PERCHE’ NO. A HISTORY OF VIOLENCE, David Cronenberg, USA, 2005

Lo dico per voi che mi conoscete anche personalmente: il fatto che non mi sia piaciuto questo film, non deve farvi dimenticare che sono comunque una brava persona, che non esiste il reato di "non hai capito una mazza", che il mondo è bello perchè è vario e che, soprattutto, incrociare i flussi è male.

In primo luogo uno scollamento, una differenza tra la materia originaria (il fumetto di Wagner e Locke) e la pellicola fin troppo evidente. Intendiamoci: non mi interessa e non mi sembra utile per la discussione constatare la differenza tra il fumetto e il film, ma l’impressione è che Croneberg abbia voluto fare un qualcosa di serie A, qualcosa nelle intenzioni alto, prendendo materia che lui stesso considera serie B. E che per diù utilizza sbeffegiandola per tutto il film. Uno spunto narrativo semplice, lineare, banale (senza che questo aggettivo – per me – abbia connotazioni negative o positive. banale.) e lo si vuole innalzare. I due film non c’entrano niente l’uno con l’altro, ma il trattamento riservato al fumetto è molto simile, secondo me, a quello che quel criminale di Ang Lee ha fatto con Hulk. "Il fumetto parla di questo, ma lo dice male, lo prendo in mano io, ci mette due idee straordinerie, quando non so che fare esaspero l’aspoetto fumettistico, e diventa una bomba". Spesso – sfortuntamente – non funziona così. Prendiamo ad esempio la violenza: Croneberg non si è mai tirato indietro e sappiamo fin dove si può spingere. Qui le scene "forti" sono due o tre. Manca però quella profondità della violenza a cui il regista ci ha abituato con i suoi film precedenti. I cronenberghiani duri e puri, si sono stupiti dell’assenza di violenza in Spider. Qui c’è solo l’esposizione di un naso spappolato e di un buco in testa. C’era però molto più Cronenberg nell’inquadratura di una salsiccia in Spider che nell’eslposione di un cranio in History Of Violence. I risultati della violenza sono mostrati in modo esagerato, iperrealistico (e torniamo ai debiti con la materia fumetto) e messi in contrasto con un set freddo e asettico (anche qui: novità?) ma rimangono li, solo in superficie. Come gli effetti speciali di Stivaletti nei film di Argento e balotta. Come il nudo di Maria Bello. Per carita di iddio, più che gradevole, ma perchè? per mostrare l’interruzione dell’intimità casalinga? la violenza che si cela tra le 4 mura domestiche? "un tempo giravo libera e sicura nuda oper casa. Adesso mi copro che non si sa mai con questo pazzo che gira per casa". Che scelta banale… Per quanto riguarda l’aspetto politico: nel momento in cui si scatna la violenza, questa diventa inarrestabile e la si trova ovunque. Va bene, ok, sai che novità. Ti rincorre sotto forma di passato che non se ne va (impagabile lo sceriffo che dice "quella è gente pericolosa… gente dell’east coast"), la si trova nel paesello che, manco fosse una puntata di South Park, esulta fascistamente quando un cuoco spara in faccia a due cattivoni (per spiegare meglio che anche quelli che sembrano buoni, sotto sotto…), la si trova nel figlio ("e così amo spiegato pure che è ner diennea") che alla fine ha sbrocca e mena il bullo omosessulae latente, la si ritrova nei rapporti con la moglie. La violenza è ineluttabile, ineliminabile, endemica, ce l’abbiamo dentro, … David: tutto già detto, ma tipo 50 anni fa e in modo nettamente più efficace.

SPOILER

– IO TE L’HO DETTO –

SPOILER

L’unica cosa interessante è la parte morale della questione, il mancato regolamento dei conti con il passato da parte di Joey, che alla fine non paga il suo debito: va la, uccide tutti e torna e la famiglia è pronta nonostante tutto ad accettarlo. Ma quanto è brutta, forzata, fintamente semplice e banalmente significante la sequenza con la bambina che sembra uscita da il villaggio dei dannati che offre il polpettone a "papà questo sconosciuto"? Per me tanto, ma meno della sequenza "ho scoperto che quel uomo calmo e pacato di mio marito, forse un tempo era un gangster violento. Che cosa intrigante. Sono sconvolta e il buonsenso imporrebbe che io non loo caghi più, ma non so resistere al richiamo del selvaggio e un briciolo di pazzia nella mia vita piatta… ce la do sulle scale in un amplesso violento".

OK. PUOI LEGGERE.

Gli attori: ok, Croneberg sceglie sempre attori algidi e monespresivi per riversare sulla loro faccia la freddezza e l’asetticismo che vuole mettere nei suoi film, ma Viggo è veramente poco dotato e quei tentativi di cambio d’esPressione tra Tom e Joey gridano vergogna, e se escludiamo Ed Harris, il resto del cast (William Hurt sembra Bud Spencer in Buldozzer) mi è sembrato veramente scarso.

FEDEmc

7 Comments

  1. anonimo
    Posted 22 dicembre 2005 at 17:43 | Permalink | Rispondi

    paura, eh?
    adesso vado a vedere il film, poi torno e ti molesto.
    :)
    loncacca

  2. peraltro
    Posted 22 dicembre 2005 at 21:54 | Permalink | Rispondi

    Sottoscrivo parola per parola.

  3. Posted 22 dicembre 2005 at 23:22 | Permalink | Rispondi

    :’-(

  4. Posted 22 dicembre 2005 at 23:41 | Permalink | Rispondi

    “C’era però molto più Cronenberg nell’inquadratura di una salsiccia in Spider che nell’eslposione di un cranio in History Of Violence”

    verissimo…. mi fa piacere che ci sia altra gente a cui non sia piaciuto.

  5. anonimo
    Posted 25 dicembre 2005 at 12:15 | Permalink | Rispondi

    non c’è bisogno di andare a South Park, nel mio paesello della pseudorossa Emilia Romagna se un cuoco sparasse in faccia a due cattivoni esulterebbe l’80% dei miei compaesani. Se poi fossero extracomunitari, il 95%.
    Harald E Mann

  6. anonimo
    Posted 11 gennaio 2006 at 18:40 | Permalink | Rispondi

    william hurt è identico a gerry scotti, altrochè.

    lonchaney

  7. Posted 13 gennaio 2006 at 16:54 | Permalink | Rispondi

    per me ha solo sbagliato il titolo: poteva chiamarlo “a telefilm of violence” e prendere charles bronson.

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