Altre Visioni

Mentre il Paese risulta spaccato da una linea di incomunicabilità, secondavisione decide di agire concretamente in favore del dialogo e della reciproca conoscenza. Antonio Socci, il noto pensatore cattolico, presenta questa settimana per noi un’anteprima cinematografica. Ci auguriamo che la sua voce, talvolta scomoda, mai banale, possa essere spunto di meditazione per tutti noi.

Saturno Contro (Ferzan Ozpetek, Italia, 2006)

L’ultimo film del regista turco l’ho visto in compagnia di Padre Guerrino. Padre Guerrino, sacerdote, lo conosco da quando entrambi militavamo nella Pro Civitate Dei Aeterna, campionato amatori AICS. Amico di una vita, ora è uno di quei preti che, se fosse nato vent’anni prima, forse avrebbe fatto la scelta scellerata delle comunità di base e dei preti, cosiddetti, operai. Uomo di buona volontà, certo, ma per cui il principio della fratellanza supera e fagocita quel compito che al sacerdote e al cristiano vero toglie il sonno e la fame: l’apostolato, la testimonianza.
"Antonio, non vedi anche tu, nell’errare stupefatto di questi uomini e donne, un desiderio diverso, la ricerca, magari appena cosciente, di Qualcuno, dell’Unico che pone termine a vagabondaggi e sofferenze?".
Non riuscivo a replicare. Pensavo alle fornicazioni. Pensavo alla promiscuità. Pensavo non ai peccati dei protagonisti, che sono figure di finzione, né all’anima di regista e sceneggiatori, che rimetto al giudizio di chi può. Pensavo all’assenza di meraviglia, alla banalità dell’errore, alla pervicacia di chi, oltre le proprie azioni, vede solo altre azioni.
"Antonio, in fondo la Chiesa è questo: ecclesia, assemblea, comunità. La disperata condivisione, la impossibile comunità perseguita dai personaggi deve farci avvicinare alle loro esperienze…".
No, Padre Guerrino, ho risposto allora. L’ha scritto l’Apostolo prediletto, nell’ultimo libro, misterioso e terribile, quello della Rivelazione: Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca (Ap 3,15-16). Chi non si vuol salvare, faccia pure, ma non ci interpelli. Non sarà redento dall’ostensione del suo scetticismo, dall’agevole maschera del dubbio. Colui che, avendo udito la Parola, non la ascolta è come l’uomo immerso nell’acqua fino alle costole che urla a tutti: "Voglio morire!". Si inginocchi e sarà accontentato.

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5 Comments

  1. Posted 12 febbraio 2007 at 18:29 | Permalink | Rispondi

    “Grazie Signore!
    Perdonaci Signore!
    Punisci con la verga la nostra cupidigia!”

    pittix

  2. Posted 14 febbraio 2007 at 10:09 | Permalink | Rispondi

    ha ragione Socci: i tiepidi hanno troppo lessato i maroni

  3. anonimo
    Posted 15 febbraio 2007 at 12:54 | Permalink | Rispondi

    Sono il vero Socci Antonio, mi sento vilipeso per questa ridicola mascherata e vi metto sull’avviso: denuncerovvi immantinente, e, in nome di San Giosafatte, vi giuro che vi farò passare un brutto quarto di giornata! Ecco, mi fate anche bestemmiare, miserabili!

  4. anonimo
    Posted 15 febbraio 2007 at 13:41 | Permalink | Rispondi

    Quest’uomo è un mito !!! non ci volevo credere…
    ” chi non si vuol salvare faccia pure ma non ci interpelli”. Interpelli chi? Socci e il suo amico? oppure si da del Noi? e perchè qualcuno dovrebbe interpellarlo?

  5. anonimo
    Posted 15 febbraio 2007 at 14:23 | Permalink | Rispondi

    state attenti a fare certe cose. siete sicuri che sia una cosa fatta bene quella di mettre una foto di Socci sul sito?, no, perche’ io so di alcune persone che si sono collegate al vostro blog e vedendo la foto hanno chiuso tutto senza leggere una riga e messo dei filtri in mozilla per evitare di cadere nuovamente nella tela di seconda visione. questo e’ l’effetto che ha il faccione di socci sulla gente normale.
    poi fate voi.

    ll

    ps ARIDATECE BAUDRILLARD!!

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