su Batman begins! :P

  12. anonimo
    Posted 1 luglio 2005 at 10:38 | Permalink | Rispondi

    Ci dispiace, ma il problema è la mancanza di tempo. Il film è piaciuto a tutti noi – come altri su cui vorremmo straparlare: dogtown and z-boys, la guerra dei mondi, ecc – ma serve del tempo per sedersi e scrivere. Visto che il post su Batman è così richiesto, tenteremo di recuperare al più presto, anche se non promettiamo nienten (nel frattempo leggete quello di Valido che ne sa). Questa sera dovremmo pubblicare le nomination per il gran galà. Saluti a tutti.
    LaRedazione

  13. Posted 1 luglio 2005 at 11:04 | Permalink | Rispondi

    Mitico, sono stato sdoganato!!Valido

  14. anonimo
    Posted 1 luglio 2005 at 12:13 | Permalink | Rispondi

    sai che ti stimo, balordo. con te verrei a vedere anche, che so, gli slayer e i maiden… anche perchè mi hanno detto che scrivi su metal maniac.

  15. Posted 1 luglio 2005 at 16:20 | Permalink | Rispondi

    Breaking news: stasera uno di voi accompagnerà la risposta sud-milanese a Driù Bàrimur a vedere il quinto Batman.

  16. anonimo
    Posted 1 luglio 2005 at 16:48 | Permalink | Rispondi

    Ma nemmeno lui scriverà su questo blog, ormai abbandonato a se stesso.
    m.

  17. Posted 1 luglio 2005 at 17:35 | Permalink | Rispondi

    Eh, no, cicciobello. Molla le nacchere e attaccati alla tastiera.

  18. Posted 1 luglio 2005 at 23:08 | Permalink | Rispondi

    ho letto bene, vi è piaciuto la guerra dei mondi? mi aspettavo un’enorme stroncatura. [nb: a me piacque]. attendo con ansia qualche riga.

  19. Posted 2 luglio 2005 at 10:25 | Permalink | Rispondi

    Tanto per non anticipare nulla: ieri sera alla prima (*prima*) entrata in scena di Katie Holmes io e il dott. Manu ci siamo dati una manata a palmo aperto sulla ronte in simultanea senza esserci messi d’accordo prima.

  20. anonimo
    Posted 4 luglio 2005 at 10:01 | Permalink | Rispondi

    La guerra dei mondi è una cacatona colossale, per essere fini e tecnici.
    manu

  21. Posted 13 luglio 2005 at 11:52 | Permalink | Rispondi

    Da queste parti (doppiaggio a parte) My Summer of Love è piaciuto (segue post antropologico sulle reazioni delle numerose minorenni in platea)

    Violetta

  22. anonimo
    Posted 13 luglio 2005 at 12:22 | Permalink | Rispondi

    Si aspetta il post antropologico. Riassumendo, è piaciuto anche qua, nonostante i pregiudizi pre-visione.
    manu

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