I film più dannosi degli anni novanta (con la collaborazione di Kekkoz e Lonchaney)

Prendiamo spunto da una conversazione veneziana per chiedere la collaborazione a stendere un elenco dei film più nefasti per la settima arte, realizzati nel decennio ormai passato da sei anni.
Chiedo aiuto soprattutto a tutti, ma soprattutto ai due con cui abbiamo iniziato questo discorso.
PS: nefasto non vuol dire brutto, ma solo che ha creato stereotipi, scopiazzature, tendenze varie esse sì brutte e condannabili.
PPS: ogni candidatura deve essere suggellata da tre righe di motivazione. Ogni obiezione anche.

Comincio con i primi due

Pulp Fiction: sarebbe da condannare solo per aver creato i lanci : “Da piccolo, il regista è andato a judo con Quentin Tarantino”, “Con la sceneggiatura di questo film, Quentin Tarantino ci ha acceso il caminetto ad Aspen lo scorso inverno”, “Quentin Tarantino è passato sul set di questo film e ha esclamato “Wow” (ma pare che si riferisse al panino con la porchetta che stava addentando)" Ha dato la stura a fenomeni positivi, non ascrivibili totalmente a lui, ma sicuramente con Tarantino – e il film in questione – come elemento maggiormente visibile, come la riscoperta di un certo tipo di cinema e cinefilia. Ma non si possono scordare le persone effettivamente e criticamente convinte che “Pierino medico della SAUB” sia meglio de “Il posto delle fragole”. E soprattutto, le sceneggiaure infarcite di dialoghi minimal-cinici e aggressivo-quotidiani che imitano pessimamente i dialoghi di Pulp Fiction. Esempio inventato: “Ma lo sai con cosa riempiono i tortelli a Fiorenzuola?”, “No”, “Con la zucca!”, “incredibile”, “Non sai come qui coglioni godono a mettere quella merda gialla dentro il tortello”, “Ma il tortello è sacro” “No, non è sacro. Il tortello è lo specchio di quello che siamo”(…) continua.
Si possono sostituire gli ingredienti, oppure la scelta del modello del dialogo. Il risultato è lo stesso. Ultimo fattore di imitazione deteriore: l’intreccio non lineare. Punto suscettibile di approfondimenti

Underground: Palma d’oro anch’esso, e non è un caso. Per l’esterofilia basculante (copyright dott. Paolo) che affligge le élite acculturate italiana (ricordo, cinematograficamente parlando, Iran, Balcani, HongKong, Corea e il sudamerica che torna su a fiotte come la peperonata) l’ispirazione balcanica, anche per i noti fatti politici, è caduta agli ultimi posti delle agende dei media e, di conseguenza, anche le sue produzioni culturali. Dopo un decennio in cui hanno impreversato sugli schermi simpatici e sanguigni gitani imbraccanti una fisarmonica e un kalashinkov, trangugianti slivovice a garganella, cantavano e ballavano e facevano sognare il pubblico. Vittima di questa sindrome anche lo stesso Emir, che non ha fatto altro che ripetere se stesso per gli anni successivi.
La percezione collettiva selettiva ha ridotto il film a "immagini coperte da musica con la fisarmonica", tralasciando le implicazioni visionarie e le posizioni politiche contestabili e contestate dell’autore, quindi a uno stereotipo raggiungibile senza sforzo (il "popolare", il "locale" con tratti globalizzati), che dopo uno sfruttamento senza requie si è esaurito quasi senza rimpianti. Goran Bregovic invece imperversa ancora minaccioso.

manu

64 Comments

  1. anonimo
    Posted 16 settembre 2006 at 15:44 | Permalink | Rispondi

    Mi sono sganasciato, ma si può ascrivere a Pulp Fiction e al buon Tarantino la colpa di tutti quelli che sono venuti dopo e che lui ha prodottosupportatoaiutatocomparsato e via dicendo? Insomma, certe cose che potevi fare prima di Pulp Fiction dopo non le hai più potute nemmeno pensare. (anche se in Black Book c’è un flashback con tanto di primo piano sognante che stringe sugli occhi, nebbiolina, dissolvenza incrociata e suoni indistinti che poi diventano ricordi… brrrr!). E poi di incappare nel film della vita può capitare a tutti…

    paolo27

  2. anonimo
    Posted 16 settembre 2006 at 18:47 | Permalink | Rispondi

    Non so se c’entra qualcosa, forse è più collegato ad una creazione di stereotipi critici: ma perché ad ogni film “corale” che passa loro davanti, i critici devono esclusivamente rimandare ad America Oggi di Altman? aiutatemi a trovare film corali che non siano di Altman, per favore.

