Cinema d’estate
 
Apriamo un dibattito su cosa vale la pena vedere in sala in questo periodo, rovistando tra le diverse accezioni di fondo di magazzino (film americani per il mercato bulgaro, film attesissimi da nicchie di persone più o meno illuminate, italiani sfortunati).
Un consiglio è Dogtown and Z Boys di Stacy Peralta, che rientra nel caso “ma distribuirlo perché 4 anni dopo?”, se non per un malinteso concetto di traino con la narrativizzazione di Lords of Dogtown, se non sbaglio in uscita domani.
Bel documentario, pieno di energia e di voglia di raccontare. Primo elemento interessante: tutti coloro che facevano parte della squadra sono tuttora coinvolti pienamente in quello che hanno fatto, non un passo indietro, non un ripensamento, abbracciano ancora quello che hanno fatto, una rivoluzione. Due: il discorso, dominante all’inizio, dell’uso dello spazio urbano. Il quartiere disagiato, le scuole con il retro in cemento, le piscine vuote e come sono stati trasformati in palcoscenici, trasportando la filosofia del surf sulla terraferma. Lascia comunque con la voglia di saperne di più. Non vuole essere una critica per il non detto, ma un elogio per l’interesse che riesce a creare su un argomento che, per lo scrivente, non mostrava tanto interesse, se non per la vitalità espressa.
Non sono quindi parti mancanti del film, che cerca di porre la concentrazione soprattutto sul gesto dello skate, ma qualcosa che riesce a farlo emergere da una ristretta cerchia di interessati. Rimangono la curiosità per le relazioni personali tra queste persone, i rapporti, se c’erano, con altre forme di cultura (musica per esempio), e come è stato veramente vissuto io momento di prevedibile conflitto quando tutti loro sono stati assunti da diversi sponsor, e quindi quando il denaro ha trasformato quello che era uno stile di vita personale in uno mediatizzato.
Forse il film approfondirà qualcuno di questi aspetti, tiro a indovinare e dico le relazioni personali. 

Una questione: perché doppiare il narratore, cioé Sean Penn?
 

manu

7 Comments

  1. Posted 15 luglio 2005 at 11:22 | Permalink | Rispondi

    Al solito; scrivi un pezzo argomentato e non commenta nessuno. Fprse con un’analisi comparativa di Lords of Dogtown …

    (Vio)

  2. anonimo
    Posted 15 luglio 2005 at 12:14 | Permalink | Rispondi

    Mah, non è neanche tanto argomentato. E’ che stanno tutti a pensare alle ferie, mica al cinema.
    E pensare che non ci sono più nenache le mezze stagioni, ahimé.
    m.

  3. Posted 17 luglio 2005 at 19:09 | Permalink | Rispondi

    consiglio di andare a vedere il bellissimo “la sposa siriana” e l’interessante “dear frankie”

  4. Posted 18 luglio 2005 at 11:12 | Permalink | Rispondi

    Quando è uscito Dear Frankie ? E dove ?

  5. Posted 18 luglio 2005 at 12:07 | Permalink | Rispondi

    OT: a forza di tirar fuori fondi di magazzino sono arrivati a Buffalo Soldiers (2001, visto al Mifed) e Perdita Durango (1997, idem).

    questa cosa mi sta facendo venire un magone tremendo.

  6. Posted 18 luglio 2005 at 18:04 | Permalink | Rispondi

    Se diciamo che Old Boy non vale perchè è del 2004 vi avverto subito che il film dell’anno è “La terra dei morti viventi”, alla facciaccia degli scarti estiviValido

  7. Posted 19 luglio 2005 at 10:18 | Permalink | Rispondi

    Valido, i titolari del blog saranno senz’altro d’accordo con te, io no.

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