Anche se la Mostra si è chiusa, continuiamo con i pochi film su cui ci rimane da scrivere…

FUORI CONCORSO – Viva Zapatero!, Sabina Guzzanti, Italia

Durante il Festival si sono rincorse le voci su quale dovesse essere il secondo film a sorpresa del programma. Si era parlato di Tsukamoto, e invece ecco arrivare il nuovo film di Sabina Guzzanti. Detto così, sembra brutto, mi rendo conto. Ma insomma, la Guzzanti sceglie di girare un documentario a proposito di quello che è successo con la questione RAIot, ricordate, il programma sospeso. Per fare questo, non si limita ad intervistare politici, giornalisti e altri personaggi che allora presero posizione sul caso. Sabina esce dal nostro paese e vede che cos’è la televisione satirica in Olanda, Francia e Gran Bretagna. Proprio in quest’ultimo paese incontra il sosia di Blair e fa con lui una finta conferenza stampa congiunta, travestita da Berlusconi. Mano a mano che la farsa lascia il posto alle riflessioni serie e preoccupate sullo stato della libertà d’espressione in Italia, i due comici si staccano dal volto e dalla testa le protesi che li fanno somigliare ai due politici, la loro voce torna normale, normalmente tesa, vista la situazione.
Barricadero a partire dal (brutto) titolo, di parte, certamente, il film è stato accolto con venti minuti di applausi ed è stato interrotto innumerevoli volte da altre espressioni di giubilo o insofferenza, a seconda. Difficile dire che si tratti di "unbelfilm", ma sicuramente è un film necessario, sperando che, dopo le immagini, le indignazioni, gli applausi, si inizi a fare qualcosa prima che sia troppo tardi.
Una nota finale: il film dovrebbe uscire per Lucky Red venerdì prossimo. Dopo la proiezione più di qualcuno si è avvicinato ad Andrea Occhipinti e lo ha incoraggiato.
Andate a vederlo.

ORIZZONTI – Veruschka-(m)ein inszenierter Körper, Paul Morrissey, Bernd Böhm, Germania

Vera von Lehndorff è stata la prima modella a raggiungere la fama internazionale, e ad aprire la strada, con largo anticipo, al fenomeno "top model" degli anni ’80 e ’90. Il caro vecchio Morrissey, insieme a Böhm, ripercorre la vita di Vera, dall’infanzia, passando alla sua trasformazione in Veruschka, la modella, la donna, la star del cinema, e arrivando ai giorni nostri e alle sue ricerche nel campo della fotografia.
Il ritratto che emerge dal film è quello di una persona che, senza arrivare agli eccessi spesso inutili della body art, è riuscita a fare del suo corpo, ma prima ancora della sua persona, del materiale duttile e malleabile a fini artistici o, comunque, comunicativi. Dopo un’infanzia segnata dall’uccisione per tradimento del regime nazista del padre, e una passione immediata per le arti figurative, Veruschka pare che abbia (avuto) le idee molto chiare su cosa avrebbe potuto e dovuto fare, e dimostra una sensibilità notevole nel capire i mutamenti nell’ambiente in cui lavora. Certo, forse per pudore, ma sospetto per un rigido controllo che la modella tedesca ha posto sul documentario, si vede raramente un "altro" lato di Vera: le sue crisi depressive vengono raccontate in un attimo, così come il suo passaggio al cinema. Ci si sofferma molto di più sul contatto che la donna ha avuto con i grandi dell’arte contemporanea, da Dalì a Newton. Non è un documentario imprescindibile, ma permette di conoscere altri lati di quella che è stata sicuramente una delle icone del secolo scorso.

Francesco

3 Comments

  1. Posted 11 settembre 2005 at 15:16 | Permalink | Rispondi

    “andate a vederlo” un po’ come fahrenheit 9/11 che pur essendo un film mediocre era “da vedere”? o si è fatto di meglio?

  2. Posted 11 settembre 2005 at 15:49 | Permalink | Rispondi

    secondo me è meglio.

  3. anonimo
    Posted 12 settembre 2005 at 11:14 | Permalink | Rispondi

    fahrenheit è un obbrobrio immorale.
    lonchaney

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