  3. anonimo
    Posted 16 settembre 2006 at 18:51 | Permalink | Rispondi

    come già a Venezia, candido Tutti pazzi per Mary, che mi fece rotolare dalle risate, ma grazie al quale oggi non possiamo vedere una commedia senza che un personaggio ingoi un prepuzio a colazione per sbaglio, o roba così.
    Poi I soliti sospetti, perchè quel finale, con accumulo di dettagli rivelatori mostrati in flashback a gran velocità, ormai ce fanno vedere ovunque, complice anche l’altrettanto nocivo Il sesto senso…
    John woo invece ha cominciato negli anni 80, ma i danni sono arrivati solo nei ’90. c’è da dire che l’eco si è un po’ spenta ultimamente grazie al cielo. fa un po’ specie però vedere il grande Johnnie To,che ci liberò dai luoghi comuni wooiani con A Hero never dies quasi 10 anni fa, ritornare furbescamente a Better tomorrow 2 e al post peckinpah nell’ultimo film. con stile da vendere, ma maniera resta…
    lonchaney

    Lonchaney

  4. anonimo
    Posted 17 settembre 2006 at 15:55 | Permalink | Rispondi

    un pò offesa che vi siate dimenticati anche solo della mia seppur effimera presenza, con un filo di voce (quello mi rimaneva dopo Lynch) credo di aver nominato American Beauty(o il sesto senso…). il primo per aver fatto di una busta volante l’oggetto dietro il quale si nasconde un’intera vita, poetica e poco ecologica. il secondo semplicemente perchè non replicabile.ma forse io non c’ero…
    vale

  5. anonimo
    Posted 17 settembre 2006 at 16:40 | Permalink | Rispondi

    No, c’eri. L’esclusione dal post è solo che non eri una frequentatrice abituale del blog.
    Ovviamente chiedo scusa.
    m.

  6. Posted 17 settembre 2006 at 18:29 | Permalink | Rispondi

    Festen, perchè da quel momento tutti hanno pensato di poter fare film con scenografie reali, telecamera a mano e svolgimento in tempo reale.
    Festen (ma gli andrebbero affiancati anche Le Onde Del Destino e Dancer In The Dark) ha causato un proliferare di film diretti peggio del solito da parte di registi esordienti che potevano finalmente bearsi della loro povertà di mezzi elevandola a scelta artistica ma senza che a tutto questo corrispondesse una conoscenza tecnica cinematografica.

  7. anonimo
    Posted 18 settembre 2006 at 13:53 | Permalink | Rispondi

    E non dimentichiamo la pessima influenza avuta da Tarantino sulle giovani generazioni di killer, che sparano tenendo la pistola sghemba, senza colpire come si deve (cfr. Gomorra di Roberto Saviano).
    F.

  8. Posted 18 settembre 2006 at 14:48 | Permalink | Rispondi

    arrivo un po’ in ritardo, e in più ho la RAM sfasata e al momento non mi viene in mente niente… e i migliori ve li siete pappati voi!
    ci penso, e nel frattempo rido.

  9. Posted 18 settembre 2006 at 14:57 | Permalink | Rispondi

    MATRIX (1999, vale?).
    Non ha fatto niente che già non facessero a Hong Kong da 10 anni (nel migliore dei casi), ma la colpa va data a lui lo stesso.
    L’elenco di danni sarebbe lungo, personalmente ce l’ho a morte con lui per l’uso esasperato di computer grafica nei combattimenti kung fu, che da allora hanno applicato anche fuori contesto e a chi non ne aveva assolutamente bisogno (tipo Jet Li), solo perchè teoricamente “faceva più figo”.

