IL CALAMARO E LA BALENA, Noah Baumbach, USA, 2006

New York, 1986. Bernard (Jeff Daniels) e Joan (Laura Linney) sono sposati da tanti anni. Lui è (stato) uno scrittore famoso. Oggi insegna scrittura all’università, non riesce più a scrivere una riga pubblicabile, è convinto che sia il mondo intero a non capire quello che solo lui ha inteso, è un tennista rancoroso, divide il mondo in due semplici e monolitiche categorie: normali, cioè chi si interessa di cinema e libri, e filistei, cioè chi non si interessa di cinema e libri. Joan, ragazza belloccia all’università, era una filistea. Rapita dal fascino intellettuale del marito, si è fatta istruire. Ora scrive, meglio e più di lui, non sopporta la saccenza e lo schematismo del marito, ha relazioni extra coniugali con fieri "filistei" (Tommy uno straordinariamente bolso William Baldwin). Hanno due figli, Walt & Frank in età problematiche: il primo è un sedicenne, il secondo si aggira sui nove anni. Walt è innamorato di suo padre, ripete pedissequamente ciò che gli sente dire, ascolta in cuffia Hey You dei Pink Floyd, non ha ancora scoperto, ed è traumatizzato all’idea, le gioie del sesso. Frank è più vicino a sua madre, vorrebbe diventare un filisteo si interessa al tennis, ha tendenze autodistruttive. Dopo anni di matrimonio, i due genitori decidono di separarsi e di richiedere l’affidamento congiunto per poter stare ancora, anche se separatamente, con i propri figli. Per tutti comincia un lungo periodo difficile – raccontato prevalentemente dagli occhi di Walt – in cui si tenterà di trovare la forza di andare avanti autonomamente, anche di fronte al crollo di determinate certezze.
Cosa ci si può aspettare da un film con una trama del genere (pare autobiografica), scritto e diretto dall’assistente e sceneggiatore di Wes Anderson (qui produttore)? Esattamente quello che poi si trova sullo schermo. Con molta tristezza in più rispetto alle aspettative. Distribiuto in modo criminale in Italia (si parla di commedia ed è in sala solo a Milano, Roma e Torino), Il Calamaro e la Balena è una piacevolissima sorpresa. Sorta di versione meno astratta dei Tenenbaum in cui però tutto ciò che accade lascia pesanti segni indelebili, macchie sporche e appicicaticce, e tutto sembra avere maggiore concretezza e pesantezza (verrebbe quasi da chiamarlo squallore). Storia famigliare, dolorosa e sofferta, raccontata senza finte inibizioni o censure con stile minimale e letterario, con le ovvie influenze (o furti) che vi potete immaginare dal cinema europeo e con gran sfoggio di Locandine (La Maman Et La Putain, La Cosa, Psycho), libri (Saul Bellow, Kafka, Fitzgerlad) e brani dell’epoca (oltre a Waters, Tangerine Dreams, Lou Reed ma soprattutto Bryan Adams). Spesso, come nell’accatastare influenze e padri putativi, Noah Baumbach risulta quasi fin troppo ingenuo, ma ha dalla sua una sincerità e una schiettezza invidiabili. Fate in modo di recuperarlo. Ottimo il cast anche se Jeff Daniels, il più bravo, ha l’aria di essere stato chiamato per sostituire Bill Murray.

FEDEmc

6 Comments

  1. anonimo
    Posted 13 giugno 2006 at 11:20 | Permalink | Rispondi

    Belli i commenti all’uscita del cinema! Uno era arrabiatissimo perchè whale in ingliese (secondo lui) si doveva tradurre capodoglio e non balena!

    Bello.

  2. anonimo
    Posted 13 giugno 2006 at 12:04 | Permalink | Rispondi

    io l’ho visto con in sala il mereghetti.
    non mi ha nenache riconosciuto…
    e dire che gli avrò comprato almeno 5 o 6 dizonari.
    irriconoscente.
    per i commenti molesti io ho risolto uscendo dal cinema con le mani sulle orecchie urlando “lalalalalalalalalalalalalalalalala”.
    funziona.
    Fmc

  3. Posted 13 giugno 2006 at 16:17 | Permalink | Rispondi

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  4. Posted 13 giugno 2006 at 19:27 | Permalink | Rispondi

    finalmente visto e scritto, così mi sono potuto godere il tuo post.

    bravo come sempre, va da sè.

  5. anonimo
    Posted 15 giugno 2006 at 03:25 | Permalink | Rispondi

    nooooo!
    la locandina de “la maman et la putain” la voglio anch’io.
    ma allora non lo vedremo?aspettiamo?
    sabrina

  6. anonimo
    Posted 2 luglio 2006 at 22:36 | Permalink | Rispondi

    Grazie per la segnalazione su calamari e balene, ma per quel refuso in quarta riga, ti prego, fa’ qualcosa.
    Rodrigo

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