IN BREVISSIMO (ultimo, concitatissimo giorno)

Venezia 63 Nuovomondo, Emanuele Crialese

Ultimo film in concorso e, a giudicare anche dal lungo e emozionato applauso a fin proiezione, una delle sorprese del Festival. Primi del ‘900: la famiglia Mancuso parte dalle montagne della Sicilia alla volta degli Stati Uniti. Il film segue il loro viaggio dalla loro casa fino all’arrivo al "nuovo mondo", attraverso le paure e i sogni iniziali, il viaggio in nave, le pratiche burocratiche da svolgere all’arrivo, le speranze di una nuova vita. Quattro anni di lavorazione per un film bellissimo che riesce a raccontare l’odissea degli immgrati italiani di inzio secolo, mossi da sogni infantili (In America ci sono carote giganti e fiumi di latte) e pronti a tutto pur di cambiare vita. Scelte narrative azzeccatissime (l’idea di non mostrare mai L’America e di far vedere poco anche del viaggio in nave) per un film molto ricco, con un evidente sforzo produttivo superiore alla media (bellissime le scene di massa), con un finale del tutto simile a quello splendido di Respiro, qui però in chiave onirica e "rovesciata" (se i protagonisti di Respiro venivano presi dal basso in acqua, qui abbiamo una ripresa dall’alto). Notevole la recitazione degli attori (vedi soprattutto la nonna) e molti i momenti emozionanti. Ci si può sperare. Due pezzi di Nina Simone tra cui curiosamente Sinner Man, lo stesso del finale di Lynch.

Venezia 63 – Bugmaster, Katshuiro Otomo

Il regista di Akira e SteamBoy alla seconda prova live. Una storia tratta da un manga che racconta la vita di Yoki/Ghingo, maestro di Mushi (una sorta di mago erborista in grado di combattere piccoli ma potenti demoni – gli Yokai della tradizione giapponese – che infestano il mondo). Interessante l’approccio di Otomo sul film live, ma Bugmaster è forse uno dei film più "da appassionati" che mi sia mai capitato di vedere (chi non conosce il manga o non riconosce tutti gli Yokai del film rimarrà un po’ spiazzato). Eccessivamente prolisso e spesso ridondante, riesce a fare vedere tra le righe il classico gigantismo dei lavori di animazione dell’autore. Sfortunatamente qui il tutto è schiacciato da una produzione tutto sommato piuttosto povera. Interessante e coraggiosa comunque la scelta di inserire in concorso un film così smaccatamente fantastico.

Con oggi si sono concluse le proiezioni dei film in concorso. Il film di Crialese ha tutte le carte in tavola per aggiudicarsi un premio, se non proprio il Leone d’Oro. I nomi però che si sentono più insistentemente sono quelli di Resnais, Frears, Cuaron e – anche se timidamente – quello di Jia Zhangke. Amelio potrebbe sperare nella coppa Volpi per Castellito o nel premio Mastroianni per l’esordiente Tai Ling. La Volpi femminile pare essere scontata per la Mirren (The Queen).

FEDEmc

One Comment

  1. anonimo
    Posted 16 ottobre 2006 at 01:22 | Permalink | Rispondi

    Visto Nuovomondo. Crialese: cos’ha che non mi quadra? Bel film, ma… le scene di gruppo sembrano dei teatrini, l’effetto surreale che a volte forse si vorrebbe non funziona granché, le figatine registiche a volte gustose (il latte…), a volte fini a sé stesse. Comunque nel complesso bello, concordo con fmc, Amato strepitoso (il sorrisetto soddisfatto alla prova d’intelligenza).
    Ferroviere siderale

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