  10. anonimo
    Posted 18 settembre 2006 at 15:16 | Permalink | Rispondi

    Matrix è da condannare anche per le citazioni filosofiche a cazzo dette dopo un combattimento di quaranta minuti. Baudrillard al cinema, e sono ancora scosso da brividi di orrore.

    Ricapitolando:
    1) pulp fiction (con perlomeno tre voti) – e non se ne fa una colpa al povero Tarantino, ovvio
    secondo :Il sesto senso (con due voti)
    Terzi, a parimerito, con una segnalazione:
    – american beauty
    – john woo (passim)
    – festen
    – i soliti sospetti
    – tutti pazzi per mary
    – america oggi (come stereotipo critico)

    Si aspettano voti e candidature (il concorso è stato chiamato a furor di popolo “il mio nome è mai piùu-ù award”)
    m.

  11. Posted 18 settembre 2006 at 19:06 | Permalink | Rispondi

    nel frattempo per quelli già nominati sosterrei con vigore matrix, pulp fiction (che estenderei a kill bill, vista la prolifera) e soprattutto festen (che però estenderei al maledetto maledettissimo DOGMA nella sua intierezza e quindi traslando al cinema di lars voi trier di quel periodo – si può?).

    altro film citato nella nostra conversazione veneziana: The Ring, sia giapponese che americano, ovvero:
    1) quanto fanno paura i capelli lunghi neri (discorso sentito e risentito, ma visto non ce ne siamo ancora liberati tanto vale citarlo)
    2) quanto guadagnamo noi mmerigani a comprare i diritti dei film giapponesi (o coreani, vedrete!) rigirandoli, spesso maluccio (nonostante eccezioni come verbinski e salles) e comunque mai all’altezza dell’originale.
    tipo, io pulse non l’ho visto, ma non ci penso nemmeno.

    intanto, riguardo alla scena della scena della busta citata dalla vale, consiglio questo, grassissime risate:

  12. anonimo
    Posted 18 settembre 2006 at 19:38 | Permalink | Rispondi

    dimenticavo “La tigre e il dragone”, l’inizio della fighettizzazione export del nobile genere wuxiapian (genere morto e sepolto, per inciso).
    lonchaney

  13. Posted 18 settembre 2006 at 22:51 | Permalink | Rispondi

    “la prolifera” stava per “la proliferazione di katane nel cinema successivo” o qualcosa del genere, ma mi è sfuggito un pezzo per strada.

  14. anonimo
    Posted 19 settembre 2006 at 16:26 | Permalink | Rispondi

    Più che Festen, condannerei tutto il dogma e soprattutto Idioti, per aver varato il trend dell’erezione in primo piano come atto rivoluzionario. Grande film, vomitare davanti alla famiglia per convincerla ad elaborare un lutto. davvero illuminante…

    Candido anche la Vita è Bella e Full Monty, il primo per i motivi che tutti sappiamo, il secondo fondatore della nobile categoria “gente che balla con i comignoli delle fabbriche sullo sfondo, che ci ha donato illustri capolavori come Billy Eliott, Grazie signora thatcher (In realtà girato rima, ma a noi l’hanno propinato dopo) e tante altre cazzate ricoperte di fuliggine.

    Proporrei anche un premio alla figura più dannosa dellastoria del cinema. Vince Giulietta Masina, a cui dobbiamo la genia tentacolare di donnine buffe e sante (un po’ sceme), da Amelie a Emily Watson, passando per il film di konchalovsky con la matta che sogna Bryan Addams ferroviere e mille altre che mi stomaca ricordare…
    (c’è da dire cheil precedente illustre è Lillian Gish, ma chi ha il coraggio di toccarla…)

    Lonchaney a briglia sciolta

  15. Posted 20 settembre 2006 at 11:46 | Permalink | Rispondi

    E a chi diamo la colpa dei film sui 30enni italiani in crisi esistenziale? Pieraccioni? Muccino?Cmq, per quanto riguarda la classifica generale, per me la Malefica Trinità Pulp Fiction / Tutti pazzi per Mary / Matrix non la scalza nessuno.

  16. Posted 20 settembre 2006 at 13:31 | Permalink | Rispondi

    ieri sera ho pensato a uno che potrebbe scalzare almeno uno dei tre.

    “Scream”.

    devo DAVVERO spiegare?

