Seven Swords, Tsui Hark, Hong Kong, 2005

Gli adepti del cinema di Hong Kong non hanno bisogno di presentazioni, al nome di Tsui Hark. Agli altri, visto che conosco sì e no un quarto dei film diretti da Tsui, posso solo consigliare di fare un giro su Google per farsi un’idea di chi sia questo uomo di cinema totale, di origine vietnamita, ma hongkonghese d’adozione. Passo quindi direttamente al film.
Trama meno complicata di altri film di cappa e spada cinesi: sette spade sovrannaturali finiscono nelle mani di sette giusti, che hanno il compito di proteggere un villaggio dalle soldataglie di Vento di Fuoco, una specie di bounty killer che sfrutta nel modo più becero un editto imperiale di condanna a coloro che praticano le arti marziali. Le spade fanno il loro dovere, gli uomini un po’ meno.
Dalle prime sequenze pare chiaro che Tsui torna a certe atmosfere cupe e bestiali dello straordinario The Blade (1995). Colori lividi, cattivi privi di fascino, macchina che spesso dà l’impressione di essere troppo vicina. Il nostro amico C., che qui ama firmarsi lonchaney, ha scritto non senza motivo, che il film manca di stupore. Mancano quei passaggi repentini di registro (comico, scurrile, sentimentale, tragico) che si trovavano in film sicuramente più avvincenti, vedi i primi due capitoli della saga Once Upon in Time in China o la incredibile commedia rosa Love in the Time of Twilight (1995). O, per meglio dire, le parziali derive rispetto alla rotta principale (avventurosa) seguita dal film non incidono più di tanto, finendo per sembrare parentesi estemporanee e poco altro (come l’episodio del cavallo che torna indietro). Il film, insomma, nel complesso sembra meno astratto e più ossequioso alle convenzioni del genere di altri film dello stesso Tsui.

Detto questo, andiamo con un po’ di ipotesi. Prima questione: Seven Swords è girato con un occhio rivolto ad Occidente, non c’è dubbio, e la sostanziale uniformità di toni lo testimonia. Se lo consideriamo un film di compromesso tra moduli spettacolari cinesi ed esigenze del pubblico occidentale, il tentativo è molto più onesto e molto più riuscito dei vari Ang Lee e Zhang Yimou, condotto con rispetto del genere e senza indulgenze al folkloristico (saggezza orientale in primis). Seconda questione: una volta che Tsui "asciuga" l’articolazione narrativa del film, paradossalmente ne esce un prodotto meno action movie di altri. Se in The Blade, piuttosto che inquadrare il momento culminante dell’azione, Tsui si spostava sulle premesse e sulla preparazione del gesto, qui a volte si ha l’impressione che in primo piano ci siano i possibili punti di fuga dell’azione, gli spazi in cui si potrà spostare o sviluppare ciò che i protagonisti stanno facendo. Molte scene di combattimento e di dialogo, soprattutto nella parte centrale, sono più suggerite, sbozzate o accennate, che effettivamente mostrate fino in fondo e con continuità: penso in particolare alla scena (splendida) della morte della guerriera dark. Ne viene fuori, per buona parte, un film di tensioni e di frustrazioni visive, anziché di eventi e di caratteri, ma il progetto (ammesso che ci sia e che non si tratti solo di un mio tentativo di "salvarlo"…) non è condotto alle estreme conseguenze. La tensione lascia via via il posto alla descrizione (penso in particolare ai luoghi: la caverna, il palazzo) e il finale sembra debitore di un virtuosismo che stupiva in Once Upon in Time in China (1991), ma che era gia stato spazzato via in The Blade.

p.

7 Comments

  1. anonimo
    Posted 15 settembre 2005 at 19:42 | Permalink | Rispondi

    …sto seriamente pensando di rivalutare La Tigre e il dragone, se non altro quello aveva scarti di tono repentini e accensioni visionarie qua e là.

    nessuno mi toglie dalla testa, comunque, che tra il furore futurista di The Blade e il caos visivo
    incontrollato di seven swords ci sia un abisso… uno segue un progetto teorico coerente e rivoluzionario, l’altro è solo casino, in più di una sequenza.

    gli appassionati si sono schierati tutti a testuggine in difesa del film in nome di non so quale religione, dando dell’incompetente a chiunque osasse stroncarlo (effettivamente, se ne sono lette di incredibili).
    la vetta assoluta è la rece di silvestri sul manifesto, un delirio da fanatico integralista che lascia basiti.

    almeno pezzotta non gradisce, per fortuna…
    http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/vivimilano/2005/09/14/cinema/36_CINEMA.shtml

    lonchaney

  2. Posted 16 settembre 2005 at 12:15 | Permalink | Rispondi

    Non concordo sul giudizio su Ang Lee e Zhang Yimou, ho trovato i loro wuxia visionari ed estetizzanti, molto più coinvolgenti ed appaganti. Benchè Seven Swords non mi sia affatto dispiaciuto.

  3. anonimo
    Posted 16 settembre 2005 at 12:51 | Permalink | Rispondi

    The Blade non lo rivede da tantissimo, però mi pare di ricordare che nelle sequenze d’azione la mdp inquadrava più spesso gli effetti dei combattimenti sull’ambiente circostante piuttosto che il fulcro del combattimento.

  4. anonimo
    Posted 16 settembre 2005 at 12:56 | Permalink | Rispondi

    THE BLADE fu paragonato ad un frattale, perchè spesso il montaggio era talmente vorticoso e le inquadrature talmente ravvicinate o decentrate che spesso si aveva solo l’impressione del combattimento, ma non lo si vedeva
    lonchaney

  5. anonimo
    Posted 16 settembre 2005 at 12:57 | Permalink | Rispondi

    sì anonimo, direi che ho scritto una cosa incompleta… la macchina faceva avanti e indietro tra premesse ed effetti, di sicuro non restava mai centrata.
    p.

  6. Posted 17 settembre 2005 at 15:57 | Permalink | Rispondi

    a me è piaciuto molto. ma forse qualche problemino di bilanciamento il film ce l’ha. ho avuto l’impressione che in certe scene mancasse qualcosa, che fosse stato mozzato un po’ il loro respiro.
    chissà, magari in un’edizione director’s cut i dubbi svaniranno.

  7. Posted 19 settembre 2005 at 01:19 | Permalink | Rispondi

    riguardo alle scene sbozzate…avevo sentito dire in giro che la versione per dvd sarà di 4 ore e mezza…. magari li non saranno sbozzate….magari sarà solo una noia mortale…
    cmq nemmeno a me il film è dispiaciuto.

    murdamoviez

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