SAW II: LA SOLUZIONE DELL’ENIGMA, Darren Lynn Bousman, USA 2005

Il primo film fu un (piccolo) caso. Una sceneggiatura ad effetto, qualche colpo basso inaspettato e quell’aria da piccolo film libero e selvaggio che ce l’aveva fatto trovare simpatico. Niente di che, semplicemente una boccata d’aria in un genere a cui teniamo particolarmente. Sfortunatamente alla Lions Gate qualcuno ha pensato che dall’Enigmista, spremendo spremendo, ci si poteva tirare fuori ancora qualcosa. Cambio di regia (James Wan, regista e scenegiatore del primo capitolo diventa qui produttore esecutivo) a favore del terribile Darren Lynn Bousman (classe 1979) e script raffazzonato su due idee due inevitabilmente debitrici di quanto già visto nel primo capitolo. Per cui, oltre alla ormai obbligatoria "sequenza iniziale che non c’entra niente ma spingiamo sull’horror e diamo il tono del film", ancora una volta uno spazio ben delimitato e claustrofobico, personaggi/fantocci di facile delineazione (quanto ci si mette a pensare che uno che vaga per grigi corridoi con paglia e caffè in mano, cravatta allentata e faccia stanca è un poliziotto scontento del suo lavoro? Meno di quanto ci si mette a beccare chi è il cattivone della balotta delle cavie dell’Enigmista. Si, proprio lui, quello grosso, stupido, violento e con la faccia da cattivo) e giochini cervellotici in cui giocarsi la vita (in modo più o meno sanguinoso). Insomma il paragone più facile e azzeccato è forse quello con Cube e Cube due. Quanto una sorpresa il primo, quanto brutto e inutile il secondo. Cosa non funziona? Perché il primo non ci era dispiaciuto e questo invece fa uscire dal cinema incazzati per i soldi spesi? Perché la recitazione di soggeti come Frankie G o del fratello scemo di Mark Whalberg è da telenovelas brasiliana, perché la voglia di presentare giochetti al massacro sempre più complessi comporta in sceneggiatura buchi grossi come il tunnel del Monte Bianco (per "facilitare" le cose allo spettatore verso il finale c’è il riassunto del film tipo trailer…), perché c’è un moralismo di fondo estremamente fastidioso, perché lo stile clipparolo si è fatto ancora più pesante e noiso, e per finire perché spesso si cade nel ridicolo involontario. Colonna sonora, firmata dal chitarrista dei Limp Bizkit Wes Borland, agghiacciante accompagnata da pezzardi di Nu Metal stantio fanno il resto. Insomma un prodotto pensato per stupire e spaventare giusto chi ha poco più di quattordici anni.  

FEDEmc

3 Comments

  1. Posted 11 gennaio 2006 at 16:46 | Permalink | Rispondi

    pensa, ho passato tutto il film a pensare “dio, questo sembra proprio il fratello scemo di mark whalberg”.
    che distrattone che sono.

  2. Posted 11 gennaio 2006 at 16:46 | Permalink | Rispondi

    poi, FEDEm? e la “c”?

  3. Posted 14 gennaio 2006 at 03:57 | Permalink | Rispondi

    Sinceramente fatico a capire tutte queste aspettative, non è che il primo fosse Old boy… a differenza del Cubo 2, uno spudorato clone del primo con un tocco di fantascienza in più, qua c’è il merito di aver dovuto giocare con pochi spiragli e di averli sfruttati mantenendo un livello di tensione più che accettabile per un film di queste pretese, con poche tracce di pilota automatico.Io continuo a paragonarlo solo ed esclusivamente agli altri horror che ci propina mediamente il cinema americano, e in confronto a quelli è fatto con maggiore fantasia, attenzione e soprattutto, finalmente, sangue (e in abbondanza).L’alternativa era non girarlo affatto, e comunque mille volte questo piuttosto che Boogeyman.

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