  17. anonimo
    Posted 20 settembre 2006 at 13:43 | Permalink | Rispondi

    due giorni fa la pistolatorta pericolosamente replicata nella puntata di “Un posto al sole”, impugnata da un ragazzino, tra l’altro.
    vale

  18. Posted 20 settembre 2006 at 14:18 | Permalink | Rispondi

    Mah, personalmente Scream lo metterei un pelino più sotto per un solo motivo: ha generato cloni facilissimi da schivare. Gli altri tre invece in alcuni casi hanno contaminato opere che, con un po’ di coraggio in più, sarebbero sopravvissute decentemente anche senza “contagio”.

  19. Posted 20 settembre 2006 at 16:10 | Permalink | Rispondi

    “America Oggi” di Altman ha generato “Magnolia”, il quale ha generato a) mille cloni europei con gente che si scontra e si incontra in continuazione però sono tutti infelici e b) una valanga di film americani sul potere del Caso che scompagina gli eventi, i più nocivi dei quali contengono in apertura l’aforisma “quando una farfalla sbatte le ali a Pechino viene giù la grandine a Los Angeles”, i più nocivissimi dei quali contengono anche immagini di farfalle che svolazzano dentro e fuori dalle finestre dei personaggi principali (ho le prove).

    V.

  20. anonimo
    Posted 20 settembre 2006 at 16:53 | Permalink | Rispondi

    Pane e Tulipani (1999) ha fornito la matrice, la tavolozza e il cast per tutta la peggiore tv italiana dell’ultimo decennio.
    p.

  21. Posted 20 settembre 2006 at 17:56 | Permalink | Rispondi

    Giusta osservazione, dott. Paolo.

    V.

  22. anonimo
    Posted 20 settembre 2006 at 18:26 | Permalink | Rispondi

    hmmm…Paul Thomas Anderson…dimenticavo il letale Ubriaco d’amore, il cui intreccio giallo da quattro soldi che sbuca in un nulla di fatto è erede de Il grande lebowski… quel film e i coen in generale di danni ne hanno fatti sicuro…e grossi…
    Il cinema americano “eccentrico” in generale, Hartley e wes anderson in primis, hanno prodotto uno dei più grandi aborti della storia, I love Huckabees, imperdonabile ed inimmaginabile.
    c’è una Huppert “decontestualizzata” che si rotola nel fango eccitata…chi è stato il primo a prendere la huppert per farle fare cose strane? Hartley in Amateur…nessuno se lo ricorda più, ma a quanto pare…

    lonchaney

  23. Posted 20 settembre 2006 at 19:19 | Permalink | Rispondi

    ecco, arrivo dal post di kekkoz e nel primo commento che leggo si citano declinati in male ubriaco d’amore e hartley. son sofferenze, devo andar via perchè son convinto che nei commenti dopo si parla della mia fidanzata e di mia madre. sigh!

  24. Posted 20 settembre 2006 at 20:01 | Permalink | Rispondi

    Io nel mio piccolo voto Tarantino, Matrix e Muccino (grande, piccolo, padre figlio, cugino, tutti).
    Matrix in realtà mi piace un sacco, ma dopo i due seguiti peggiori della storia del cinema (dopo quelli de “Lo Squalo”)…
    Anche Tarantino mi piace(va), ma negli ultimi 3 anni ha decisamente saltato il fosso.

  25. anonimo
    Posted 20 settembre 2006 at 21:13 | Permalink | Rispondi

    Tarantino, Matrix e – per quanto riguarda la cinematografia nostrana – accanto a Soldini e Muccino aggiungerei anche Virzì… con una menzione a parte per “La vita è bella”.
    Mi chiedevo, invece, quale poteva essere il capostipite di quei film pseudo-gggggiovanilistici videoclippettari pieni di panoramiche, carrelli, ralenti, volée, tiri liberi etc etc abbinati a colonne sonore che si propongono come la summa (più o meno velatamente nostalgica) di un periodo storico arbitrariamente compreso/compresso tra gli anni sessanta e gli anni ottanta?!?

