LA TIGRE E LA NEVE, Roberto Benigni, ITA, 2005

Un tempo Roberto Beningni ci faceva ridere. Senza scomodare il Papocchio o Berlinguer Ti Voglio Bene, anche quando ha cominciato a realizzare dei filmetti dichiaratamente medi come Johnny Stecchino o Il Mostro, si rimaneva affascinati dalla sua comicità folle, incontenibile, una carica eversiva tale da sfuggire continuamente a qualsiasi tipo di controllo e divenire corporea. Gli si perdonava facilonerie o banalità, godendosi questa enorme libertà comica in Italia da anni assolutamente inedita (si potrebbe tornare indietro a qualche caratterista dei film comici anni ’70 per trovarne un corrispettivo). Con La Vita è Bella era riuscito a unire la sua carica comica con una storia commovente nella quale si mriusciva a rileggere l’olocausto attraverso il gioco, facendosi beffe (per amore) della Storia ma pagandone fino in fondo le consequenze. Insieme il capolavoro e la condanna di Benigni regista: dopo il flop di Pinocchio (un passo falso difeso veramente da pochissimi) quindi perchè non tornare a trattare con delicato e poetico umorismo una storia tragica? La Tigre e La Neve ci porta in Iraq al tempo dello scoppio della guerra e, parlando sottotraccia di poesia, ci racconta dell’ulteriore storia d’amore tra Benigni e la Braschi. Niente da fare: il film è deludente sotto ogni punto di vista. Se ne La Vita è Bella si riusciva a farsi beffe dell’Olocausto era anche per una necessaria distanza storica e culturale con quello che si voleva raccontare. Pur ambientando il film nel 2003, La Tigre e La Neve parla di qualcosa ancora troppo vicino ai nostri occhi per non andare incontro a critiche. Insomma, concretizzando con un esempio: si può mostrare qualcuno che scorrazza con un motorino per tutto l’Iraq con ancora ben viva nella memoria la liberazione della Sgrena e la morte dell’agente Calipari? Andando oltre: la reazione all’orrore di Benigni ne La Vita è Bella era tanto più forte quanto la sensazione di pericolo, quanto il rischio di morte era palpabile e reale per tutti quelli all’interno del campo di concentramento. Qui il pericolo, il caso si fa personale (la vita dell’amata) rischiando di oscurare o dare l’impressione di prendere sottogamba il quadro generale. Politicamente indeciso se affondare il colpo o meno, Beningni si limita a spargere il film di banfìdiere della pace e di comparse delle più svariate etnie ma poi, un colpo al cerchio e uno alla botte, ci presenta un Iraq popolato da iraqueni saggi e burberi e militari americani nervosetti ma buoni. Insomma i problemi principali sono nella scelta dell’ambientazione e della storia, ma non sono i soli. Cerami sembra scrivere con la mano sinistra una sceneggiatura schematicamente di una semplicità disarmante, ricalcate sul modello da lui stesso presentato nel Libro Consigli Per Un Giovane Scrittore (metonimie ogni due minuti) e con incongruenze enormi e inaccettabili anche filtrando il tutto con la leggerezza che evidentemente si richiede allo spettatore. La comicità di Benigni supera quel limite corporeo per diventare isterismo senza senso e la volontà di elevare il tutto a livello poetico, inserendo in sceneggiatura due rime baciate, la faccia di Borges e un impacciato Jean Renò nella parte del miglior poeta iraqueno, non solo è inefficace ma è anche scorretta e fastidiosa. Insomma una delusione sotto ogni punto di vista. Resta un mistero come con il meglio dei tecnici in Italia Benigni non abbia mai, mai un respiro visivo cinematografico (vedi la sequenza onirica iniziale). Meglio tacere sul cameo di Tom Waits e sulla musica di Piovani.  L’amico Kekkoz nel suo post, giustamente segnala anche la bruttezza della locandina. Come non essere d’accordo?

FEDEmc

12 Comments

  1. Posted 26 ottobre 2005 at 20:10 | Permalink | Rispondi

    tutto vero, ho scritto cose simili e sono completamente d’accordo con te.

    (tra l’altro nei commenti del mio blog si sono scannati perché ho dichiarato di voler bene a La vità e bella, se vuoi passa a dare un’occhio)

  2. anonimo
    Posted 26 ottobre 2005 at 21:52 | Permalink | Rispondi

    ma ieri non siete andati in onda? Nell’archivio audio c’è il file, ma non è della trasmissione…

  3. anonimo
    Posted 26 ottobre 2005 at 21:56 | Permalink | Rispondi

    Kekkoz: fatto. mi sono buttato anche io nella polemica.

