Ripeschiamo e ripostiamo da Venezia 62

PROOF, John Madden, USA 2005

Alla base del film del regsita di Shakespeare in Love e de Il Mandolino del Capitano Corelli (e già qui potremmo fermarci…), c’è il testo teatrale di David Auburn, premio Pulitzer, portato poi dallo stesso autore in teatro nel 2002. Catherine (una perennemente imbronciata Paltrow) compie 27 anni. Suo padre, Hopkins, affermato genio della matematica, si è spento una settimana prima, dopo 5 lunghi anni di pazzia in cui la figlia è stata l’unica a restargli vicino. Catherine, anche lei mente matematica magnifica e custode degli ultimi lavori del padre, teme di seguirne le orme e di perdere anche lei la ragione. Raggiunta dalla sorella (Hope Davis) e coccolata da uno studente (Jake Gyllenhaal) del defunto, la ragazza tenterà di convincere tutti di essere stata capace di scrivere una dimostrazione matematica in grado di cambiare il mondo. Da qui, basandosi su una (insistitissima) metafora matematica, i dubbi e le domande del film. Il punto è: ciò che noi crediamo – e ciò che gli altri credono di noi – si basano su elementi dimostrabili? Ci sono delle prove? La ragazza è pazza o è un genio? Al di là dell’imbarazzo nel vedere Gwyneth nella parte di un genio matematico, Proof è un film sicuramente superiore alla produzione precedente del suo regista, ma che non riesce mai ad avere la fermezza necessaria per trattare con profondità i temi messi in scena. E per tutto il tempo una domanda vi ronzerà nella testa: e dunque? Peccato, ma era prevedibile. Hopkins che fa il pazzo mette imbarazzo, Gyllenhaal insinua dubbi anche ai più convinti eterosessuali.

FEDEmc

 

4 Comments

  1. Posted 8 marzo 2006 at 09:51 | Permalink | Rispondi

    John Madden è veramente un martire del Bruttissimo Cinema postModerno.

    Resta solo da chiedersi se, la notte, dorme tranquillo.

  2. anonimo
    Posted 8 marzo 2006 at 15:11 | Permalink | Rispondi

    Per la rubrica “gli spam non richiesti di lonchaney”, una notizia bomba:

    venerdì 17 marzo su raitre alle 1.20 andrà in onda
    in prima visione uno dei film più belli di sempre La stella nascosta” di Ritwik Ghatak, capolavoro del cinema indiano, superato solo da Il fiume Subarna, dello stesso regista, e (forse) dai capolavori di satyajit ray.
    è un melodramma cupissimo, incentrato su di una meravigliosa figura femminile votata al sacrificio.
    dà un quadro cupissimo dell’india post Diaspora, ma trascende il realismo grazie ad un uso straniante del sonoro e a certi slanci visionari inauditi.

    La panoramica finale è un vertice del cinema di tutti i tempi.

    pubblicizzatelo e vedetelo.

    lonchaney

  3. Posted 11 marzo 2006 at 19:24 | Permalink | Rispondi

    Sostengo pubblicamente e accoratamente la campagna di lonchaney pro-Ghatak.
    Harald E Mann

  4. anonimo
    Posted 14 marzo 2006 at 15:22 | Permalink | Rispondi

    eheh, un altro avvocato delle cause perse…secondo me Fuori orario avrà un picco di ascolti inaudito grazie a noi…

    lonchaney

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