    J/P

  26. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 01:30 | Permalink | Rispondi

    Non c’entra niente, ma mi ricordo che quando manu vide al cinema Mystic River commentò che andava rivisto per migliore comprensione. Anch’io sconcertato concordavo. Ecco, stasera l’ho rivisto: è vero, l’idea che inizialmente mi ero fatto su Eastwood che giustifica tout court la legge del più forte, cosa che istintivamente sentivo come grossolana, era in effetti imprecisa: solo che la mostra come un dato di fatto incontrovertibile, come se dall’epoca delle Gangs of New York scorsesiane fosse cambiato ben meno di quanto ci si poteva ecc., con la giustizia, che, incapace di scalfire la legge di natura, se ne torna, in sostanza sconfitta, alla vita privata (molto meglio così, sembrerebbe…). Che mondo penultimo, che gelo, con la musica d’orchestra che suggella il tutto! Ma voi sicuramente l’avevate già rivisto e ricommentato… dove devo leggere?
    ferroviere siderale

  27. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 13:36 | Permalink | Rispondi

    @ J/P

    secondo me il capostipite di quella cosa che dici tu, purtroppo, è Wong Kar-wai, soprattutto Fallen Angels e Hong Kong Express…
    p.

  28. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 14:30 | Permalink | Rispondi

    Su MATRIX non si puo non concordare: davvero nefasto in tutti i sensi. Ma non dimentichiamoci degli inizi degli anni 90, quei film politicamente corretti educati e stucchevoli da BALLA COI LUPI al pessimo FORREST GUMP passando per PHILADELPHIA: mi viene la nausea a solo nominarli..Per quanto riguarda il bel paese beh direi che per colpa del successo del CICLONE per un attimo l’industria italiana pensava di aver trovato un filone e ci siamo dovuti sorbire tutte le schifezze dei comici non solo toscani.ALP

  29. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 20:03 | Permalink | Rispondi

    Lo so, è 89, ma i danni si sono visti nei ’90. Harry ti presento Sally.

    Gli scemi e + scemi e Zoolander vari .

    7 7 0

  30. Posted 21 settembre 2006 at 21:35 | Permalink | Rispondi

    Nessuno tocchi Zoolander !

  31. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 22:09 | Permalink | Rispondi

    No, Zoolander un po’ mi piace, ma tutti i derivati fino a Palle al balzo fanno cacare

    730

  32. anonimo
    Posted 21 settembre 2006 at 22:48 | Permalink | Rispondi

    @ p.
    Sì…Wong Kar-Wai…so bene cosa s’intende…cioè…dentro di me lo temevo, ma speravo proprio di sbagliarmi. Insomma faccio fatica ad accettarlo :-)
    Però se estendessi il discorso musica-della-colonna-sonora anche agli anni Novanta, potrei candidare Trainspotting e salvare Kar-Wai. Lo salvo? Sì? No? Sono ancora in tempo?!?

    @ kekkoz
    Per quanto riguarda il discorso “quanto fanno paura i capelli lunghi neri” penso che questo stereotipo sarà duro a morire. Credo sia un’immagine “della paura” che ci tiriamo dietro fin dalla mitologia greca – tipo le Erinni/Furie che avevano i capelli lunghi fatti di serpenti, magari pure agitati dal vento nei momenti di maggior arrabbiatura (diciamo così). Ormai è uno stereotipo inflazionatissimo, ma in certi casi, usato con “intelligenza” -secondo me – può ancora funzionare (penso ad esempio a “Audition” di T.Miike)… forse sono io che comunque ci casco sempre :-) e mi spavento anche per queste banalità.
    Condivido il boicottaggio dei remake americani. Mi auguro soltanto che possano aiutare economicamente il cinema orientale, non trovo altre ragioni di esistenza.

