Reazioni scomposte alle nomination agli oscar.
 
Nonostante un’intensa attività di lobbying e la concentrazione a disapprovare il film cercando di convincere il mondo intero, Babel è stato candidato e, presumibilmente vincerà. L’Academy ha una passione per il cinema nato morto, quasi come Cannes per la sfilata di autoroni bolliti.
Come l’anno scorso Crash, anche quest’anno il film da approfondimento di Repubblica vincerà. Che noia. Qui si tifa per Iwo Jima per pregiudizio, anche se in fondo speriamo The departed. Se quest’anno a Scorsese non gli danno l’oscar alla regia, secondo me Martin fa saltare le case di tutti i giurati. E non avrebbe tutti i torti, se lo danno a Inarritu – che ha già buggerato Cannes – o chessò, a Paul Greengrass – ma perché ignorare Brett Ratner, io non so – fossi in lui comincerei a sputacchiare su tutti i miei vicini.
Le agenzie di scommesse danno la vittoria di Helen Mirren a 1/12, cioè si vince un dollaro per ogni dodici puntati. Credo che ci sia poco da fare, ma per fortuna questo toglie ogni possibilità di vittoria per Penelope Cruz nel ruolo della nuova Sophia Loren. Con Volver che è stato ignorato bellamente anche come film straniero. Lo so che non è coerente elogiare i premi quando coincidono con le proprie idee, e dire che non valgono nulla quando premiano pacchi come Babel, ma la tentazione è forte. E sarà una coincidenza che anche Cannes ignora il povero Pedro? Così, per simpatia si vorrebbe la Winslet ma l’uscita italiana di Little children non è ancora prevista, e sinceramente non è che c’è da strapparsi i capelli)
L’attore mi sa che sarà il premio “Provvediamo a premiarlo prima che schiatti”, cioè Peter O’Toole, già premio alla carriera nel 2002, accettato mi sa suo malgrado, dopo 7 nomination andate buche. Giusto per rimarcare il fatto che Scorsese deve aver fatto qualcosa di male, Dicaprio, per cui si tifa, è stato candidato per Blood diamond, film stroncato dalla critica e mezzo flop, invece che per The departed. Con lui l’altro miglior attore della sua generazione, Will Smith, ma colui che potrà evitare il premio geriatria (tra parentesi, Judi Dench e Meryl Streep tra le donne) è Forest Whitaker, che oltre a fare simpatia, pare sia strepitoso. Dalla sua, è l’unico attore che interpreta un personaggio realmente esistito, anche se un dittatore sanguinario – il che non guasta. Visto che gli ultimi due sono andati a Truman Capote e Ray Charles, tutto può succedere.
Eddie Murphy e Jennifer Hudson dovrebbero vincere a mani basse, se vince la bimba di Little Miss Sunshine facciamo intervenire il telefono azzurro. Se vince Mark Wahlberg i caschi blu. Adriana Barraza o Rinko Kikuchi, urleremo “Babel No! No! No!” e appoggeremo una politica più restrittiva sul confine meridionale degli Stati Uniti. Anche se loro sono brave, le crociate contro sono crociate contro, non è che si possono fare sottili distinguo.
 
manu
PS. Chiamare sceneggiatura, e candidarla, quella di Borat – durante la visione del quale ho riso come mai negli ultimi tempi – è una sfida a qualsiasi pensiero categoriale. Mah
PPS: per Ryan Gosling ci si richiama all’entusiasmo altrui
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10 Comments

  1. anonimo
    Posted 24 gennaio 2007 at 13:37 | Permalink | Rispondi

    mah, io trovo la cruz in volver eccezzionale!
    jc

  2. Posted 24 gennaio 2007 at 13:38 | Permalink | Rispondi

    Forest Whitaker è un grande e Will Smith gli fa un baffo. Così, per dare un esempio di parere motivato

  3. Posted 24 gennaio 2007 at 18:41 | Permalink | Rispondi

    1) Fossi in voi lascerei stare Mark Wahlberg: in qualità di unico grande non-attore della sua generazione una nomination presto o tardi se la sarebbe beccata comunque. E tra l’altro è uno che mena.

    2) Blood Diamond non è niente di che, ma lì DiCaprio riesce a stravolgere anche gli
    antidicapriani più risoluti.

    3) Da ieri pomeriggio sto urlando GOSLING ! GOSLIIIIIING ! con la stessa foga e intensità di quello di star trek che gridava KHAAAAAN !

    4) Nessuna parola sul trombato dell’anno par excellence, cioé Robert Downey Jr., potenzialmente votabile sia per “Fur” sia per “Guida per riconoscere i tuoi santi” ?

  4. Posted 26 gennaio 2007 at 15:33 | Permalink | Rispondi

    e, a proposito di cinema USA, che ne dite di questa brillante iniziativa ?

  5. anonimo
    Posted 26 gennaio 2007 at 17:14 | Permalink | Rispondi

    Per evitare di essere offensivo, cito i passaggi più esilaranti/disperanti:
    1) “Da registi come Citto Maselli, e credo anche Ettore Scola sia d’accordo”
    2) “una democratizzazione del ministero attraverso una commissione di esperti, distributori, autori, produttori…”
    L’autarchia come valore di sinistra mi crea troppi problemi identitari per discuterla, ma la chicca è l’analisi di Arancia Meccanica (film del 1971, no capolavoro, ma del 1971, e che è INGLESE).
    Io non so.
    manu
    PS. grazie della segnalazione

  6. Posted 27 gennaio 2007 at 19:54 | Permalink | Rispondi

    Visto “Last King of Scotland”: Forest kicks ass. E poi secondo me lo vogliono vedere ripetere la scena imbarazzante che ha fatto ai Golden Globe perchè il pubblico a casa si intenerisce. Comunque io per The Departed a questo punto avrei candidato Anthony Anderson.

  7. Posted 29 gennaio 2007 at 11:27 | Permalink | Rispondi

    Kate Winslet non vincerà neanche a ‘sto giro e comincia ormai a veleggiare verso il record delle candidature a vuoto – quattro, cinque, sei? Certo non è Scorsese, a cui credo però che la mancanza di un Oscar faccia bene! — alessio

  8. anonimo
    Posted 30 gennaio 2007 at 09:32 | Permalink | Rispondi

    Questa è la quinta candidatura. della winslet.
    Ma vince la Mirren

  9. anonimo
    Posted 2 febbraio 2007 at 19:33 | Permalink | Rispondi

    Ho appena rifiutato un invito ad andare a vedere Babel. Sei fiero di me?
    Holly

  10. anonimo
    Posted 3 febbraio 2007 at 15:43 | Permalink | Rispondi

    Molto fiero.

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