Perché No/ Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber
 
Una delle cose più fastidiose che possono accadere è che un film ti prescriva lo sguardo su ciò che vedi, senza che ciò che vedi sia in qualche modo legato a questo sguardo. In ogni cosa è illuminata noi guardiamo con gli occhi di Jonathan – Elijah Wood che sgrana gli occhi, che è sempre sorpreso e attento a tutto ciò che gli accade. Infatti colleziona tutto come se fosse un momento da conservare in eterno che non deve scappare per nulla al mondo. Ma quello che collezione non mostra mai di valerne la pena: non sto facendo un discorso su un valore assoluto (colleziona la Storia e la Memoria), non colleziona nemmeno il quotidiano, infatti quello che sta facendo è un viaggio iniziatico alla ricerca del passato, ma è qualcosa che è valorizzato solo dalla sua intenzione di valorizzarlo. Spiego meglio: le tracce della salvatrice di suo nonno che trova in Ucraina non sono messe in evidenza né visivamente né narrativamente, ma piombano dall’alto come frutto della “bella inquadratura a sorpresa”. E non sono neanche messe a significare come “piccolo evento del quotidiano”. La parentela tra Storia e storie è tutta passata attraverso le intenzioni del personaggio e dell’autore. Quello che vediamo è sorprendente perché qualcuno ci ha detto che è così (con ogni probabilità di Jonathan Safran Foer, il cui secondo libro mi ha infastidito dopo le prime 8 pagine e giace lì pronto ad essere approcciato di nuovo), ma non perché comprendo che è così. Si susseguono epifanie, colori stupefacenti, ingressi della Storia tragica nel quotidiano, flashback drammatici, conversioni istantanee, tragedie che crescono come porcini. Tutto affastellato come in un magazzino quello che fa “profondo”, unito solo dalle intenzioni e non dalla forma. Tecnicamente, il più classico dei “vorrei ma non posso”.
Il personaggio più divertente e che è tratteggiato in modo efficace e funzionante è Sammy Davis Jr. Jr. Il cane, detto tutto.
 

Manu

6 Comments

  1. Posted 5 dicembre 2005 at 20:58 | Permalink | Rispondi

    manu, ma l’hai visto doppiato? in v.o. mi era piaciuto molto, ma lo immaginavo che avrebbe perso…

  2. anonimo
    Posted 6 dicembre 2005 at 12:08 | Permalink | Rispondi

    L’ho visto doppiato, ma non è quello il problema (non mi sembra neache pessimo, ma non posso giudicare). Il problema è che mi è sembrato un prodotto semplicistico, che elenca sensazioni e significati (quelli giusti, a la page, profondi, importanti e chi più ne ha più ne metta) senza alcuna capacità di articolarli. Mi è sembrato un elenco di quello che dovrebbe dire il cinema “intelligente/d’autore” (belle inquadrature, personaggi simpatici/allegorici/Tragedia Storica/Dolore Intimo/Tempi Morti Carichi di significato) senza la capacità di comunicare alcunché.
    manu

  3. Posted 6 dicembre 2005 at 15:38 | Permalink | Rispondi

    a me è invece piacque molto, mi divertì e mi commosse molto. forse sarà stato l’effetto-festival, ma…

    comunque è sempre un piacere leggerLa. :-)

  4. anonimo
    Posted 6 dicembre 2005 at 16:08 | Permalink | Rispondi

    Non vorrei analizzare i suoi procedimenti psichici, caro kekkoz, ma secondo me è il classico film “boccata d’aria dopo quattro film da festival (italiano indegno, portoghese pesantissimo, orientale mal scelto, blockbuster Usa capitato lì per caso) che subisce sopravvalutazione da confronto.
    Comprendo che possa piacere, ma mi sono sentito preso per i fondelli, ma io sono senzacuore e conlapuzzasottoilnaso.
    m.

  5. anonimo
    Posted 7 settembre 2006 at 16:12 | Permalink | Rispondi

    dopo questa recensione ho capito che di cinema non ne capisci un cazzo. Rassegnati a vedere cagate piene di testosterone che ti rassicurano su tuo essere maschio dominante.
    Attenzione: vietato sognare o commuoversi, tenersi i gioielli di famiglia e dire: Oh, bella fica!

  6. Posted 8 settembre 2006 at 19:54 | Permalink | Rispondi

    Scusa, quale traccia dell’omofobia che tu (anonimo) stai cercando in ogni post di questo blog trovi in questa recensione?
    Se ti ha commosso “Ogni cosa è illuminata” bene, il fatto che a me commuovano altre cose, e che questo film mi sembri una presa in giro o, meglio, una collezione di stereotipi che fanno tanto “autore vicino all’oggi”, non mi sembra che celi omofobia. O tu la vedi in ogni parere contrario al tuo?
    O è una posizione sensibile al gender dire che ogni cosa è illuminata dice delle cose sulla storia e la memoria che non vanno oltre una smemoranda?
    Spiega, magari con toni meno insultanti, e ti prego di firmare con un nick qualsiasi.
    Grazie

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