    J/P

  33. anonimo
    Posted 22 settembre 2006 at 11:15 | Permalink | Rispondi

    Ma…e il filone delle commedie etniche? a chi diamo la colpa dell’esistenza di roba come il Mio grosso grasso matrimonio greco?
    non me ne intendo, ma l’apripista non è stato East is East?
    o risaliamo a Frears? chiedo lumi, temo sia un punto importante…

    @Coma: dai, non soffrire, altri film di Anderson e Hartley mi piacciono…però questo è un post di tiro al piccione, quindi…

    lonchaney

  34. Posted 22 settembre 2006 at 11:39 | Permalink | Rispondi

    Per i film italiani la matrice è una, solo una inequivocabilmente una: Mediterraneo, e l’Oscar annesso.
    L’elogio della cialtroneria dai buoni sentimenti come fuga da un mondo di sofferenza e disuamano e arido e alienante ha creato una vera e propria génia di personaggi spaesati per sciatteria e per mancanza di idee.
    @paolo: pane e tulipani in fondo è mediterraneo al femminile. E’ più recente, quindi ha fatto più danni.
    @ALP: ok il kolossal clintoniano è terrificante, ma adesso quali sono i frutti di film come Balla coi Lupi? Direi che si sono estinti al giro del millennio.
    m.
    @lon: “my beautiful laundrette”, ma è prima, non vale

  35. anonimo
    Posted 22 settembre 2006 at 12:20 | Permalink | Rispondi

    Scusate signori, fermi tutti! ne abbiamo dimenticato uno fondamentale, il film che ha ucciso il cinema americano: The Rock, con il suo montaggio dementemente veloce, le inquadrature quasi subliminali e il suo regista che si vantava di aver scosso la macchina da presa a casaccio per dinamizzare
    l’azione.

    lonchaney
    (basta, mi fermo…)

  36. anonimo
    Posted 22 settembre 2006 at 12:23 | Permalink | Rispondi

    ascriverei all’attimo fuggente (anche se 89) la colpa di aver dato il via a una serie di film intenissimi come albatross, genio ribelle, scoprendo forrester e molti altri di cui fortunatamente non ricordo il nome. anche nella variante che prevde al posto del professore letterato l’allenatore di basket – footbal americano e affini.
    concordo su tutto quello scritto fino ad adesso, soprattutto su La Tigre e Il Dragone e Matrix.
    Fmc

  37. anonimo
    Posted 22 settembre 2006 at 20:35 | Permalink | Rispondi

    Aladdin

  38. Posted 23 settembre 2006 at 21:39 | Permalink | Rispondi

    tutta la vita il primo film americano di jon woo
    che ne ha generati almeno un altro milione scopiazzati a mani basse (rodriguez docet)
    Junkiepop

  39. Posted 24 settembre 2006 at 16:34 | Permalink | Rispondi

    Ci sono enormi tracce di scopiazzature di Woo ben prima che uscisse il mitico Senza tregua con Van Damme. Qualcuno aveva già visto The killer o Hard boiled. Poi è stato Matrix, con notevole faccia da culo, a portare la cosa all’eccesso.Finchè ci sono aggiungo Scary movie: non ha inventato assolutamente niente se non, essendo la parodia di una parodia, la sottocategoria del film demenziale che non ha motivo di esistere. Ma pure in quello è stato scopiazzato (Shriek, Hot movie, …).

  40. Posted 25 settembre 2006 at 12:18 | Permalink | Rispondi

    È del 2001 ok, ma “Shrek” vale almeno quanto un “Matrix” e uno “Scream” a livello di danni all’immaginario collettivo, convinto che da un film d’animazione bisogni necessariamente aspettarsi gag a buon mercato e strizzatine d’occhio ad ogni momento.

    Da lì l’ascesa della Dreamworks (roba da rimiangere le fanfare tributate a “Il principe d’Egitto – che sembra far parte di un’era giurassica, tra l’altro) e di tutte le altre major che si sono spinte sempre più in là nel compito di dare ancora più lustro alla Pixar, casomai se ce ne fosse bisogno.

    Cooper

  41. Posted 26 settembre 2006 at 11:45 | Permalink | Rispondi

    Ma come dimenticare il ciclo fumettaristico? La colpa risale al grande successo del Batmano di Tim Burton nel 1989. Ma è da Batman Returns che è già degli anni ’90 che gli eroi dei fumetti devono avere due rivali ed essere cool nonostante i grandi problemi personali che li attanagliano

