Bordertown, Gregory Nava, USA 2007

Ok, è stato un duro mestiere del critico, e non potevo aspettarmi niente.

Quindi – spoiler in quantità – nessun mistero sulla recitazione risibile della Lopez, sulla faccia legnosa di Banderas, sulla regia inesistente, sulla fotografia orribile, sulla sceneggiatura schematica. Questi sono problemi che si intiuiscono dopo un’osservazione superficiale del manifesto del film. Film che, peraltro, tratta un argomento non da poco, su cui sono stati scritti articoli, libri e reportage talvolta molto belli.

Il punto è che questo vorrebbe essere un film politico, arrabbiato, di denuncia, scomodo. E invece è un film in cui uno dei colpi di scena, giuro, è che il personaggio di giornalista mandata ad investigare sugli omicidi di Juarez, interpretato da Jennifer Lopez, è di origine latina. E questo stesso personaggio fa una tirata mostruosa sul fatto che gli USA, le multinazionali, gli uomini politici, la Chiesa, il Potere, insomma, sono corresponsabili delle morti e delle scomparse di migliaia di donne messicane impiegate nelle maquilladoras. Il punto è che questo film, la sua struttura, il suo modello, le sue star, la sua distribuzione, sono la perfetta emanazione di quello che si sta criticando. E non penso che un’osservazione del genere possa essere tacciata di vecchiume.

Insomma, passi il filmaccio. Ma il film inconcludente e profondamente incoerente, no, per quanto uno se lo possa aspettare.

Francesco

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