The Weather ManL’uomo delle previsioni

Attenzione a questo film, non lasciatevi ingannare dalle facili previsioni (appunto): il lavoro di "meteorologo" del protagonista David Spritz come metafora dell’imprevedibilità della vita, un finale accomodante. Non c’è questo nell’ultimo film di Verbinski. L’unica cosa facile, e fastidiosa, è il massiccio product placement di una famosa catena di fast food, il cui marchio appare di continuo, malcelato come le Muratti Ambassador nei nostri film di una trentina di anni fa.
Nicholas Cage impersona un carattere tremendo: è ricco, ma non in maniera ostentata come spesso accade; ha un lavoro in televisione, ma non vuole fare l’arrampicatore, né ha tremila donne; ha una moglie da cui è separato, una figlia cicciona e apatica, un figlio adolescente così così. E un padre premio Pulitzer che affronta con dignità e una certa freddezza i suoi ultimi mesi di vita. Nessuna delle figure di cui sopra è ridotta a macchietta (a parte, forse, lo psicologo del figlio), anche per merito degli attori, Michael Caine e Nicholas Cage su tutti. Se il primo, infatti, rimane in perfetto equilibrio tra la durezza scontata e un affetto e un senso di giustizia che lo rendono un personaggio a tutto tondo, il secondo sa calibrare bene momenti di ironia e di sfiga pura, senza sembrare mai fuori posto. Oscilla tra una totale passività e il tentativo di agire e modificare la sua vita, di andare oltre la sua capacità di sentire le proporzioni sul blue screen davanti al quale lavora per le previsioni del tempo.
La sceneggiatura riesce a toccare senza esagerare alcuni temi centrali del cinema americano (la famiglia e la realizzazione di sè in primis), ma senza diventare pesante e didattica, e anche alcuni pensieri del protagonista, resi ovviamente in voce off, sembrano naturalmente sfuggenti. E anche il finale del film è stridente nel contrasto tra quello che mostra e quello che effettivamente accade dentro David, accentuando il lato più drammatico, già toccato qua e là precedentemente.
Ma cosa non funziona, allora, in The Weather Man? L’assenza di un regista. Ma forse Gore Verbinski ha deciso semplicemente di farsi da parte e di lasciare spazio alla sceneggiatura e agli interpreti, e dobbiamo quindi per questo ringraziarlo.

Francesco

One Comment

  1. Posted 15 marzo 2006 at 18:13 | Permalink | Rispondi

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