  42. Posted 26 settembre 2006 at 11:46 | Permalink | Rispondi

    OOOOPPPS… dimenticato la firma: Sarathehutt

  43. Posted 26 settembre 2006 at 13:13 | Permalink | Rispondi

    Approfitto per entrare nel dibattito, complice l’imminenete “dell’imperdibile” secondo episodio, e rilancio con CLERKS, reo di aver creato, a metà degli anni ’90, masnade di film dall’attitudine pseudo-indipendente,bianco e nero fintamente sporco, musica ggiusta, coolness camuffata da nerditudine,generazione X de noartri e dialoghi logorroici su qualsiasi vaccata,anche più di tarantino.E ovviamente tutto questo riporta ai misfatti del sundance…
    Tom

  44. Posted 26 settembre 2006 at 14:18 | Permalink | Rispondi

    tommy, mi fai qualche esempio di film del genere, “figliato” da Clerks. non ci crederai, ma me serve.
    manu

  45. Posted 26 settembre 2006 at 14:45 | Permalink | Rispondi

    innanzitutto evidenzierei la figliata di giovani pseudo-autori che si sono persi nel giro di un paio di film,sto parlando dei vari Alexander Rockwell (anche se ha esordito prima),Tom Di Cillo,Edward Burns,tutti col marchio Sundance ben impresso.Per quanto riguarda i film,non si può non citare almeno SWINGERS,giù giù fino ad arrivare in casa nostra con CRESCERANNO I CARCIOFI A MIMONGO (sigh!).Il che è tutto dire…
    Tom

  46. anonimo
    Posted 26 settembre 2006 at 14:46 | Permalink | Rispondi

    grazie
    manu

  47. Posted 26 settembre 2006 at 14:47 | Permalink | Rispondi

    …e non ultimo,pur apprezzandolo,Linklater.Del resto PRIMA DELL’ALBA è di un anno dopo.
    Tom

  48. anonimo
    Posted 27 settembre 2006 at 14:44 | Permalink | Rispondi

    Babe il maialino coraggioso.
    I suoi animali in digitale parlanti hanno ucciso il cinema per ragazzi.
    Non parliamo poi di cosa è successo quando le bestie hanno comiinciato pure a scorreggiare (con il dottor doolittle?)…ancora grazie, fratelli farrelly.

    Ildanno maggiore fatto da Clerks mi pare sia la creazione del filone “monologhi su Guerre stellari”, che molti attribuiscono a Tarantino.

    Il legame tra Clerks, Linklater e il temibile Di Cillo un po’ mi sfugge, invece…
    Sarà che non sono ferrato sul discorso musicale…
    lonchaney

  49. anonimo
    Posted 27 settembre 2006 at 14:48 | Permalink | Rispondi

    Un dubbio: E se fosse Giovani carini e disoccupati il prototipo del film indipendente giovane, cool e alternativo?
    Vi ricordo la scenetta al drugstore, con la musichetta figa che parte, e i protagonisti che si mettono a ballare all’improvviso…
    lonchaney

  50. Posted 27 settembre 2006 at 14:53 | Permalink | Rispondi

    Dici che è cominciato con Giovani carini e disoccupati? Non c’è una scena così anche in Natural Born Killers? Già la parodiavano in versione cattiva?
    Oliver Stone non ha invece figliato, si è limitato ad implodere.
    m.

  51. Posted 27 settembre 2006 at 17:10 | Permalink | Rispondi

    L’alterna-minimalismo di “singles” è una roba dell’altro mondo.
    penso che abbia stimolato una certa condiscendenza al velleitarismo e agli istinti più bassi dell’animo umano.
    m.

  52. anonimo
    Posted 28 settembre 2006 at 11:56 | Permalink | Rispondi

    manu, sei un piccolo intellettuale del cazzo…

  53. anonimo
    Posted 28 settembre 2006 at 12:33 | Permalink | Rispondi

    è vero, caro anonimo estimatore di singles.
    m.

  54. Posted 28 settembre 2006 at 13:13 | Permalink | Rispondi

    Proposta: diamo il via a una bella gara di corsa coi sacchi in modo da estirpare sul nascere questa preoccupante deriva piccolo-intellettual-cazzistica.

    Voi portate il SuperLiquidator, alla schadenfreude, come al solito, ci penso io.

    (Violetta)

  55. anonimo
    Posted 5 ottobre 2006 at 19:55 | Permalink | Rispondi

    Nelle filiazioni di Clerks o pure del simpatico (solo per la mamma, però) Di Cillo in Italia c’è stato pure “Il caricatore”.

