X – MEN: CONFLITTO FINALE, Brett Ratner, USA, 2006

Impegnato sul set del nuovo Superman, Brain Singer, autore dei primi due capitoli di questa saga, lascia il posto a Brett Ratner, già regista della serie Rush Hour e di Red Dragon, brutto remake del Manhunter di Mann uscito qualche anno fa. La differenza si vede, ma sfortunatamente non è solo l’invisibilità e l’inadeguatezza di Ratner il problema di questo – pare – ultimo capitolo. La lettura matura dei fumetti dei mutanti imponeva cinematograficamente una riflessione sull’integrazione del diverso e sui rischi che comporta avere un super potere: questi erano, a grandi linee, gli spunti dei primi due film. X – Men: Conflitto Finale porta ancora avanti questi due temi, mescolandoli, esasperandoli e portandoli ad un punto critico: da una parte, si arriva a parlare di genocidi organizzati dal governo americano, in grado di "curare", di cancellare i geni mutanti facendo diventare i mutanti dei semplici  "Homo Sapiens". Dall’altra, sfruttando la saga a fumetti più famosa degli X- Men, si introduce il personaggio di Fenice,  alter ego potentissimo e incontrollabile di Jean Grey, incapace di contenere i suoi poteri e conseguente rischio per se stessa e per tutti quelli che la circondano. Sulla carta, qualcosa di bollente. Perchè si esce delusi? Già nel secondo capitolo si correva il rischio di sacrificare la narrazione e molti degli spunti narrativi in favore di un’infinita galleria di personaggi. In parte l’operazione, in mano a Singer, aveva un senso: dopo averli introdotti nel primo film, nel secondo avevano già un carattere definito e ci si pteva comportare di conseguenza. Come nei comics, sfruttando la serialità, si inserivano nel quadro generale di una storia quello che più interessava i lettori e gli autori: i rapporti, sentimentali o critici, tra i vari protagonisti. Singer, si diceva, aveva intuito questo potenziale e il secondo film, pur essendo cinematograficamente inferiore all’esordio, era particolarmente riuscito nell’essere l’adattamento cinematografico di un fumetto. Qui invece si alza la posta e si introducono (pare dopo un sondaggio tra i lettori americani) altri personaggi ancora, ma presto si fa largo la sensazione di avere tutto fin troppo in superficie. Si rinuncia anche a un protagonista attorno al quale poi far gravitare il tutto (nei primi due era Wolverine) e, una dopo l’altra, si presentano delle macchiette più o meno ridicole. Prendiamo Angel, esempio perfetto dei limiti del film: presentato con un bellissimo falshback (uno dei momenti milgiori del film) il personaggio si limita poi ad essere una figurina bidimensionale attraverso la quale mostrare effetti speciali. Cosa ce ne si fa di un bambino nato con le ali da angelo, che tenta di liberarsene per potersi mostare al padre uguale agli altri bambini? Lo si fa svolazzare due volte e gli si concede due primi piani. Poi basta, anche perchè non c’è più tempo. In questo modo ci si trova davanti a un film con delle enormi potenzilità narrative, poi sfortunatamente deluse. Troppo veloce in tutti i passaggi, si limita a presentare una serie di situazioni e avvenimenti che si autoconcludono nel momento stesso in cui li si vede. La storia di Fenice, poco importa che sia ovviamente semplificata rispetto al fumeto, delide perchè non si ha mai la percezione completa del pericolo che rappresenta. Lo stesso lo si può dire per quasi tutto il film: ci sono gli spunti, ma poi non si va da nesuna parte e tutto rimane fermo immobile. I Mutanti ribelli che si uniscono per contrastare il governo come dei no global, la storia di Angel, i triangoli amorosi Cicolpe, Jean Grey, Wolverine o Rogue, Iceman, Kitty Pride (qua finalmente la si vede per più di una sequenza di raccordo, ma si è lontanissimi dallo sfruttare correttamente il potenziale del personaggio), il politico mutante Bestia.  Per non parlare poi di Tempesta, Fenomeno (Vinne Jones!) e Colosso, relegati a squallido contorno. Nessuno – eccezione fatta per Ian Mckellen e Patrick Stewart, capaci anche se costretti a portare imbarazzanti mantelli e elmetti, di farsi notare anche solo con uno sguardo – riesce a emergere, e anche chi se la cavava nei film precedenti qui è piuttosto mortificato. Ma quello che lascia stupiti è l’aspetto politico del film: scegliere di far far vincere i mutanti buoni, capaci di avere la meglio solo sfuttando l’arma costruita dagli umani per sbarazzarsi dei diversi, è una scelta piuttosto discutibile e che inevitabilmente porta a schierarsi per "i cattivi". Aggiungiamo effetti speciali mediocri (tranne l’impressionante sequenza del ponte) e ci troviamo di fronte ad un film sicuramente divertente ma che delude proprio per le possibilità che aveva. Nel caso, rimanete fino alla fine dei titoli di coda.

FEDEmc

7 Comments

  1. Posted 29 Maggio 2006 at 19:55 | Permalink | Rispondi

    E’ una figata sentire il doppiatore di Vinnie Jones dire “stupida” mentre le labbra sparano un “BITCH” di quelli che fanno tremare le pareti :)

  2. Posted 30 Maggio 2006 at 10:53 | Permalink | Rispondi

    Valido, sottoscrivo in pieno.

    (I’m the Juggernaut… BITCH)

    (comunque se riuscite a mandare giù questa robaccia avete l’esofago rivestito di vetrocemento)

  3. anonimo
    Posted 30 Maggio 2006 at 12:05 | Permalink | Rispondi

    ma infatti direi che non ci è piaciuto.
    sfortuntamente.
    vinnie jones è diventato veramente enorme.
    non so si è capitato anche a voi, ma la sua comparsa nel film, come quella di altri personaggi, mi ha portato alla memoria il batman di Schumacher.
    che non è mai bello.
    Fmc

  4. anonimo
    Posted 31 Maggio 2006 at 17:04 | Permalink | Rispondi

    io comunque parlerei di lettura immatura di fumetti maturi (chi ha letto gli x-men negli anni ’80 sa di cosa parlo). vale per tutti e tre i film, anche se il secondo mi piace.

  5. anonimo
    Posted 2 giugno 2006 at 13:26 | Permalink | Rispondi

    ecco sono il millesimo che è uscito tremendamente scazzato e deluso per poi sentirsi dire occhio ai titoli di coda…

    mi spammate che succede dopo sti maledetti titoli, che almeno non faccio la figura del cretino?!

    Tom

  6. Posted 2 giugno 2006 at 22:00 | Permalink | Rispondi

    sono completamente in disaccordo con voi. Ma lo avete perlomeno visto l’abbigliamento degli x-men? è in kevlar! Allora invece di rifarvi a Claremont, andate in fumetteria e comprate Ultimate x-men, e capirete gli aspetti diegetici e extradiegetici del film.
    Quanto non sopporto la gente che parla di superomismo massivo senza cognizione di causa.

  7. anonimo
    Posted 9 giugno 2006 at 13:44 | Permalink | Rispondi

    io il commento n. 6 non l’ho capito. con chi ce l’hai?

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