    Anonimo: solo ieri ci hanno comunicato (alle 16,30) che non saremmo andati in onda per un microfono aperto su cofferati in nazionale. tra poco dall’archivio audio verrà tolto quel file. anche martedì prossimo, signora mia, saltermo che è vacanza… che palle.
    FEDEmc

  4. Posted 27 ottobre 2005 at 01:03 | Permalink | Rispondi

    ma lo spelling “Beningni” è voluto?

  5. Posted 27 ottobre 2005 at 14:33 | Permalink | Rispondi

    dovrei aver corretto. chiedo venia ma sono particolarmente distratto.

  6. anonimo
    Posted 28 ottobre 2005 at 16:41 | Permalink | Rispondi

    benigni non ho voglia di vederlo, in compenso ho trovato nuove citazioni in Kill Bill, e ho scritto un altro post inutile nel topic vecchio di manu.
    http://secondavisione.splinder.com/home?from=40

    domani, domenica e lunedì sono a Lucca comics. chi viene? c’è almeno il secondavisionario autoctono?

    lonchaney

  7. Posted 1 novembre 2005 at 23:21 | Permalink | Rispondi

    Non mi ritrovo molto nel tuo giudizio, il film non è un capolavoro, senza infami e senza lode direi, si guarda dall’inizio alla fine (prevedibile), ma tutto sommato non mi sembra che tradisca la poetica di benigni e cerami. Non mi ha né sorpreso né deluso. Poi il cameo di waits non capisco cos’abbia di brutto o di sbagliato. Sinceramente a me è piaciuto molto anche per l’atmosfera in cui era inserito. Poi si sa … de gustibus.

  8. anonimo
    Posted 2 novembre 2005 at 11:44 | Permalink | Rispondi

    argomento meglio su tom waits: mi sembra che non abbia alcun senso se non quello di far vedere che i due sono amici e che un tempo han fatto film insieme. tom waits non dice una parola, non interagisce con nessuno, canta la sua canzone all’interno della cornice ironica e basta. insomma, lo stesso del cnguro digitale. se si decide di utilizzare tom waits in un film, solitamente lo si usa per la gran faccia che ha, lo si fa parlare, lo si fa recitare o solamente lo si inquadra per più di 15 secondi su due ore di film. questo è il classico cameo vetrina senza alcun tipo di valore cinematografico.
    Fmc

  9. anonimo
    Posted 2 novembre 2005 at 14:01 | Permalink | Rispondi

    La cornice non è ironica, come grazie al cielo non c’è nulla di ironico in questo film che decisamente non mi sembra obbligatorio sottovalutare. Quanto a Tom Waits, non vedo in cosa differirebbe stando alla tua descrizione il suo cameo da quello di Sam Jackson in Kill Bill Vol. 2 (forse, ma forse, il fatto che dice due-parole-due, ma ugualmente, è chiaro, eviterei di affermare che interagisce con qualcuno), contro il quale nessuno (giustamente e per fortuna) ha detto niente.
    E poi il canguro un senso piuttosto evidente ce l’ha, anche perché sennò Cerami non si inventava un personaggio intero (Battiston) apposta per potercelo infilare in una qualche maniera (ok, è una grezza di sceneggiatura, ma nel complesso mi sembra perdonabile).
    Harald E Mann

  10. anonimo
    Posted 2 novembre 2005 at 14:47 | Permalink | Rispondi

    quello di tom waits e samuel jackson mi sembrano camei nettamente differenti. in un film dove la citazione ha un peso non indifferente, inserire un volto classico del cinema del regista, che parla di musica e dice di aver suonato con una marea di nomi che appartengono spesso al periodo musicale dove poi tarantino va a pescare per compilare le due colonne sonore, ha un senso diverso da quello di inserire un tuo amico che suona il pianoforte.
    il canguro è una grezza di sceneggiatura. poi uno decide se perdonarla o meno. a me è sembrata abbastanza imperdonabile: vuoi la bruttura del digitale, vuoi perchè è telefonata come poche, vuoi perchè hai inserito a forza un battiston che poi ti giochi così…
    Fmc

  11. Posted 2 novembre 2005 at 16:38 | Permalink | Rispondi

    quando ho visto battiston ho detto dai che bello c’è battiston e poi dice due stronzate e sparisce. uffa.

  12. Posted 4 novembre 2005 at 16:12 | Permalink | Rispondi

    … ma aggiornare il blog vi pare brutto?

    dai dai dai dai

    (Violetta)

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