    E ce l’hanno pure fatto uscire due volte al cinema a distanza di anni…

    .
    .
    .

    Perchè?

  56. Posted 7 ottobre 2006 at 15:53 | Permalink | Rispondi

    ecco io insisto sul filone horror-jap perché da almeno tre anni combatto un’indefessa battaglia contro ai fantasmi cinematografici che telefonano. Dopo “Ringu”/”Thw Ring” chiamano tutti! Quello di “The grudge” gorgogliava pure come lavandino otturato.

    Ma basta: fantasmi, scrivete, faxate che diamine…

    la reine

  57. anonimo
    Posted 11 ottobre 2006 at 11:05 | Permalink | Rispondi

    Avete tutti ragione sul filone dei fantasmi giapponesi, e soprattutto sui telefoni e i remake.
    ma non generalizziamo troppo, l’iconografia della donna fantasma dai capelli neri ha radici antichissime
    (vedi qui http://www.asianfeast.org/speciali/horrorasia.htm. l’articolo non è granchè, ma la galleria di immagini sì), è un archetipo e non deriva da Ring. che poi l’iconografia venga usata sempre nello stesso modo è verissimo e deprecabile.
    e poi quest’anno in mezzo alla merda sono usciti Sakebi (a Venezia) e Kairo (fugacemente nei cinema), un capolavoro.
    lonchaney

  58. Posted 15 ottobre 2006 at 18:25 | Permalink | Rispondi

    grazie lonchaney delle precisazioni.

    Riguardo a sakebi (visto) a parte la scena della ciotola io ne penso peste e corna.

    la reine

  59. Posted 18 ottobre 2006 at 17:31 | Permalink | Rispondi

    è bellissimo leggere i commenti e non conoscere una buona metà dei film citati… ed è con questo sano senso di incompetenza che candido braveheart & l’ultimo dei moicani, rei di aver per sempre (?) segnato la storie delle colonne sonore.

  60. anonimo
    Posted 19 ottobre 2006 at 15:49 | Permalink | Rispondi

    prego, cara Reine.
    non ti piace nemmeno Dark Water?
    ehe, allora non ti dico niente, è vero odio, e come tale indiscutibile.
    Adesso faccio un salto a trovarti sul tuo blog.
    lonchaney

  61. Posted 20 ottobre 2006 at 20:18 | Permalink | Rispondi

    eccomi lonchaney se sei passato da me non hai lasciato tracce, dont’be shy sei il benvenuto.

    Anyway Dark Water l’ho visto e l’originale e il remake. Indovina un po’ quale mi è piaciuto?

    Cmq non odio, detesto fortemente.

    :)

    la reine

  62. anonimo
    Posted 21 ottobre 2006 at 13:25 | Permalink | Rispondi

    Paletta alzata a favore dell’horror made in japan… in particolare per il bene/amatissimo Kyoshi Kurosawa.
    Kairo è un film stupendo, rarefatto, anti-suspence nonstante il crescendo simil-apocalittico di fronte al quale non ci sono i soliti schieramenti buoni-cattivi che si scannano per salvare il mondo… il film stesso a un certo punto sembra dissolversi come un fantasma.
    Bello anche Sakebi.

    Per gli amanti dell’occhio mandorlato segnalo l’uscita di PTU (Johnnie To) in dvd a novembre-dicembre.

    J/P

  63. anonimo
    Posted 23 ottobre 2006 at 13:41 | Permalink | Rispondi

    w PTU!!!!
    comprate, comprate!

  64. anonimo
    Posted 21 novembre 2006 at 22:20 | Permalink | Rispondi

    Secondo me un film bello non può in nessun caso essere dannoso. Semplicemente lascia un segno. Cambia qualcosa. E dopo tutti gli altri film che trattano temi o argomenti simili devono comunque confrontarsi con questi capolavori.

    E, quindi, onore al merito ai grandi, bellissimi, Pulp Fiction, Forrest Gump, Matrix, American Beauty, Il sesto senso, L’attimo fuggente e tanti altri che non sono stati citati. E che non sono stati “nefasti” proprio per niente, anzi, ci hanno regalato qualcosa di nuovo e diverso, per primi.

    Michy

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